Accolto parzialmente il ricorso avanzato dal Pomigliano Femminile. Ridotta a dicembre l'inibizione del presidente Pipola, si abbassa anche il valore dell'ammenda da dover risarcire

POMIGLIANO D'ARCO (NA) - Si sente aria di vittoria, seppur leggera, in casa del Pomigliano Calcio Femminile in seguito all’ultima sentenza emessa dalla Corte Sportiva D’Appello, che aveva il compito di accogliere o meno il ricorso avanzato dalla società napoletana e dal presidente Pipola in merito ai fatti dello scorso settembre. 

La Corte Sportiva D’Appello ha, infatti, accolto il ricorso presentato dalla società di Pomigliano D’Arco, ma solo parzialmente. Restano dunque le sanzioni di inibizione al presidente Pipola e l’ammenda da pagare alla società, ma cambiano le entità da scontare. La Corte Sportiva, difatti, avrebbe stabilito che l’aggravante di violenza commessa ai danni altrui fosse assente – al netto della documentazione consegnata dalla società napoletana – nei fatti accaduti lo scorso mese di settembre, portando dunque ad una riduzione della pena. 

Secondo quanto stabilito dalla Corte, l’inibizione a qualsiasi attività per il presidente Raffaele Pipola è stata ridotta dall’8 settembre 2022 al 15 dicembre 2021. Potrà tornare normalmente alle sue mansioni dal 16 dicembre, dunque, il patron del Pomigliano grazie all’esito di questa sentenza. 

Cambia anche il valore dell’ammenda da pagare per il Pomigliano Calcio Femminile. Dai € 3.000,00 richiesti inizialmente la Corte ha abbassato la cifra a soli € 2.000,00 (comprensivi di € 500,00 per essersi presentata in ritardo all’inizio del secondo tempo).

Si tratta di una piccola vittoria per la società di Pomigliano, che, da quanto riferito da alcuni addetti ai lavori, ha sempre avuto fiducia nella giustizia sportiva.