Terminata da poche ore, la 21ª edizione ha unito più di 4000 persone nella serata finale che ha visto trionfare i Terra Terra di Luigi Palmieri ai calci di rigore contro i Mica dei fratelli Miscino coordinati da Pasquale d’Orazio (video della finale realizzato da Carmine Esposito di punto5 che potrete trovare a ore sulla pagina di Campania Football e del Festival dello Sport). Ma cosa c’è dietro questo enorme successo?
Succivo è un piccolo borgo di quella che chiamano “Terra dei fuochi”, posto ai margini della periferia napoletana. Una terra dei roghi che però si accende una volta l’anno con una luce diversa, quella del ‘Festival dello sport” o “Calcetto Brasiliano”.
Nato nel 1998, il Calcetto Brasiliano, è l’invenzione di un gruppo di ragazzi che decisero di portare la ‘scartadella’ (quella che si giocava in strada) in una desolata area parcheggio trasformata per l’occasione in decine di metri di terra di puro splendore. Il Torneo di calcetto è rappresentato da partite tre contro tre giocate a ritmo di musica e commentate da uno speaker diventato che ormai la voce del paese, una voce che stupisce tutti per la sua amatoriale professionalità. Qualche anno più tardi, poi, il beach volley con i suoi magnifici atleti, la corsa podistica con i suoi colori, le esibizioni di danza, di judo, basket, ping pong e il tutto accompagnato da numerosi stand gastronomici.
Quelle che nel corso dell’anno sono gradini di cemento, nel mese di Luglio diventano tribune d’onore che ospitano migliaia di persone. Le stesse che per anni hanno esultato per le prime magie di un giovanissimo Lorenzo Insigne, simbolo più alto del Calcetto Brasiliano di Succivo. Un pubblico in delirio per Alessandro Siani, Checco Zalone, Paolo Caiazzo: artisti che deliziavano con le loro battute i succivesi assiepati in un fazzoletto di spazio per assistervi. Un terreno quasi speciale, un trampolino di lancio per talenti indiscutibili. Una manifestazione che occupa tutto Luglio, un paese che ritrova nello sport una propria identità. Una generazione nata e cresciuta con il Calcetto e che corre con la Podistica: una corsa che blocca le strade del paese ma sblocca i cuori. Non si tratta solo di un semplice manifestazione sportiva, è un evento che unisce e impegna centinaia di persone per realizzarlo, è una grande opportunità per tutti di emergere. Attraverso lo sport impariamo a rispettare le regole, non solo le regole di quella particolare disciplina sportiva, ma soprattutto le regole del grande gioco della vita: il rispetto per l’avversario, delle leggi, del vivere civili…la vittoria non è importante, l’unica cosa che conta è essere ogni giorno migliore di quello precedente. Tutti insieme con i nostri difetti, ma con le nostre tantissime qualità. Noi non viviamo semplicemente e unicamente per noi stessi: la nostra missione è immaginare e dare vita ad un mondo migliore. Questa è l’unica vera eredità che lasceremo a chi attraverso noi continuerà il viaggio da noi intrapreso. Non possiamo e non dobbiamo piacere o risultare simpatici a tutti, ma chi con poco è riuscito a strappare un sorriso, una gioia, un momento di spensieratezza, merita il nostro rispetto. “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”: è così che Shakespeare immagina l’essenza umana, quella parte più profonda di noi che è immutabile ed eterna alla quale è stato dato il nome di ‘anima’. Noi tutti siamo giudici e arbitri del nostro destino. Una sintonia ed una grande forza servono a pieno per organizzare un evento solo all’apparenza semplice.
La manifestazione di questo 2018 ha coronato il trionfo dei Terra Terra sotto gli scatti del fotografo sportivo Gaetano Molaro. La cerimonia finale ha visto i seguenti premi: Rennella Gennaro (miglior giocatore), Orefice Antonio (miglior giovane), Della Ragione Salvatore (miglior gol pubblicato sulla pagina Festival dello sport che ha raggiunto più di 60.000 visualizzazioni), Terracciano Raffaele (miglior portiere), Palmieri Luigi (miglior allenatore), Volonnino Emanuele (miglior interprete) ed il capocannoniere con 38 reti Angelino Bruno. Da citare anche i talenti emersi dal torneo giovanile come: Alessio Lettera, Ivan Autiero, Claudio Cardillo, Gioele Giannini, Raffaele Ferrara, Vincenzo Ferriero e tanti altri piccoli campioncini.
O caro calcetto, se tu non fossi esistito come sarebbe oggi Succivo? Sicuramente più triste. Quella fiamma che si accende a Luglio è speciale, un calore unico che scioglie il gelo dei nostri egoismi con la leggerezza che solo le cose veramente importanti possiedono. Succivo è conosciuto più come il paese del calcetto brasiliano che la terra dei fuochi… i venti di passione, a volte, arrivano più lontano dei fumi tossici.
Andrea Murolo






