La gara tra Città di Brusciano e SSC Casoria 1979 è stata interrotta dopo il lancio di petardi e fumogeni dalla tifoseria locale: il centrocampista Cortese è finito in ospedale con ferite alla testa. Condanne durissime da società, istituzioni e politica.

POMIGLIANO D'ARCO (NA)- La domenica di Promozione Campania si trasforma in un pomeriggio di paura e violenza allo stadio “Ugo Gobbato” di Pomigliano, dove la gara tra Città di Brusciano e SSC Casoria 1979 è stata interrotta a causa di gravissimi episodi provenienti dalla tifoseria locale.

Il match, fino a quel momento corretto e combattuto, vedeva il Casoria avanti 1-0 grazie alla rete di Galasso. Ma nei minuti finali la situazione è degenerata: come riportato dal comunicato ufficiale viola, “dalla tifoseria locale sono stati lanciati in campo petardi e fumogeni, i quali hanno colpito alcuni nostri calciatori e membri dello staff”.

Il caso più grave riguarda Emilio Cortese, giovane centrocampista del Casoria, colpito in pieno volto da un ordigno esplosivo. Il giocatore è stato immediatamente soccorso e trasportato in ospedale, dove ha ricevuto “punti di sutura alla testa, all’orecchio e alla schiena”.

La società viola, attraverso il presidente Fabio Baraldi, ha espresso una condanna durissima: “Episodi simili non possono e non devono trovare spazio nel calcio. Difendere i valori di rispetto e lealtà è un dovere di tutti”. Il club ha inoltre annunciato che “si riserva di tutelare la propria squadra e i propri tesserati nelle sedi opportune”.

La vicenda ha immediatamente attirato l’attenzione delle istituzioni. Il deputato Francesco Emilio Borrelli ha definito l’accaduto “un atto criminale, non sport”, chiedendo DASPO esemplari e l’identificazione dei responsabili tramite i video raccolti dagli spettatori: “Colpire un atleta con un petardo è un tentativo di ferire o peggio. Non è la prima volta che certi gruppi si rendono protagonisti di simili violenze”.

In serata è arrivata anche la nota ufficiale del Città di Brusciano Calcio, che ha preso le distanze dagli episodi: “Condanniamo con fermezza quanto accaduto. Si tratta di comportamenti gravi, irresponsabili e del tutto estranei ai valori della nostra società”. Il club ha ribadito il proprio impegno nel promuovere uno sport sano, civile e rivolto alle famiglie: “Episodi come questo mortificano il lavoro quotidiano di calciatori, staff e dirigenti”.

La gara, inevitabilmente, è stata sospesa. Le immagini circolate sui social mostrano momenti di panico, giocatori a terra, fumogeni in campo e dirigenti impegnati a mettere in sicurezza i propri tesserati.

L’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza negli impianti dilettantistici, troppo spesso teatro di violenze che nulla hanno a che vedere con il calcio. Un problema strutturale che colpisce l’intero movimento e che, come sottolineato da più parti, richiede interventi immediati e severi.

Il Casoria attende ora gli esiti del Giudice Sportivo e delle autorità competenti. Nel frattempo, la priorità resta la salute di Emilio Cortese, a cui tutto il mondo sportivo ha rivolto messaggi di vicinanza e pronta guarigione.