Dopo la seconda sconfitta stagionale rimediata sul campo del Telese, l'Angri ribadisce la propria linea attraverso le parole del presidente Fabio Baraldi. Piena fiducia nello staff tecnico e nel gruppo squadra, nessun cambiamento previsto e silenzio stampa: sarà il presidente a rappresentare la società. "Chiedo scusa alla piazza, ma settembre non ha mai determinato gli obiettivi di una stagione. Mi sono dato un termine: il 18 ottobre".

L’Angri non cambia rotta. Dopo la seconda sconfitta stagionale, rimediata nell’ultimo turno di campionato sul campo del Telese, il club grigiorosso ha scelto di ribadire la propria linea attraverso un comunicato ufficiale firmato dal presidente Fabio Baraldi. Nessun esonero, nessuna rivoluzione, nessuna uscita di mercato: la società conferma piena fiducia nello staff tecnico e nel gruppo squadra, come già espresso dal massimo dirigente al termine della sfida di Telese.

La decisione più significativa riguarda però la comunicazione. La squadra resterà in silenzio stampa e sarà il presidente Baraldi a rappresentare pubblicamente la società in questa fase, assumendosi in prima persona la responsabilità delle scelte e delle decisioni. Una scelta precisa, che vuole proteggere tecnico e calciatori dalle pressioni esterne e concentrare ogni attenzione sul lavoro quotidiano. “Chiedo ancora scusa alla piazza, ai nostri tifosi e alla città. Lo faccio in prima persona perché ritengo sia giusto che un presidente faccia da scudo e si assuma la responsabilità di ogni scelta e di ogni decisione”, ha dichiarato Baraldi.

Il numero uno del club grigiorosso invita però a mantenere equilibrio nelle valutazioni. “Siamo soltanto alla quarta giornata di campionato: settembre non ha mai determinato gli obiettivi di una stagione, né attraverso le vittorie né attraverso le sconfitte. Abbiamo sei punti in classifica e, pur riconoscendo di aver sbagliato completamente l’ultima gara, non possiamo permettere che una prestazione negativa cancelli il lavoro svolto o metta indiscriminatamente in discussione tecnico e calciatori”. Parole che suonano come un appello alla ragione, in un momento in cui la piazza è inevitabilmente delusa dopo un avvio al di sotto delle aspettative.

Il presidente non si nasconde, anzi. Riconosce che le critiche sono legittime e fanno parte del calcio, soprattutto in una piazza passionale come Angri. Ma pone un paletto chiaro: “La critica non deve trasformarsi in denigrazione. Nessuno vuole fare brutte figure, nessuno vuole mancare di rispetto a questa maglia e alla sua storia. Allo stesso modo, però, devono essere rispettati la dignità e il valore delle persone che lavorano quotidianamente per l’U.S. Angri 1927”. Un passaggio che vuole proteggere dirigenti, staff e calciatori da attacchi gratuiti e da processi anticipati.

Baraldi ha poi annunciato una scadenza precisa. “Mi sono dato un termine preciso: il 18 ottobre. Quella sarà la data entro la quale valuterò ogni aspetto e, se necessario, prenderò le decisioni che riterrò più opportune nell’interesse dell’U.S. Angri 1927”. Fino ad allora, l’unica richiesta è l’unità. “Adesso ci attende una serie di impegni ravvicinati tra Coppa e campionato e, in un momento come questo, l’unità rappresenta la nostra arma più importante. Dobbiamo rimettere al centro il lavoro, l’impegno e la voglia di ottenere i risultati che riteniamo di meritare. È il momento di ripartire, senza processi anticipati e senza perdere lucidità”.

La linea del club è chiara: nessuna decisione affrettata, nessun cambiamento in corsa, ma una valutazione complessiva al termine di un ciclo di partite che potrebbe dire molto sul futuro dell’Angri in questo campionato di Eccellenza. La palla passa al campo, ma soprattutto alla capacità del gruppo di restare compatto e di ritrovare la strada giusta. Il 18 ottobre è la data cerchiata in rosso sul calendario.