L’arbitro degli orrori. La direzione di gara di Vittorio Palma di Napoli nel derby Albanova-Mondragone passerà alla storia per i tanti errori dell’arbitro che ha fatto imbufalire i padroni di casa ma soprattutto ha mostrato tutte le lacune di un sistema dove arbitri del genere non possono essere mandati a dirigere una gara di Eccellenza. Di Palma non ci si ricorderà solo per gli errori, ma soprattutto per l’atteggiamento, ha sfidato i locali spesso con un imperativo “comando io!” senza dare la possibilità a nessuno di confrontarsi e parlare, per una gestione della gara assolutamente inadatta. Degli episodi parleremo, bisognerà rivedere le immagini per capire quanto sono grossolani, di uno possiamo tranquillamente scrivere noi per capire quanto questo arbitro sia andato in tilt: nel secondo tempo attacca il Mondragone, viene colpito dal pallone, ma Palma piuttosto che fermare il gioco fa segno di proseguire, tralasciando completamente le nuove regole e questo dà solo il segno di cosa ha combinato e dello stato in cui ha affrontato il match. Dal punto di vista dell’incontro, partenza lenta dei locali, al 3′ disattenzione difensiva e per poco Felleca con un pallonetto non fa 1-0. Al 17′ Palma inizia ad essere protagonista. Lepre viene innescato, forse subisce fallo ma l’arbitro fa proseguire, Lepre rincorre Zamparelli e lo colpisce: è rosso diretto. Una decisione apparsa affrettata, ma comunque che tutto sommato può starci se ha giudicato la reazione, ma bisognerà rivedere. L’Albanova è sotto choc, le proteste con l’arbitro continuano, il Mondragone gioca e al 31′ un tiro di Pagliuca viene deviato da Martellone in angolo, dopo 60” azione personale di Felleca che sfiora il gol. Nel finale grandi proteste, prima Fiorillo viene abbracciato in area, sembra rigore ma Palma fa proseguire andando ad espellere un dirigente dell’Albanova per proteste, poi Falco prende una gomitata (prenderà punti di sutura a fine gara), ma per Palma ancora niente. Prima Qehjaj si era reso pericoloso con una conclusione al 39′. Nella ripresa, scende in campo un Albanova diversa, arrabbiata e più ordinata, con Scielzo che sale in cattedra. Al 57′ enorme occasione: Manno sbaglia l’uscita, Scielzo calcia e sulla linea trova Zamparelli. Dopo un minuto una conclusione di La Torre dà l’illusione del gol al Mondragone. L’Albanova è gagliarda, il Mondragone non disdegna le ripartenze e al 74′ il risultato si sblocca. Nuovo pasticcio di Manno con i piedi, ne approfitta La Ferrara che viene steso dal numero 1: è rigore e Scielzo è implacabile. All’87’, però, Palma rientra in scena e in maniera decisiva fischiando un contatto in area apparso assolutamente inesistente con Capogrosso che prende la palla: rigore tra lo stupore generale e Baratto trasforma. L’Albanova incredula si getta avanti, ma al 94′ Peluso sciupa la grande chance, finisce 1-1 con il dopopartita incandescente. Albanova in silenzio stampa per proteste, resta la direzione di Palma sciagurata, un arbitro da fermare immediatamente perchè così non si va da nessuna parte.