Il tecnico ripercorre i primi mesi con la Puteolana 1902, fa l’analisi del calciomercato e traccia le linee guida per il futuro

Sarnataro ha conquistato Pozzuoli. Il tecnico ex San Giorgio ha meritato consensi, applausi e si è messo in luce in questo scorcio di Puteolana 1902 portando la squadra in piena zona play off e sfiorando la semifinale in coppa Italia. Una scommessa vinta per un tecnico che ha accettato una sfida da subentrato in una piazza non semplice, ma che ha affrontato con il lavoro, con le sue idee e con tanta positività meritando elogi per una Puteolana 1902 che guarda al 2018 con fiducia.

Mister, il bilancio di questo primo scorcio di Puteolana 1902…

“Il bilancio è sicuramente positivo, non era facile subentrare in corsa. E’ stato un passaggio che non si doveva concretizzare sino all’ultimo, ci ho pensato molto, però sono contento di aver accettato. Ringrazio la società che mi ha voluto fortemente. Per quel che i primi mesi, ringrazio il club perchè è una società che si fa guidare, mi rispetta tantissimo, soprattutto ringrazio la squadra: si sono messi tutti a disposizione e non ho mai avuto problemi con nessuno, anzi mi hanno accolto alla grande”.

Zona play off raggiunta e quarti di finale di Coppa Italia, anche se il Savoia è stata la bestia nera…

“Abbiamo fatto veramente il massimo. Per quanto riguarda il Savoia tanto cappello, è la migliore squadra e merita solo applausi. Se posso permettermi un piccolo rammarico, le due sconfitte sono arrivate in seguito a due settimane particolari: la prima dopo una settimana in cui abbiamo cambiato campo, l’altra è capitata nel bel mezzo del mercato. Ma non sono alibi, il Savoia resta la squadra più forte”.

Capitolo mercato. Sei soddisfatto di quello che si è fatto?

“Sono subentrato in una situazione difficile, lavorando su un gruppo partito tardi ad agosto e non è stato facile. Credo che le partenze sono state adeguatamente sostituite, sarà il campo a dire se abbiamo fatto bene oppure no ma sono soddisfatto. Sono molto pratico ed equilibrato, più che le figurine conta la sostanza, non sempre prendendo giocatori di nome si riesce a migliorare la rosa, il gruppo conta più dei singoli. Inoltre, alcune pedine da me indicate non si sono mosse e migliorare questa squadra non è semplice. Ritengo che sia stato fatto un buon mercato che mi soddisfa”.

Cosa ti aspetti dal girone di ritorno?

“Mi aspetto che ognuno di noi deve fare il proprio dovere. Nel calcio i risultati sono la giusta miscela tra squadra-società-allenatore, ci sono tutti i presupposti per fare bene e io sono contento di quello che stiamo facendo e di come la squadra si allena a dovere”.

Quali saranno le vostre avversarie?

“Ho grande rispetto per tutte le squadre, ma il peggior avversario siamo noi stessi, dobbiamo concentrarci solo sul nostro lavoro. Per quanto riguarda la classifica, Savoia, Afragolese e Casoria ci sono davanti e sono le squadre a cui dobbiamo tendere senza dimenticare quelle che precediamo”.

La piazza ti chiede la serie D. La senti come un peso?

“Non la sento come un peso, sono una persona equilibrata e razionale, nel calcio si chiacchiera troppo. Per fare la serie D devi programmare, andare avanti senza sbagliare, passo dopo passo, quando si guarda troppo avanti si rischia di compromettere il presente. Noi proveremo ad arrivare quanto più in alto è possibile, siamo fiduciosi verso il futuro, ma con la consapevolezza che non bisogna correre. A fine anno tireremo le somme e vedremo dove siamo arrivati e nel caso cosa ci sarà mancato per raggiungere il nostro obiettivo”.

Dal punto di vista personale, Sarnataro può aprire un ciclo a Pozzuoli?

“Io mi trovo benissimo, la piazza è calorosa e con la società va tutto bene. E’ prematuro parlare di cicli, bisognerà vedere a fine anno quali saranno i programmi del club e se Sarnataro sarà all’altezza del compito. Da parte mia c’è l’entusiasmo di una avventura che mi piace, ma non bisogna correre troppo avanti, pensiamo al presente poi successivamente vedremo quello che avremo fatto”.