"Mi sono fatto coinvolgere e convincere solo per amore del Cervinara"

CERVINARA (AV)- Cervinara è la sua terra ed i colori biancoazzurri sono come una seconda pelle. Pasquale Ferraro, ex allenatore del Cervo torna a parlare – lo sottolinea durante l’intervista per la prima volta dal suo esonero – della sua squadra del cuore, per la quale ha dato tanto come allenatore. Indimenticabile la stagione 2016-2017 con la straordinaria cavalcata e la Serie D accarezzata negli spareggi nazionali contro la Folgore Selinunte. 

Sabato c’è stato il ritorno alla vittoria del Cervinara dopo alcune gare opache con Befi determinante più che mai.
“È stato importante giocare al Canada Cioffi perché è completamente diverso rispetto a giocare in campo neutro. Importantissime poi anche le prestazioni di Befi che  fa la differenza, e spesso sposta gli equilibri. Per me si tratta di una soddisfazione doppia per il rapporto fraterno che ho con questo calciatore che in estate qualcuno non ha voluto, poi grazie all’intervento del direttore generale Dragone, Befi è tornato a Cervinara. La presenza di Alessio per noi è importante, si tratta di un calciatore che al minimo errore ti può mettere in difficoltà. Quindi quando non è in campo la difesa avversaria può prendere maggiore fiducia. Inutile nascondere che quando non è stato sul manto erboso la sua assenza per noi e pesata tantissimo”.

Il pensiero di Ferraro sulla stagione travagliata e sul format di ripartenza dell’Eccellenza. 
Per quanto riguarda i format per me non si tratta di un vero e proprio campionato. Almeno non mi piace definirlo così. Vedere le società scegliere se partecipare o meno mi dà il senso più di un torneo parrocchiale, si poteva organizzare il prossimo campionato in sicurezza invece si è optato per un format che sicuramente potrebbe essere anche affascinante però mi dà la sensazione di un campionato che non si può definire totalmente regolare sia per il format sia per il regolamento che è cambiato a stagione iniziata”.

Ti aspettavi questa involuzione della Scafatese?
Dalla Scafatese mi aspettavo qualcosa in più soprattutto per come era partita. Quando una squadra è molto forte, dobbiamo capire che si tratta di un’arma a doppio taglio perché nel momento in cui vai bene l’entusiasmo cresce rapidamente. Quando le cose vanno  meno bene è sempre un’incognita capire come una corazzata del genere può reagire. Stiamo parlando di un organico che ha tutto in regola per potersi affermare tranquillamente e credo che comunque in queste ultime gare abbia tutte le possibilità di tornare ai vertici del girone. Per me ha un allenatore molto capace – riferendosi ad Angelo Teta – su cui la società deve continuare a puntare con l’aiuto di tutti i calciatori. In caso di qualificazione play-off è sicuramente un organico che può venire fuori alla grande anche perché sono sempre i calciatori e determinare le sorti di un allenatore”.

L’ultima apparizione al Cervinara è durata pochissimo, il tempo di allestire la squadra in estate e poi fare una sola partita di campionato.
La stagione del Cervinara era cominciata benissimo con il Casoria nella gara vinta per 5 a 1. Nutro solo un rimpianto: quello di aver accettato di fare calcio con certe persone. Diciamo che ho perso un pochino di quella mia razionalità perché io conoscevo bene con chi andavo a lavorare e condividere questa esperienza. Nonostante tutto per amore del Cervinara mi sono fatto coinvolgere e convincere”.