Poteva restare una partita bloccata sullo 0-0 vista l'ottima organizzazione della Gelbison, che però non aveva fatto i conti con la classe e l'eclettismo di Alvino

Allo stadio Alfredo Giraud di Torre Annunziata, si saranno spellati le mani nell’applaudire le giocate e la classe di Francesco Alvino. Un giocatore che, acquistato dal DS Mignano per giocare nei tre di centrocampo, è diventato in breve tempo la variante tattica piu azzeccata di sempre con Mister Squillante, bravo e intelligente da capire come Alvino possa incidere di più se schierato in quello che, fino a due stagioni fa, era il suo ruolo naturale. Esterno offensivo che, con le sue scorribande, aveva fatto parlare di sé in piazze esigenti come quelle di Taranto, Ischia, Casertana e Ancona. Ieri un saggio delle sue immense qualità balistiche, che di fatto hanno frantumato l’ottimo piano tattico della Gelbison, fatto di  giocate repentine che hanno mandato in bambola il suo diretto avversario Maiese. Il numero 7 biancoscudato ha smistato tanti passaggi decisivi, soprattutto a Del Sorbo poco in palla ieri, prima di rendersi  protagonista del gol decisivo con un cross velenoso deviato nella propria porta da Romanelli. Nella ripresa, invece, è stato un altro ex Casertana, il portiere Bernardino D’Agostino, a negargli la gioia del meritato gol.

In tutta questa escalation, c’è chi però ne ha fatto spese. Su tutti Rekik (98) e Felici: i due esterni offensivi, infatti, sono partiti dalla panchina e solo Felici ha trovato spazio nella ripresa subentrando a Tedesco. Rekik, invece, è stato scalzato da Maranzino che, in mediana, ha messo in mostra tutte le sue qualità. Scelte che alla fine hanno dato ragione a Mister Squillante, capace di stravolgere l’idea iniziale per costruire un Savoia ancora più forte e pericoloso in attacco.