Il numero uno del club annuncia le dimissioni irrevocabili e motiva la scelta con un comunicato dai toni netti, in cui evidenzia criticità interne e rapporti compromessi.

FRATTAMAGGIORE (NA)- La Frattese vive ore di forte scossone istituzionale dopo l’annuncio delle dimissioni irrevocabili del presidente Rocco D’Errico, figura centrale nel recente percorso del club e protagonista della risalita nel campionato di Eccellenza campana, girone A. La notizia è arrivata attraverso un comunicato diffuso dallo stesso dirigente, che ha scelto di spiegare in modo diretto e senza filtri le ragioni che lo hanno portato a interrompere il proprio percorso alla guida della società.

D’Errico ha parlato di una decisione sofferta, maturata dopo settimane di crescente amarezza. Nel comunicato, il presidente ha spiegato di non riconoscere più l’ambiente calcistico in cui opera, sottolineando come, a suo dire, il rispetto dei ruoli e l’educazione siano diventati elementi sempre più rari. Ha descritto un contesto che considera distante dai valori che lo hanno accompagnato nel suo impegno alla guida della Frattese, un impegno che negli ultimi anni ha comportato investimenti economici, tempo e dedizione.

Uno dei passaggi più significativi del suo intervento riguarda il rapporto con la squadra. D’Errico ha espresso forte disappunto per alcune iniziative dei tesserati, ritenute non in linea con le dinamiche istituzionali del club. Secondo la sua versione, la pubblicazione di comunicazioni autonome da parte di alcuni giocatori avrebbe rappresentato un superamento dei ruoli e un danno all’immagine della società. Il presidente ha definito questo comportamento come un segnale di una frattura ormai difficile da ricomporre.

Non meno rilevante è il riferimento ai rapporti umani all’interno dello spogliatoio. D’Errico ha raccontato di aver vissuto con amarezza la mancanza di vicinanza da parte della maggior parte dei calciatori in occasione delle festività pasquali, un episodio che, nella sua lettura, avrebbe evidenziato un clima distante e poco coeso. Ha ringraziato soltanto due membri della rosa per aver mostrato, a suo dire, sensibilità e rispetto.

Il presidente ha poi allargato il discorso al sistema calcio in generale, criticando l’atteggiamento di alcuni procuratori e la mentalità di parte dei giocatori, ritenuta troppo orientata agli interessi personali. Ha affermato di non voler più ricoprire un ruolo che, secondo la sua percezione, lo avrebbe trasformato in un semplice erogatore di risorse economiche senza un adeguato riconoscimento dei ruoli e dei valori.

La conclusione del comunicato è stata netta. D’Errico ha dichiarato di lasciare la Frattese a chi avrà la volontà e la forza di gestire una situazione che definisce complessa, ringraziando i tifosi e le poche persone che, a suo giudizio, hanno mantenuto un rapporto autentico con la società. Il futuro del club passa ora attraverso una fase di transizione che dovrà chiarire assetti, prospettive e nuovi equilibri dirigenziali.

Le motivazioni di D’Errico

Con la dignità che mi ha sempre contraddistinto e con il cuore colmo di amarezza, comunico le mie dimissioni irrevocabili dalla carica di Presidente della Frattese.
Ho investito tempo, risorse e passione per onorare questa maglia e questa città, ma oggi mi trovo costretto a dire BASTA. Il sistema calcio è diventato un ambiente che non riconosco più, dove il rispetto e l’educazione sono diventati optional, sostituiti da arroganza e interessi personali.
I motivi della mia scelta sono chiari e non trattabili:
 L’ANARCHIA DEI CALCIATORI: Trovo vergognoso che i tesserati si permettano di pubblicare comunicati stampa sui social contro la Lega, scavalcando totalmente la Presidenza. Se un calciatore pensa di fare politica sportiva al posto di sudare sul campo, significa che ha smesso di essere un professionista. Non accetto che la mia società sia messa in imbarazzo da iniziative non autorizzate che rompono i rapporti istituzionali.
L’AMAREZZA UMANA: Lo sport è fatto di uomini, prima che di atleti. Ma oggi l’umanità è sparita. È desolante constatare che, su un’intera rosa, solo DUE calciatori abbiano avuto la decenza e l’educazione di inviarmi un messaggio di auguri per Pasqua. Questo silenzio è uno schiaffo ai sacrifici che faccio ogni giorno per non far mancare nulla a nessuno.
MERCENARI, NON ATLETI: Sono stanco di lottare contro procuratori che vedono i club come polli da spennare e giocatori che non sanno più cosa significhi “onorare la maglia”. Chi non ha il rispetto per l’uomo che garantisce loro il lavoro, non merita di indossare questi colori.
Non sono più disposto a fare da bancomat a chi non conosce nemmeno le basi dell’educazione e del rispetto dei ruoli.
Lascio la Frattese a chi avrà lo stomaco di gestire questo circo. Ringrazio esclusivamente quei due ragazzi che hanno dimostrato di avere ancora dei valori e i veri tifosi che amano questi colori senza secondi fini.
Il Presidente