"La Battipagliese non può restare senza una casa, ne va della storia e del prestigio di questa società"

BATTIPAGLIA (SA) - Abbiamo contattato Vincenzo Fusco per farci raccontare che aria tira a Battipaglia, dopo le difficoltà di questo campionato.

Ci spiega la vicenda del suo esonero a Settembre con reintegro a Dicembre?

A settembre c’è stato una forte incomprensione forte tra me e il direttore Guariglia, perchè abbiamo entrambi un carattere forte e siamo ambiziosi. A Dicembre Guariglia mi ha richiamato, proprio perchè si trattava di un’incomprensione recuperabile. Si sono scontrati due caratteri focosi, tutto qua. Alla fine ci siamo lasciati in ottimi rapporti.

Ripercorriamo il cammino della Battipagliese. Fino a Gennaio un campionato che edeva la squadra in alta classifica, poi…

Il problema è che quando una squadra non riceve i rimborsi per molti mesi, naturalmente si creano tensioni all’interno dello spogliatoio. Credo che rispetto alla situazione che si è venuta a creare siamo stati fin troppo bravi a mantenere il timone. Ho cercato di mantenere alto lo spirito, per quanto possibile. In queste categorie i giocatori vivono con lo stipendio, senza soldi non si può pretendere nulla.

Mai come quest’anno quest’anno dinamiche simili hanno interessato diverse squadre, come vede questa situazione?

Una società che non paga danneggia innanzitutto se stessa, perchè nel momento in cui assume questa nomea avrà difficoltà anche a trovare giocatori e staff per gli anni successivi. I giocatori si informano sulla serietà delle società, e se non paghi il giocatore non viene.

Senza garanzie i giocatori non si legano, e le uniche garanzie in queste categorie son date dal passato di una società.

Il problema è di base, bisogna fare in modo da offrire garanzie a questi ragazzi, altrimenti non si va avanti. Se non paghi gli stipendi, l’anno prossimo non puoi iscriverti, oppure penalità come al Palermo. Così verrà una selezione naturale, perchè non è obbligatorio fare calcio.

I giovani non hanno tutele quindi?

Per i giocatori non ci sono tutele, finchè sei giovanissimo pensi alla carriera, al fatto che ti offrono la possibilità di fare esperienza. Il mondo del calcio dilettantistico vive di regole non scritte, un giovane che non accetta compromessi, qualche pizzico sulla pancia, rischia di non giocare più. Le regole dovrebbero tutelare chi è protagonista del calcio, ovvero calciatori e allenatori, questo attualmente non accade.

Un maestro di calcio mi diceva spesso “Un bambino che gioca, vince sempre”. Mi racconta il suo rapporto col calcio giovanile?

Ho un rapporto quotidiano con bambini, classi di giocatori che vanno dal 2012 al 2002, perchè aiuto per mio personale piacere mio fratello nella gestione della sua scuola calcio. Lavorare coi bambini è fantastico, hanno un rapporto sano col calcio. Il problema lì semmai è un altro, è gestire i genitori che mettono troppa pressione sui figli e sull’ambiente attorno ai figli.

Torniamo alla Battipagliese, che aria tira in questo momento?

La Battipagliese attualmente è un cantiere aperto, senza nessuna certezza sul futuro. Per quel che è successo quest’anno non voglio puntare l’indice solo sulla società. Non è mia intenzione difendere il loro operato, ma non bisogna nemmeno buttare via tutto quel che hanno fatto. La Battipagliese si regge su sponsor e sul suo pubblico, quindi perdere il campo di casa e dover andare a giocare a Buccino o altrove è stato un colpo durissimo per le casse societarie. Il problema è stato questo: la chiusura dello stadio municipale. Se perdi il tuo campo, gli sponsor e gli incassi del pubblico vanno via. Non voglio difendere la società perchè ha le sue responsabilità, ma non è stata aiutata.

Ma il suo rapporto con la Battipagliese è chiuso?

Non lo considero chiuso, il Presidente onorario D’Alessio sta facendo di tutto per riaprire il campo Luigi Pastena ed è una persona per cui nutro una profondissima stima, quindi aspetto di capire come andrà la storia della Battipagliese. Sono convinto che un uomo come lui può risollevare la società. Per Battipaglia io provo un sentimento forte, un legame forte, quindi è normale che se la Battipagliese presenta un progetto serio, io sono felice di rimanere.

La questione stadio a che punto è?

Ribadisco un concetto: la Battipagliese è un cantiere aperto. Non ci sono certezze sul campo, quindi non ci sono certezze su nulla. Una squadra come la Battipagliese non può restare senza il suo campo, c’è una storia da rispettare. Domani iniziano i lavori al Pastena, finalmente mettono mano a quello che io definisco un “museo” più che uno stadio.

In attesa del completamento dei lavori, so che loro hanno fatto richiesta per 4 anni più 4 per il Sant’Anna che è un campo storico di Battipaglia ma è in terra battuta. A quel punto la società potrà posare il manto erboso se ottiene un contratto di lungo termine.

Ci tengo a precisare che la questione stadio è centrale: senza stadio non si va da nessuna parte. Allo stato attuale io temo che senza uno stadio la Battipagliese rischia di non iscriversi al campionato, ovviamente mi auguro e credo che non succeda una cosa così grave. Sono sicuro che Maurizio D’Alessio saprà risolvere i problemi.