Nel raggruppamento salernitano ben cinque tecnici su otto hanno rassegnato le dimissioni volontarie dal loro ruolo: a sette giornate dal termine un dato preoccupante che aumenta la discussione circa le responsabilità e i meriti all’interno dei club
Luca Di Mieri, ormai tecnico dimissionario del Real Palomonte, è l’ottavo allenatore “a saltare” nel girone D di Promozione, il quinto a farlo in maniera volontaria. Una consuetudine che si sta consolidando ormai nell’universo dei dilettanti campani e che pone sempre più interrogativi circa le cause che portano a tali scelte. Un numero di cambi in panchina che va a pareggiare quello dell’anno scorso, dove furono però sei le società a cambiare tecnico: due volte Sanseverinese e Temeraria San Mango, una volta Angri, Poseidon, Scafatese e Vigor Castellabate. E solo due di questi otto allenatori da dimissionari, ovvero Carmine Caramante dalla Poseidon e Giuliano Spetrini dalla Temeraria. Purtroppo le motivazioni che hanno spinto Di Mieri e tanti altri allenatori sono quasi sempre le stesse: cattiva gestione societaria, promesse non mantenute, indebolimento della rosa, assenza di motivazioni tra i giocatori. Come Osvaldo Ferullo, dimessosi due settimane fa dalla Rocchese perchè “la situazione era diventata insostenibile, anche per via delle vicende extracalcistiche che hanno vista coinvolta la società rossoblu”, oppure come Francesco Menza, una colonna della Gregoriana degli ultimi anni che ha preferito farsi da parte quando ha visto che da parte della società alburnina non è stata mantenuta la promessa di rafforzare la rosa e far sì che “la Gregoriana non fosse solo una comparsa nel campionato di Promozione”. Menza poi è andato ad allenare il Buccino Volcei dopo le dimissioni del tecnico Nico Fernicola, arrivate al termine del derby pareggiato proprio contro la Gregoriana, con la speranza di dare una scossa alla squadra e al contempo rimanendo stabilmente come collaboratore della società dei galletti. Ma non solo in coda: anche nei piani alti della classifica si sono registrati cambi in panchina, come le dimissioni di Umberto Galderisi dal Salernum Baronissi per motivi personali dopo quattro anni al timone del club di patron La Marca, oppure gli esoneri di Carlo Graziani al Santa Maria Cilento e di Francesco Barone al Campagna per motivi prettamente tecnici, dopo deludenti prestazioni nonostante rose di primissimo livello per il salto di categoria, così come l’avvicendamento in casa Vigor Castellabate tra Gianni Di Gregorio e Giuseppe Foglia con conseguente rivoluzione tecnica di dicembre. Cinque dimissioni e tre esoneri, almeno per ora: un dato che porta obbligatoriamente a porsi delle domande, riflettere quando veramente deve pagare l’allenatore e quando no e capire se i mister hanno tutte queste responsabilità nella conduzione di un campionato di Promozione.






