BATTIPAGLIA (SA) - Carmine Guariglia è considerato un direttore sportivo molto esperto e capace, uno dei migliori per quanto riguarda l’Eccellenza campana.

Con la Battipagliese negli ultimi anni c’è stato un tira e molla. Il primo addio nel 2017, poi il ritorno e nuovamente le dimissioni lo scorso 7 Aprile. Oggi non è legato a nessuna società.

Le chiedo innanzitutto se per il futuro ci sono margini per un altro ritorno, considerando quanto è legato alla Battipagliese.

Nella vita mai dire mai, una regola che nel calcio vale ancor di più. Nonostante ciò, per il momento è un addio. Le nostre strade si sono separate e attualmente non c’è possibilità per me di coesistere con la società della Battipagliese.

Come lei sottolinea, sono molto legato a questo club. E’ la mia squadra del cuore, tifo per questi colori fin da bambino, ma in questo momento è un capitolo chiuso.

Ha voglia di sbilanciarsi sui motivi di questa separazione?

A tempo debito chiarirò tutto. Ora mi auguro solo che la Battipagliese possa fare il suo corso, iscriversi al campionato e allestire una squadra forte, come merita questa piazza.

Salta all’occhio che il suo colpo migliore di Gennaio, De Angeliis, ha lasciato la Battipagliese dopo le sue dimissioni. Quanto conta in Eccellenza la figura di un Ds conosciuto e stimato dai giocatori?

Un buon ds conta tantissimo, le società dovrebbero capire questa cosa e iniziare a riconoscere che laddove è presente un buon Ds, i risultati si vedono. Il calciatore ha un punto di riferimento dentro e fuori dal campo e sa che se ci sta un problema, c’è una figura che risolve quel problema. A prescindere dal nome, è un importante riferimento per il gruppo, per lo spogliatoio, ed è un peccato che alcune società trascurano ancora questo aspetto. Personalmente negli anni ho costruito dei rapporti umani con diversi giocatori di valore assoluto, che poi ho portato con me nelle mie esperienze.

Quest’anno il girone B del campionato di Eccellenza è stato molto combattuto. E’ aumentata la qualità media o c’è stato un livellamento verso il basso?

Non c’è stata una vera leadership, ed hanno influito diversi fattori sulla classifica finale. La mia Battipagliese a fine girone di andata era ai vertici, poi problemi societari hanno destabilizzato l’ambiente e abbiamo perso posizioni. Circa sette squadre erano di pari livello, ma questo livello non era altissimo. Ricordo campionati con società e giocatori molto più forti. Ricordo l’Ebolitana, il Sorrento, che avevano organici molto importanti.

Quest’anno la differenza l’hanno fatta quelle squadre che con il lavoro sono venute fuori, come l’Eclanese o il Costa d’Amalfi del mio amico Ferullo.

Tempo fa sul suo futuro diceva che avrebbe scelto un progetto che le dava stabilità e continuità. In questi giorni le stesse parole arrivano da mister Iuliano, in uscita dal Cervinara. Quanto è difficile oggi trovare una società che fa della progettualità il proprio credo?

E’ molto difficile oggi trovare questo approccio. Riconosco nel Santa Maria e nel Costa d’Amalfi questa filosofia di base. Il primo aspetto, importantissimo, è che hanno stipulato accordi solidi col comune di appartenenza per il campo sportivo. Avere questo tipo di certezza è molto importante. Hanno poi strutturato nel tempo un solido settore giovanile, e di anno in anno alzano l’asticella per mirare alla serie D.

Ha un’idea del suo futuro?

Per il mio modo di lavorare è già stagione inoltrata. La invito a guardare cosa sta facendo l’Afragolese…si sta muovendo prima degli altri e sta allestendo una squadra fortissima!

Ho avuto qualche contatto, ma senza professionalità del progetto preferisco non muovermi. Per me se si vuole fare le cose per bene, bisogna iniziare a lavorare per tempo, per creare una struttura valida non solo nella misura di giocatori forti. Penso all’aspetto fondamentale degli under…i giocatori giovani vanno presi subito, perchè sono pochi quelli che fanno la differenza, come accaduto con Senatore che si è dimostrato il miglior under della stagione.

Ha speso buone parole sia per Osvaldo Ferullo, sia per come è organizzata la società Costa d’Amalfi. Sarebbe una destinazione gradita?

Senza ombra di dubbio, ma ci tengo a precisare che non ho avuto nessun contatto con loro. Il Costa è una società che sa cosa deve fare per migliorarsi e lo fa in maniera professionale, ma non ci siamo assolutamente sentiti. La mia stima verso Osvaldo nasce da lontano.

Ho avuto qualche contatto con società di Eccellenza, anche calabra, e qualcosa in serie D, ma non sono del tutto convinto.

Ha parlato di Senatore e dell’importanza degli under forti. Le chiedo se ha qualche nome segnato sul suo taccuino.

In tutta onestà non c’è tanto in giro, ma qualcosina di interessante il mercato lo offre.

Naturalmente non faccio nomi, l’importante è dare la possibilità ai giovani di giocare e di divertirsi giocando, altrimenti non riusciranno a colmare il gap che c’è tra le giovanili e la prima squadra. Graziani dell’Agropoli o Romano del Santa Maria sono una prova lampante di quanto un buon passaggio dalle giovanili alla prima squadra fa la differenza.

Cosa pensa della possibilità di allargare a 18 squadre l’Eccellenza?

Credo che sia una cosa molto positiva, perchè l’Eccellenza ha un valore diverso dalla Promozione ed è giusto che alcune piazze possano rimanere in questo campionato.

Dell’ultimo campionato mi indica una sorpesa e un flop?

Il Costa d’Amalfi la sorpresa, Virtus Avellino il flop.