Via al cantiere per la riqualificazione dello stadio “Novi”, ma il paradosso è evidente: mentre l’impianto si rifà il look, la storica squadra cittadina è sull’orlo della scomparsa tra indifferenza e crisi economica.
Dopo anni di attese, promesse disattese e progetti riscritti più volte, finalmente si apre ufficialmente il cantiere per la riqualificazione dello Stadio “Pasquale Novi”. È la ditta “REE Costruzioni Group srls”, con sede a San Nicola la Strada, ad aver preso in carico l’area e ad aver dato il via ai primi interventi previsti dal progetto.
I lavori si concentreranno inizialmente su due elementi fondamentali: la realizzazione di un settore dedicato ai tifosi ospiti e la costruzione di una nuova curva, pensata per ospitare la tifoseria organizzata grigiorossa, da sempre il cuore pulsante dell’impianto angrese. Un’opera simbolica e funzionale, in un momento particolarmente delicato per la squadra cittadina, reduce da stagioni difficili sul piano sportivo e dirigenziale.
Un passo atteso da anni
L’apertura del cantiere segna una tappa storica per la città di Angri e per i tifosi dell’US Angri 1927, che da tempo reclamavano interventi strutturali capaci di restituire dignità a uno degli stadi più iconici della provincia. I lavori dureranno circa 4-5 mesi, come indicato nel cronoprogramma ufficiale.
«Da oggi partono ufficialmente gli interventi di riqualificazione dello stadio ‘Novi’. È un passo concreto che dà nuova dignità alla casa del calcio angrese», ha scritto il sindaco Cosimo Ferraioli sui social. «Una nuova curva per i tifosi grigiorossi, un settore ospiti dedicato, la manutenzione dei servizi: è un impegno preso con la città e con i tifosi, che oggi diventa realtà».
Verso il polo sportivo cittadino
L’intervento si inserisce in un progetto più ampio di valorizzazione dell’area di Fondo Caiazzo, dove già insistono diverse strutture sportive. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione comunale è quello di trasformare la zona in un polo sportivo cittadino di eccellenza, capace di attrarre eventi, società e iniziative legate al mondo dello sport e del tempo libero.
La riqualificazione dello stadio, dunque, va oltre il semplice restyling dell’impianto calcistico: rappresenta un tassello strategico di rigenerazione urbana, volto a rendere Angri un punto di riferimento per lo sport a livello provinciale e non solo.
Centenario alle porte
Il progetto assume anche un valore simbolico: nel 2027, infatti, l’US Angri festeggerà i suoi 100 anni di storia. Una ricorrenza importante, che – secondo le intenzioni del Comune – potrà essere celebrata in uno stadio finalmente moderno e funzionale.
«Questo stadio è, prima di tutto, dei tifosi», ha aggiunto Ferraioli. «Senza la loro voce, la passione e il cuore, il calcio non avrebbe senso».
Il contrasto è evidente e doloroso: si costruisce per una squadra che rischia di non esistere più. Mentre i lavori procedono spediti per restituire dignità all’impianto, l’Angri, retrocessa in Eccellenza, è vicina alla sparizione dal panorama calcistico. A distanza di circa una settimana dal drammatico comunicato di Niutta, presidente dimissionario, quasi tutto tutto e niente tace. Che fine ne sarà del Cavallino?
Restano ancora dei nodi
Non mancano però le criticità da risolvere. Tra queste, la questione della sala stampa, già sollevata dai giornalisti sportivi locali, che attende una soluzione definitiva nel prosieguo dei lavori.






