POZZUOLI (NA) – Dopo tanti rumors su quelle che potevano essere le conseguenze della vicenda, il Giudice Sportivo si esprime e si affida alla veridicità del referto arbitrale. Un turno da disputare a porte chiuse (Puteolana-Frattese) corredato da ammenda economica alla Puteolana, che nella partita di ritorno degli ottavi di finale di Coppa Italia ha visto alcuni dei propri tifosi rivolgere insulti di discriminazione razziale all’indirizzo dei calciatori dell’Afro Napoli. La dinamica che ha poi portato alla sanzione ha visto la sospensione momentanea del match da parte dell’arbitro per alcuni istanti, lo stesso direttore di gara ha poi invitato il capitano puteolano Mario Follera ad un dialogo con i suddetti sostenitori beceri, in seguito ai suddetti cori.

I calciatori puteolani hanno provato a placare i propri sostenitori presenti allo stadio “Chiovato” di Bacoli e la partita è potuta proseguire. Da sottolineare la dissociazione subito il giorno successivo attraverso un comunicato del gruppo ultras da questa vicenda, che ci ha tenuto a evidenziare la propria totale estraneità da questi fatti. 

Di seguito riportiamo la sentenza del Giudice Sportivo: 

AMMENDA Euro 1.000,00 PUTEOLANA 1902 – (obbligo di disputa a porte chiuse della prossima gara interna, con effetto immediato). Rilevato che i propri sostenitori assumevano il comportamento irriguardoso e altamente razzista a seguito di numerosi ululati rivolti nei confronti della squadra avversaria ed, in particolare poi, di un tesserato; rilevato altresì che tale atteggiamento veniva perpetrato nel secondo tempo e determinava la sospensione temporanea della gara per due minuti; rilevato inoltre che ripresa la gara, i medesimi tifosi insultavano il DDG e l’intera categoria arbitrale, commina alla società Puteolana 1902 l’ammenda di euro 1.000,00 (mille/00) nonché la sanzione relativa allo svolgimento della prossima gara casalinga a porte chiuse con effetto immediato, vi è più in considerazione della mancata collaborazione da parte dei dirigenti della squadra locale finalizzata a ricondurre i toni nell’ambito del corretto confronto sportivo. Infine, i sostenitori della squadra locale attingevano più volte con sputi il DDG.