Luca Palmieri, il direttore sportivo che ha costruito la rosa con cui il Pomigliano ha vinto la fase regionale di Coppa Italia Dilettanti, torna a parlare dopo la sua pausa dal calcio. E lo fa con un messaggio durissimo contro il sistema: "Sono troppo pulito, sono scomodo. Finché ci saranno direttori abusivi e conflitti di interessi, per me il rapporto con il calcio è finito."

“Sono troppo pulito, sono scomodo”. Parola di Luca Palmieri.

Il direttore sportivo che ha costruito la rosa con cui il Pomigliano ha vinto la fase regionale di Coppa Italia Dilettanti ha rotto il silenzio. E lo ha fatto con un post che sta facendo il giro del web, un messaggio durissimo contro il sistema calcio che lo ha portato a prendere la decisione di allontanarsi.

“Quella di allontanarmi dal calcio quest’anno è stata una mia scelta!” scrive Palmieri, sottolineando con forza che si è trattato di una decisione autonoma, non una bocciatura. L’ex DS ringrazia le società che lo hanno cercato per convincerlo a tornare, ma racconta anche di un episodio emblematico che ha contribuito alla sua scelta definitiva.

“Solo una possibilità poteva forse farmi ripensare alla mia scelta, ma dopo essere stato portato a pranzo fuori da un presidente perché voleva brindare con il suo nuovo direttore, nonostante io ci andassi con i piedi di piombo, poi le dinamiche procuratore – allenatore – sistema calcio hanno fatto il loro e gli hanno fatto cambiare idea”.

Un racconto che dipinge un quadro desolante del mondo del calcio dilettantistico, fatto di promesse non mantenute e di dinamiche spietate che finiscono per penalizzare chi cerca di fare le cose con onestà e trasparenza.

L’affondo più duro è contro quello che Palmieri definisce un sistema malato. “Finché ci saranno direttori abusivi, addetti ai lavori che fanno contemporaneamente da procuratori, consulenti di mercato e direttori, finché ci saranno allenatori ammanigliati con i procuratori per avere la loro percentuale sui giocatori scelti e finché questa gente verrà presa in considerazione, per me il rapporto con il calcio è finito.”

Un’accusa pesante che mette il dito nella piaga dei conflitti di interesse che da anni infestano il calcio dilettantistico. Palmieri denuncia il fenomeno di chi ricopre più ruoli contemporaneamente, mescolando interessi personali con quelli delle società.

“Per la mia figura, spetta agli altri giudicare, tanto avere un’abilitazione FIGC da Direttore Sportivo e non essere abusivo non conta niente oggi”, scrive ancora, ricordando l’importanza delle qualifiche ufficiali in un mondo dove spesso l’abusivismo la fa da padrone.

Il DS del Pomigliano si difende poi dalle critiche sui risultati. “L’anno scorso gli under li ho portati a costo zero e ricordo che un 2007 ha siglato 12 gol, mentre giocatori da 50/60 mila non sono arrivati nemmeno in doppia cifra e certi under sono costati 10/15 mila euro”.

Numeri che parlano chiaro: Palmieri ha saputo costruire una rosa competitiva senza spendere cifre folli, portando giovani talenti a costo zero e ottenendo risultati importanti. Una gestione oculata che forse è proprio ciò che ha dato fastidio a qualcuno.

L’ultima frecciata è forse la più amara: “Questo è il declino che ci meritiamo, perché non andare ai Mondiali è solo lo specchio del marcio che abita nel calcio!”

Un collegamento diretto tra i problemi del calcio di base e i fallimenti della Nazionale, un filo rosso che unisce le disfunzioni di tutto il sistema. Una denuncia che lascia poco spazio all’ottimismo…