Santaniello e Rizzo spingono, ma non basta. Si salvano in pochi tra le fila biancoverdi

CATANIA - Brutta prestazione in casa del Catania per l’Avellino di mister Braglia, che cade 3-1 al Massimino e chiude la striscia di risultati positivi consecutiva nata al termine del 2020.

Avellino (3-5-2):

Forte 5 – È completamente in ritardo sulla prima rete dell’incontro, lasciandosi ingannare dalla deviazione della barriera, che ha solo impennato leggermente la traiettoria della conclusione. Complica in questo modo il match ai suoi compagni, obbligandoli ad inseguire per tutto il resto della sfida.

Silvestri L. 4,5 – Va in difficoltà contro qualsiasi attaccante passi sulla sua zona di competenza, lasciandosi saltare troppo facilmente, quasi fosse un birillo. Commette l’estrema ingenuità al termine dell’incontro, causando un rigore che per sua fortuna non ha complicato più di quanto già non fosse la situazione dell’Avellino.

Illanes 5,5 – È il migliore del trio difensivo titolare di Braglia. Non è esente da sbavature difensive, ma è abile in più di un’occasione a leggere i tracciati filtranti degli avversari, chiudendo con delle buone diagonali. (dal 64′ Rocchi 6 – Nonostante qualche difficoltà legata alla maggiore velocità che sembravano avere i giocatori del Catania, compie il suo compito senza eccessive sbavature.)

Miceli 5 – Prestazione negativa del capitano irpino, che non eccelle in nulla delle sue azioni. Male nelle chiusure difensive, male nella fase di costruzione dal basso, perde facilmente anche le marcature dei propri avversari, come in occasione della rete del 2-0 del Catania. (dal 46′ Dossena 6 – È il migliore del reparto difensivo dei lupi. Chiude bene alcune diagonali e si frappone con coraggio alle conclusioni avversarie, mostrando una grande solidità.)

Ciancio 5 – Si vede poco, a tratti pochissimo, incatenato sul posto da uno schieramento tattico del Catania che gli impedisce di offendere come avrebbe voluto. Quando trova spazio, però, non sempre pennella con precisione.

D’Angelo 5,5 – Segna dal dischetto il gol del momentaneo 2-1, ma è l’unica nota positiva della sua partita. Si inserisce bene tra le linee difensive avversarie, ma mastica una quantità di palloni che avrebbero potuto avere tutti sorte decisamente migliore. Spreca nella ripresa l’unica vera occasione della propria squadra, mostrandosi poco concreto in questa giornata.

Adamo 5,5 – Poco incisivo nella costruzione del gioco biancoverde, viene scavalcato con facilità dalle trame offensive dei centrocampisti del Catania. (dal 46′ Rizzo 6,5 – Dà nuove energie e cattiveria alla squadra con il suo ingresso in campo. Le azioni dei biancoverdi passavano tutte dai suoi piedi e il pressing portato ai portatori di palla avversari è estenuante. Impatto positivo alla gara il suo.)

Aloi 5,5 – Ad inizio gara sembra trovare le misure per smistare facilmente palla tra le linee, imbucando più di una volta per i compagni sulla trequarti. Soffre, però, il predominio a centrocampo del Catania, che ne limita le giocate.

Tito 5,5 – Nonostante qualche errore di troppo, è il più attivo della prima frazione di gioco dell’Avellino. Riesce a creare qualche pericolo con le sue imbucate precise, poco sfruttate dai compagni. In difesa lascia leggermente a desiderare. (dal 50′ Baraye 5 – In ombra dal suo ingresso in campo alla fine. Non salta mai l’uomo e si lascia superare con troppa facilità. Albertini con lui ha vita facile.)

Fella 4,5 – Spettatore non pagante del match del Massimino di Catania. Ad inizio gara sembra anche il più attivo del reparto offensivo di Braglia, ma sbaglia gran parte dei palloni toccati, perdendo molti degli scontri con i difensori di casa. Con il passare dei minuti scompare letteralmente dal campo, con i compagni che preferiscono servire Santaniello a lui. (dal 64′ Maniero 5 – Non riesce a lasciare il segno sull’incontro, toccando pochi palloni e rischiando di compromettere anticipatamente la partita dell’Avellino per degli atteggiamenti rivedibili.)

Santaniello 6 – Battagliero sin dal fischio di inizio, contende ogni singolo pallone a chiunque in campo, guadagnandosi in questo modo il rigore del momentaneo 2-1. Nella ripresa, insieme a Rizzo, diventa il fulcro delle azioni manovrate della propria compagine, trovando molto spazio sull’out di sinistra, dove il Catania fa fatica a frenarlo. Da solo può poco però.

Piero Braglia 6 – Deve fare i conti con le tante assenze della vigilia e schiera in campo la migliore formazione possibile sulla carta. Nella ripresa cerca di dare una svolta alla sfida cambiando subito e aumentando il peso fisico del gruppo in campo, ma poco può dinanzi ai continui errori dei suoi giocatori.