L'intervista al mister Fabio Di Giuseppe sul momento attuale che ripercuote soprattutto il mondo giovanile

FRATTAMAGGIORE (NA) - La Frattese 2000 è una società che lavora da anni sul territorio di Frattamaggiore. Una scuola calcio che ha acquisito nel tempo il rispetto e la stima di tanti addetti ai lavori. Abbiamo intervistato l’esperto istruttore Fabio Di Giuseppe: 

Come ha reagito la scuola calcio Frattese 2000 all’impatto con il Covid-19?

“Ad inizio Marzo si notava già la preoccupazione diventata poi concretezza con il decreto. La prima cosa è la tutela della salute e ci siamo subito adeguati. Attualmente coinvolgiamo i ragazzi con iniziative, giochi virtuali e social per collegarci interattivamente e restare sempre presenti. A metà Marzo abbiamo inoltre realizzato un video carino tutti insieme”.

Il danno maggiore per i giovani dal suo punto di vista.

“Lavorando da più di 12 anni con i ragazzi mi sono fatto un’idea. Il problema più grande è il distanziamento sociale. Il calcio è un gioco di squadra fatto di relazioni, rapporti, allenamenti ed è proprio questo quello che viene a mancare. Sull’aspetto tecnico-tattico, fino a 14/15 anni i ragazzi sono talmente delle spugne che alla ripresa la loro memoria motoria verrà rispolverata già dopo pochi allenamenti. Il distanziamento sociale rimane il problema maggiore ma riprenderemo presto anche questo”.

Cosa cambierà rispetto a prima e quali soluzioni dovrebbero essere adottate?

Questa pandemia è sia un crisi sanitaria che economica. Auspico che le autorità maggiori capiscano che l’attività motoria, lo sport, l’agonismo e la competizione, sono temi di notevole interesse sociale. Bisognerà tutelare gli addetti ai lavori, è un tema complicato e sicuramente cambieranno tante cose”.

Parlare di futuro oggi non è facile, ma lei cosa si aspetta personalmente?

“Ogni giorno può cambiare qualcosa ma bisogna sempre proiettarsi in avanti. Lavoro nel calcio anche come preparatore fisico coordinativo con numerose esperienze con i professionisti, questa è sicuramente la mia più grande passione che cerco di seguire. Mi sono specializzato per altre abilitazioni ma non mollerò mai il calcio. Alla Frattese 2000 poi, c’è un mix armonico eccezionale e c’è tutto per lavorare bene con serenità e sintonia”.

Cosa le piace di più del suo lavoro nel calcio?

“Il legame. Dal piccolo amico o dal giocatore adulto è sempre lo stesso. Si va a creare un rapporto che va oltre le competenze calcistiche. Il sostenersi a vicenda è quello che mi piace di più del calcio, tutti per lo stesso obiettivo”.