Il responsabile dell'area tecnica spiega le difficoltà della ripresa del campionato e che tutti dovremmo rinunciare a qualcosa per supportare i presidenti

CASERTA - La Lega Pro è stata al centro delle “critiche” negli ultimi giorni per la decisione di Ghirelli di presentare la proposta di annullamento del campionato in Assemblea, il prossimo 4 Maggio. 

“La posizione della Casertana è di attesa dell’assemblea del 4 Maggio, in questo momento non ci esponiamo. Quello che possiamo dire al momento è che senza certezza di poter tutelare la salute dei nostri tesserati, dipendenti e collaboratori facciamo fatica a pensare di ripartire. Le decisioni verranno prese in assemblea ed il nostro Presidente esporrà il proprio pensiero. Il punto di partenza è il protocollo. Sappiamo quali sono i problemi delle società nell’attuazione del protocollo concepito dai vertici medici della Figc. In Serie A si potrà attivare, in B ci saranno delle difficoltà e in C 4-5 società su 60 lo potranno attuare. Senza poter tutelare la salute dei nostri tesserati, dipendenti e collaboratori. L’altro problema è di tipo morale, pensare di far ripartire il calcio in giorni come questi muoiono 400-500, ma non perché non debba ripartire – sottolinea Violante – perché sono il primo a pensarla che il campo deve decidere il tutto. In C abbiamo un comparto tra le 45 persone introno alla prima squadra. Come si può pensare in C di avere queste persone in ritiro, per noi che non abbiamo un centro sportivo, significa che dovremmo prendere un hotel su Caserta con costi annessi.  L’Italia è giusto farla ripartire con le sue attività ma ci sono lavori e lavori con rischi diversi. Il calciatore fa un lavoro che non gli permette di attuare il distanziamento sociale rispetto ad un operaio in fabbrica che può cercare di applicare una distanza. Durante una partita si va tutti in panchina, ci sono continui contatti. E poi un calciatore rientra casa ha contatti con la moglie che sicuramente esce ed ha contatti con altre persone”.  

Si parla molto tra gli addetti ai lavori che il Coronavirus rappresenta una “fuga” dei presidenti dagli impegni assunti i con i calciatori. 

“Questo è un momento in cui dovremmo parlare di meno. Gli unici ad aver diritto di parlare sono quelli che hanno le competenze scientifiche per poterci dire se e come si ripartirà. In Lega Pro su 60 presidenti, almeno 40 hanno un’azienda madre con la quale supportano economicamente l’azienda calcio. Quindi bisognerà capire come ripartiranno. La certezza è una sola, che tutti quanti noi dobbiamo rinunciare a qualcosa, per farsi che ogni presidente possa alleviare il peso. Non è che solo i calciatori devono rinunciare a qualcosa, il primo a fare i sacrifici sarò io, poi magazziniere, segretario, medico, insomma tutti”.

La Casertana è stata tra le squadre che non ha rispettato la scadenza del mese di Marzo, qualcuno su ciò ha storto il muso e commentato in negativo. 

“La difficoltà che ha avuto il Presidente l’ha spiegata in quel comunicato. E’ una persona di principi e di valori, l’ha detto anche Ghirelli. D’Agostino è uno che ci mette la faccia. E’ stata una difficoltà del momento come le hanno altri imprenditori. Non solo la Casertana non è riuscita a pagare gli stipendi alla scadenza ma anche il Catania e il Siena. E di questo passo alle scadenze ce ne saranno tante altre. Purtroppo si è incappati in questa situazione ma si sta lavorando per il prosieguo. I contratti in essere con le sponsorizzazioni sono sospesi perché chi doveva pagare la rata oggi non è nelle condizioni di farlo. Il Presidente come ribadito in quella lettera, lavora per non lasciare nessuno indietro”.