Duro commento dell'ex portiere del Marcianise Vincenzo Mormile, clamorosamente ancora senza squadra dopo i successi della scorsa stagione

Nel calcio succede di tutto, anche di vincere un campionato, la prima edizione della Coppa Italia Promozione, e di rimanere senza squadra. Sfumata la possibilità di permanenza al Marcianise, contatti sterili e nulli anche con il Villa Literno. Tra società che schierano portieri under e altri problemi vari, un portiere di lusso come Mormile è ad oggi senza squadra. Ecco il suo sfogo pubblicato tramite il suo profilo facebook:

“Non è mio solito pubblicare uno stato d’animo o un mio punto di vista sui social. Ma in certe circostanze si tocca il fondo, arrivi al limite e senti proprio la necessità di sfogare. Il calcio ha ricoperta quasi interamente la mia vita; ho avuto il privilegio di fare del calcio la mia unica “missione”, avendo avuto la possibilità di calcare il professionismo. Sono sprofondato in categorie minori, sempre con la stessa passione che mi ha sempre contraddistinto. Mi sono cimentato nel mondo del dilettantismo dove ho incontrato persone che avrebbero meritato il professionismo e altro che non sanno manco com’è fatto un pallone da calcio, persone incompetenti che non potrebbero nemmeno avvicinarsi alla terza categoria. Sono deluso, arrabbiato, amareggiato per quello che sta succedendo al mondo del calcio dilettantistico. Vedo e sento cose da rabbrividire. Under che si ritrovano in queste categorie ad avere uno “pseudo procuratore”, finti allenatori che pur di allenare sarebbero disposti a tutto, persone che si propongono a prezzi stracciati pur di affrontare categorie superiori. Dove siamo arrivati? Non è di certo questa la categoria che sognavo a 13/14 anni. Non è di certo questo il calcio che immaginavo; molto probabilmente sono solo uno dei tanti innamorati del “pallone” che si ritrova a fine Luglio senza un bel niente. Non mi sono mai espresso, ho lasciato che parlasse il campo e credo di esserci riuscito alla grande. Negli ultimi due anni ho raggiunto, personalmente e nel collettivo, risultati straordinari. Ma forse tutto questo non basta. Non basta perché evidentemente la dedizione negli allenamenti, la fama di vincere, la voglia di non mollare mai, l’amor proprio per questo ruolo e per questo sport vengono accantonati. Al giorno d’oggi vanno avanti i “privilegiati”, mi piace definirli così. Nessuno si senta toccato o si offenda, ci ritroviamo tutti sulla stessa barca. Qualcuno affonda perché non ha “le spalle forti o qualche spintone da dietro”, altri invece emergono per “meritocrazia” (potrei aprire un capitolo su questo). Il calcio mi ha tolto e mi ha dato ma, oggi, mi sta creando problemi. Mi sta portando all’idea di mollare tutto e guardare altrove perché, molto probabilmente, è un mondo che non mi appartiene più! NON È MAI PALLONE QUESTO!”

Andrea Murolo