Ferraioli scrive a Gravina per bloccare la cessione fuori città. Nella lettera il richiamo all'articolo 52 delle NOIF: "Il patrimonio sportivo non può essere dislocato né alienato".

ANGRI(SA)- Il futuro dell’US Angri 1927 si tinge di giallo, ma la città non ci sta. Dopo la consegna del titolo sportivo nelle mani del Sindaco Cosimo Ferraioli da parte del presidente dimissionario Raffaele Niutta, un nuovo, inatteso, capitolo si apre nella “telenovela” angrese. Il primo cittadino, infatti, ha scritto una lettera aperta e diretta al presidente della FIGC, Gabriele Gravina, chiedendo un intervento immediato per tutelare la storia e l’identità del club.

La missiva, dal tono duro ma istituzionale, esprime la “preoccupazione fortemente sentita e condivisa” per la possibile perdita del titolo sportivo a favore di un altro territorio. Un’ipotesi, questa, che il Sindaco definisce “gravissima” e “un durissimo colpo” per l’intera comunità.

Ferraioli non si è limitato a un appello emotivo, ma ha citato in modo specifico l’articolo 52, comma 2, delle Norme Organizzative Interne Federali (N.O.I.F.) che recita: “In nessun caso il titolo sportivo può essere oggetto di valutazione economica o di cessione”. Un richiamo normativo forte, che mira a bloccare sul nascere ogni tentativo di trasferimento non autorizzato.

La lettera, che si conclude con un accorato appello a Gravina, sottolinea che per Angri il calcio è “memoria, identità, comunità” e che il patrimonio sportivo “non può essere dislocato né alienato”. L’iniziativa del Sindaco Ferraioli segna un punto di svolta nella vicenda e pone la questione direttamente al massimo livello federale, mettendo in guardia chiunque voglia agire al di fuori delle norme. La palla, ora, passa alla FIGC.

La missiva completa del primo cittadino

“Gentilissimo Signor Presidente,
mi rivolgo a Lei nella mia veste di Sindaco della Città di Angri, a nome dell’intera comunità cittadina, per rappresentare una preoccupazione fortemente sentita e condivisa: la possibile perdita del titolo sportivo dell’U.S. Angri 1927, storica società calcistica della nostra città.
Angri vanta una tradizione calcistica che si appresta a celebrare il secolo di vita: sin dal 1927, il calcio ha rappresentato per la nostra comunità un elemento di coesione sociale, identità collettiva e passione popolare, animando intere generazioni di cittadini. La maglia grigiorossa, simbolo della nostra storia sportiva, è parte integrante della cultura e del tessuto sociale angrese.
Attualmente, I’U.S. Angri 1927 versa in una fase di transizione societaria. Il presidente dimissionario mi ha formalmente incaricato di interloquire con eventuali soggetti interessati a subentrare nella gestione della società, al fine di garantire la continuità dell’attività calcistica nella nostra città.
Tuttavia, mi è stato riferito che tra le opzioni valutate dalla proprietà uscente vi sarebbe l’ipotesi – che giudico gravissima – di cessione del titolo sportivo a soggetti appartenenti ad altro territorio comunale. Tale possibilità, se concretizzata, rappresenterebbe un durissimo colpo per la nostra città e per l’intero movimento sportivo locale, oltre che un potenziale vulnus normativo.
A tal proposito, richiamo il disposto dell’art. 52, comma 2, delle N.O.I.F., laddove si afferma che: ‘In nessun caso il titolo sportivo può essere oggetto di valutazione economica o di cessione.’
Alla luce di quanto sopra, e confidando nella Sua sensibilità istituzionale e sportiva, mi rivolgo a Lei affinché, nell’ambito dei poteri e delle competenze della FIGC, venga impedito ogni tentativo di trasferimento del titolo sportivo dell’U.S. Angri 1927 al di fuori della nostra città.
Il calcio ad Angri non è soltanto sport: è memoria, identità, comunità. Il nostro patrimonio sportivo non può essere dislocato né alienato. La città chiede rispetto per la propria storia e tutela per il proprio futuro calcistico.
Resto a disposizione per ogni utile interlocuzione e confronto, e porgo i miei più distinti saluti.”