Il tecnico napoletano salutando la Città di Grottaminarda, i tifosi e tutti gli amici ricorda i risultati conseguiti sotto la sua gestione e soprattutto invita ad abbassare i toni sulla questione rimborsi

NAPOLI - Il tecnico Raffaele Di Pasquale attraverso una nota inviataci vuole ricordare i risultati conseguiti dal Grotta sotto la sua gestione e soprattutto invitare alla calma, dopo le numerose polemiche sulla questione rimborsi.

42 partite, 104 punti, 2 P, 8 N, 32 V. 76% di vittorie, 4,7% di sconfitte, media punti 2,47.

Non calcolo le ultime 2, perché non avevano alcun valore per la classifica, sapendo che se fosse stato necessario, le avremmo vinte anche queste, incrementando ancora di più le percentuali positive.

Questa è la mia eredità che lascio alla città, di cui ho avuto il privilegio e l’onore di rappresentarla, dal punto di vista sportivo, per una stagione e mezza.

In questo viaggio ho messo il meglio di me stesso, confortato dal supporto di tante persone che vivono solo ed esclusivamente per la squadra.

Infatti, sono arrivato a Grotta a Febbraio 2018 a seguito della sconfitta interna con il San Martino.  In quel momento mancavano 11 partite alla fine, e la squadra si trovava al terzo posto ad un punto dalla seconda ed a 6 punti dalla capolista, ed aveva pochi punti di vantaggio sulla quinta.

Concludiamo il campionato a due punti del vertice, recuperando 4 punti sul San Tommaso, facendo più punti di tutti. Possiamo dire, senza essere smentiti, che sotto la mia guida la squadra ha vinto due volte il campionato di promozione: la prima dal punto di vista morale, la seconda, questa, sul campo, con il seguente ruolino: 10 vittorie e 3 pareggi, compreso quello sciagurato ed immeritato di Ottaviano.

La stagione appena conclusa è sotto gli occhi di tutti: primi in classifica da sempre, con un distacco sulla seconda che via via aumentava sempre più. Concludiamo il girone di andata con il mostruoso bottino di 40 punti su 45 e con un distacco di 8 punti sul Lioni. Da lì, fino alla fine, il vantaggio è stato sempre costante, riuscendo a vincere il campionato, aritmeticamente, alla terz’ultima giornata.

Ma ce ne sono due che ci rendono ancora più orgogliosi: 6 giocatori nella top 11 del girone C di Promozione, e terzo posto in graduatoria per l’utilizzo di giovani calciatori, che badate bene, per una squadra che ha l’obbligo di vincere il campionato, difficilmente lo fa schierando tanti giovani.

D’altronde, per tutti voi che ci avete sempre seguito penso che non è una sorpresa. Difatti, se ricordate, nelle 13 partite disputate l’anno scorso, venivano schierati sistematicamente 5 under.

Avrei voluto solo parlare di questo, ma purtroppo, ed a malincuore, devo fare chiarezza circa le numerose inesattezze che alcuni dirigenti e tifosi stanno facendo circolare in rete. Premesso che tutta la gestione organizzativa, tecnica e metodologica della stagione passata, così come è di mia consuetudine

in tutte le squadre che ho guidato, viene elaborata e realizzata in piena autonomia dal sottoscritto e condivisa con l’assoluta responsabilità dello staff, perché è questa la strada che conosco per portare le squadre alla vittoria, quella della piena e totale autonomia gestionale. Altre non mi appartengono. Se non la si condivide non c’è problema, me lo si dice, ma prima però!

Ci tengo a fare le seguenti precisazioni:

Che Il sottoscritto non ha mai parlato con nessuno di 4 allenamenti settimanali, ha sempre detto che la squadra avrebbe svolto un microciclo di 3 sedute, che in considerazione della sua qualità sarebbe stato più che funzionale al progetto sportivo che si doveva realizzare;

1) Che In occasione della cena di Natale, presente la società intera, affermai che dopo la sosta natalizia avremmo effettuato almeno un allenamento settimanale a Napoli, visto anche il persistere del cattivo tempo, ma soprattutto per ridurre lo stress del 70% dei componenti la rosa.

Inoltre, nel corso del girone di ritorno, a cui fa riferimento qualche dirigente, che forse farebbe meglio ad assumere una posizione più defilata, altrimenti ci costringe a pubblicare conversazioni private dove non è molto tenero nel giudizio del proprio presidente, nessuno, e ribadisco nessuno ha mai espresso in mia presenza alcun dissenso circa l’organizzazione operativa della squadra.

Tutt’altro! Dirlo adesso è solo una puerile giustificazione.  Ma, come si dice, a volte la toppa fa più danni del buco. Per come le cose si sono evolute scommettiamo che, anche in questo caso, così come per il budget la colpa è stata del direttore sportivo, il mancato pagamento dell’ultimo stipendio frutto del negativo risultato del socio alle elezioni amministrative, la colpa dell’organizzazione settimanale sarà attribuita esclusivamente al dirigente accompagnatore, reo di non aver mai comunicato nulla alla società?

Andiamo, per favore. Ma insomma, il campionato alla fine questo gruppo l’ha vinto, o no?

Ha onorato degnamente, tutte le domeniche, la maglia indossata?

E’ lo stesso che si è allenato sotto il sole cocente ininterrottamente dal 9 al 31 agosto?

E’ quello che ha fatto la bellezza di 91 goal, più di ogni squadra dilettantistica regionale con il miglior realizzatore di tutte le categorie?

E’ quello che per regalare alla città il successo ha percorso 24.000 km?

Ed allora se questi ragazzi dopo ben 20 lunghi anni, con sacrificio ed onore, hanno regalato alla città ed ai tifosi, la tanta agognata Eccellenza, perché non avrebbero dovuto rivendicare la riscossione del pattuito?

Se poi pensate, e più di uno già si è espresso in tal senso: il calcio e’ questo e vi dovete adeguare.

Io non sono d’accordo, e nel momento in cui capisco che si ragiona così, tolgo il disturbo.

Vi lascio, invitando tutti, ma proprio tutti, ad abbassare i toni, a recuperare una serenità di giudizio, a circoscrivere nel perimetro della buona educazione commenti, considerazioni e quant’altro.

Evitiamo di sciupare tutto!