Il tecnico gialloblù ha, inoltre, parlato del suo personale confronto con il Picerno e delle possibili soluzioni tattiche in vista della gara

Sei mesi non si dimenticano facilmente, soprattutto se vissuti con serenità e felicità. Poco tempo dalla separazione con i rossoneri, è arrivato il momento per Leonardo Colucci di ritrovare da avversario il Picerno, prossima tappa al Romeo Menti della Juve Stabia.

Il tecnico gialloblù, in conferenza stampa, ha sottolineato l’emozione nell’affrontare un club in cui si è trovato bene in passato, chiamando all’attenzione per la qualità degli ospiti. Il tecnico è poi tornato sulla sfida di Coppa Italia e su alcuni suoi protagonisti, da Berardocco a D’Agostino.

RINCONTRARE IL PICERNO – “É un’emozione rivedere i ragazzi, dirigenti, magazzinieri e tutti coloro con cui ho vissuto sei mesi belli. Una bella realtà che conoscevo di nome e di fama, essendo un uomo del sud”. 

INFORTUNIO BERARDOCCO – “Sappiamo che, quando giochi in Coppa Italia, se non ti succede niente sei fortunato. Spesso chi va per mare imbarca acqua. Mi è dispiaciuto tanto per Berardocco, perché stava bene. Quando vai ad affrontare queste partite l’incidente di percorso ci sta, però chi scenderà in campo lo sostituirà egregiamente e giocherà per chi è infortunato”.

ANCORA PICERNO – “La realtà a Picerno è programmazione, non c’è improvvisazione. Hanno il direttore generale Vincenzo Grieco, una società snella con un presidente in America. È una piccola comunità che non fa il passo più lungo della gamba e dove hai anche poca pressione, bisogna dirlo. Ti si lascia lavorare tranquilli, anche in base a quello che è il risultato. L’emozione c’è, ma poi si gioca. Dopo il triplice fischio si è di nuovo amici come prima”.

MENTALITÀ E SFOGO – “Lo sfogo è quando ad un figlio, ad un nipote, lo rimproveri. I no aiutano a crescere, i troppi sì danno per scontato. Le cose te le devi conquistare nella vita, con sacrificio, voglia e determinazione. Molto spesso alle generazioni degli ultimi anni bisogna togliere l’ostacolo, mentre qualche volta l’ostacolo bisogna superarlo individualmente. Altrimenti è troppo facile la vita, è un tappeto rosso e non va bene. Quindi, ogni tanto sentite che mi sfogo sulla vittoria, lo prendi di più il rimprovero”.

PROSSIMO AVVERSARIO – “Il Picerno gioca bene a calcio, la classifica non è veritiera. È un gruppo di giocatori importanti, hanno fatto degli acquisti mirati proprio in vista di una programmazione che va avanti da tre anni. Mi aspetto un Picerno organizzato, che verrà a Castellammare per fare la partita”.

APPROCCIO ALLA GARA – “Noi dobbiamo essere bravi a giocarla e non a farcela giocare, sapendo che in 95′ ce ne sono tante: quando si deve attaccare si attacca, quando si deve difendere si difende. Oramai il calcio da trent’anni a questa parte è bifase, fase di attacco e fase di non possesso. Tutti devono saper far tutto, non c’è un ruolo fisso. Ne parlavo con i ragazzi di Cancelo, è un giocatore universale. Bisogna avere la bravura di guardare prima la giocata, perché ti vengono addosso le squadre. Bisogna lavorare con la coda dell’occhio, riconoscere degli spazi in un calcio sempre più fisico e avere una grande velocità di pensiero”.

RICHIESTA AI GIOCATORI – “Ho chiesto grande attenzione, perché le partite non si vincono nei primi dieci minuti ma nei 95. Mi aspetto grande maturità da parte dei ragazzi, di essere presenti in campo, di vivere la partita. Qualche volta qualche ragazzo si assenta, ma bisogna essere sempre presenti in partita. Mi auguro di fare una prestazione ottimale davanti ai nostri tifosi, di vincere la partita e di dedicarla proprio a loro. Faccio un passo indietro, mi è dispiaciuto a Crotone di non aver fatto risultato, anche perché c’erano molti tifosi che ci hanno seguito. Però l’abbiamo onorato la maglia a Crotone e cercheremo di farlo sempre”.

NUOVA SOLUZIONE TATTICA? – “In Coppa Italia volevo far giocare tutti i ragazzi che hanno giocato di meno, però devi sempre preservare quello che è l’equilibrio. Ho continuato a lavorare sul 4-2-3-1 in settimana dopo la partita con il Cerignola e magari qualche situazione si può verificare, magari partiamo proprio così. L’equilibrio è, però, la prima cosa. Devo vedere se qualche giocatore è in difficoltà in quel tipo di ruolo, li devo mettere nelle migliori condizioni”.

SANTOS – “In prossimità delle partite non lo faccio allenare con la squadra, perché bisogna pensare più alla rifinitura. È un buon giocatore. Si sta allenando, anche a livello organico. Qualcosa a noi lì davanti serve, ma mi devo fermare qua. Io, però, cucino con gli ingredienti che ho. Se arriva qualcuno da fuori a darci una mano benvenga, che abbiamo bisogno di tutti. La competizione sana ti aiuta, non c’è miglior allenamento per chi è in panchina. C’è lo stimolo. Chi, in quel momento non gioca, ti dà la pacca e viceversa sarà quando il titolare non giocherà”.

D’AGOSTINO – “Domani mi piacerebbe far giocare davanti quattro o cinque ragazzi, ma bisogna giocare in undici. La valutazione è fatta di vari fattori: se determinati ragazzi partono dall’inizio; se per la Juve Stabia è meglio che subentrano, dipende da come va la partita. Non so, potrebbe giocare titolare, come anche Guarracino o Bentivegna. Tutti sono titolari, poi vanno fatte delle scelte. Sicuramente è in ballottaggio con un altro giocatore”.

Come prevedibile dalle parole dell’allenatore gialloblù, Luca Berardocco non sarà della gara domani. Il centrocampista delle vespe salta ufficialmente l’appuntamento con il Picerno, ma non sarà l’unico. Non fugurano nella lista dei convocati anche Erradi, Sarri, Esposito e Vimercati. Di seguito, la lista dei convocati di mister Colucci.

PORTIERI: Barosi, Russo.

DIFENSORI: Caldore, Cinaglia, Dell’Orfanello, Maggioni, Mignanelli, Peluso, Picardi, Tonucci.

CENTROCAMPISTI: Altobelli, Carbone, Gerbo, Maselli, Ricci, Scaccabarozzi.

ATTACCANTI: Bentivegna, D’Agostino, Della Pietra, Guarracino, Pandolfi, Silipo, Zigoni.