Il numero 1 dell’Afragolese svela anche la presenza di nuovi dirigenti e ringrazia la vecchia società per la disponibilità e i sacrifici fatti negli ultimi tre anni

AFRAGOLA (NA) – Il primo giorno di Niutta da Presidente dell’Afragolese è un sussulto di emozioni e applausi. Allo stadio “Luigi Moccia” di Afragola, il numero 1 rossoblu è stato accolto da 100 calorosi tifosi che, dalle ore 19:00, hanno accompagnato con cori la conferenza stampa di presentazione della società. Un “lampo di luce” lo definisce il Direttore Generale Iazzetta, che sottolinea più volte quanto sia stato difficile uscire dal baratro in cui si era cacciata l’Afragolese. Poi arriva Niutta che inizia così il suo primo discorso da Presidente rossoblu: “Sposare l’Afragolese per me è stata un’ossessione, la piazza di Afragola è storica nel calcio campano ed è come una bella donna che va portata a cena”. Una bella creatura che però aveva tanti pro e tanti contro, tra questi una categoria, l’Eccellenza, che “ha più volte fatto titubare sia me che mio fratello Livio Scuotto, che è stato fondamentale nella mia scelta definitiva di venire ad Afragola. L’Afragolese è una realtà che comporta responsabilità, in un primo momento – svela con molta sincerità Niutta – avevo detto di NO per motivi legati al lavoro e alla famiglia. Ma ad una piazza del genere non potevo dire NO e dunque oggi sono qui”.

Durante la conferenza, il Presidente Niutta annuncia alcune nuove figure che faranno parte dell’asset dirigenziale della nuova Afragolese. Oltre ai già noti Iazzetta, Scuotto e Stiletti, che avranno ruoli da Direttore, Niutta annuncia anche la presenza nel suo progetto del Direttore Alberico Turi, ex DS del Campobasso e per anni figura storica della Juve Stabia, e di Raffaele Bassolino che ricoprirà la carica di Team Manager. A loro, il Presidente affida le chiavi dell’Afragolese: “La loro esperienza farà in modo che venga su una grande squadra. L’obiettivo è iniziare ora un progetto che duri tanto, ciò sarà possibile con il rispetto dei ruoli e con la vicinanza dell’Amministrazione Comunale. Così facendo sono sicuro che l’Afragolese abbandonerà l’eccellenza per raggiungere la D. In fondo – conclude Niutta – non mi ritengo un Presidente, ma un ultras. E da ultras e tifoso prima che Presidente, se ci sarà qualche sfizio da toglierci ce lo toglieremo”.

Chiusura su status dello Stadio Moccia ed un ringraziamento speciale alla vecchia società: “Sullo stadio, credo che sia incredibile come in occasione delle Universiadi non si sia pensato di restaurare l’intero complesso sportivo del Moccia. È un peccato perché se bisogna salire di categoria, c’è anche bisogno di uno stadio degno altrimenti è inutile. Categorie superiori ed una struttura sportiva migliorata ci permetteranno accogliere nuovi imprenditori”. Sui vecchi soci della Vis Afragolese, Niutta dichiara che “va detto solo grazie a questa società che mi ha ceduto il titolo. Sono persone squisite, ho avuto modo di parlare col presidente e ho capito subito con quanta passione e sacrificio abbiano portato avanti l’Afragolese. Si è trattata solo di sfortuna, un rigore ha deciso le sorti di una realtà che magari avrei comunque affiancato anche in caso di serie D. Ora però bisogna ripartire per arrivarci in D: io nel frattempo mi sento già uno di voi, mi sento già afragolese”.