In diretta telefonica, Ciro Polito racconta a 360 gradi l'arrivo di Buchel, il momento della Juve Stabia e non solo
CASTELLAMMARE DI STABIA - Intervistato in diretta telefonica nella trasmissione ZONA STABIA, il ds Ciro Polito si è esposto sull’ultimo periodo delle vespe, sul calciomercato concluso e futuro e su tanti argomenti ancora.
L’intervista inizia con una considerazione a tutto tondo sulle prime giornate di campionato della Juve Stabia, tra luci ed ombre:
“Beh, considero che noi ne abbiamo fatto sei, perché comunque, pensando che nelle prime sei abbiamo fatto un punto, il nostro cammino è partito da Trapani. Adesso abbiamo un cammino abbastanza positivo, ma non basta ancora a tirarci fuori dalla zona calda e quindi dobbiamo lottare e continuare su questa strada che abbiamo intrapreso.”
L’analisi si allarga con un occhio all’impatto che il punto ottenuto nell’ultimo derby potrebbe avere nel prossimo confronto con la Salernitana:
“Beh guarda, non solo con il Benevento, noi sono diverse partite che riusciamo a fornire delle prestazioni di alto livello, ove il risultato può venire come può non venire, com’è successo nella prima parte di campionato, come ho detto prima, nelle prime sei. È un punto che ci dà morale, ma non ci alza più di tanto dalla zona calda. Quello che serve in questo campionato, come in tutti gli altri, anche se questo però è un campionato più difficile e lungo, che ti logora, è che servono quei tre punti per essere sempre un po’ fuori da quella zona calda che è veramente difficile.”
E non poteva mancare un focus anche sull’attuale classifica di Serie B:
“La Serie B è così purtroppo, è il bello e il brutto: con due vittorie rischi di essere in zona playoff, con due sconfitte sei in zona playout. Abbiamo fatto le ultime sei con un cammino importante, ma dobbiamo continuare. Abbiamo una strada lunga, difficile e non ci possiamo fermare davanti a nessuno, che sia Salernitana, che sia Benevento, che sia qualsiasi altra squadra. C’è massimo rispetto per tutti, ma noi dobbiamo recitare la nostra parte e vogliamo la salvezza a tutti i costi.”
Racconto esclusivo è però quello sull’acquisto di Marcel Buchel e sulle attuali condizioni del centrocampista ex Empoli:
“Mi ha spinto perché Buchel è un calciatore che mi ha sempre impressionato. A vedere Buchel libero mi ha un po’ stuzzicato e ho chiesto alla società di anticipare il mercato di gennaio. Perché arrivare a gennaio con un giocatore che ha fatto un anno fuori rosa ad Empoli, ha fatto zero partite perché, comunque, ha avuto dei problemi con la società, quindi non è mai stato in rosa, ma è un giocatore di uno spessore altissimo per me ed era quindi un’occasione da non perdere. Perché poi, arrivare a gennaio e metterti in coda, considerando la chiamata del Parma, ho preferito anticipare e magari rimettendolo a posto quanto prima fisicamente, trovando così un giocatore pronto per gennaio. Se lo fai a gennaio, prendi un giocatore che non gioca da tantissimo tempo, si perde tanto tempo per rimetterlo a posto e poi rimane poco tempo per usarlo. Quindi Buchel può essere un valore aggiunto per questa Juve Stabia.”
Buchel, dunque, che non sembra calcherà presto il campo da titolare:
“Ancora non ho anche la forza di fare la formazione, però non è un giocatore ancora pronto per partire subito titolare. Può essere utile nel percorso della gara. Abbiamo adesso tantissimi ragazzi che stanno facendo bene ed è giusto che deve mettersi lì a lavorare ed aspettare il suo momento. Non deve dare subito il suo contributo. Abbiamo anticipato la scelta dell’acquisto per questo motivo, per ritrovarlo pronto strada facendo.”
Relativamente a nuovi movimenti di calciomercato non sembrano esserci delle novità, neanche nel prossimo futuro:
“Adesso no, assolutamente no. Anzi, adesso ho dovuto fare una forzatura, perché manca ancora molto tempo, mancano ancora molte partite. Con il mercato di gennaio, a gennaio ne riparleremo.”
Momento culmine dell’intervista è però lo spaccato dedicato a Danilo Russo:
“Danilo è un ragazzo esemplare. Ho scelto di riportare Danilo a Castellammare perché è un figlio di questa città. Io valuto molto gli uomini. È venuto da due grossi infortuni, ma è venuto a darci un aiuto e addirittura si è trovato a difendere i pali, dopo che il mister ha fatto una scelta perché Paolo stava attraversando non un momento felicissimo. Lo ringrazio sempre, perché non è semplice trovare in Serie B un portiere che possa aiutarti in un momento difficile come in quello in cui eravamo noi. Quindi complimenti a Danilo, si sta giocando una carta importante della sua carriera e speriamo continui su questa strada. Di parate, per me, ne fa anche di domenica, perché io non giudico mai un portiere su una singola parata, ma lo giudico in generale, a 360 gradi. È un portiere molto moderno, aiuta la squadra, trova le linee, è uno che esce, uno che è sempre presente. Poi, se ricordo bene, su un colpo di testa lì a Livorno ha fatto una parata straordinaria, da ex portiere, anche stilisticamente bella. Deve continuare così, ha l’occasione della vita nella sua città, nella città dov’è nato, dove ci tiene tanto. Lui è il primo tifoso di questa squadra e quindi avercene giocatori così in squadra è sempre un valore aggiunto.”
La sincerità, tuttavia, non è mai troppa. E ciò si evince anche nel momento in cui si ritorna a parlare di alcune critiche avanzate per quanto riguarda le strategie di mercato adottate nella composizione del reparto offensivo:
“Questo è il malcostume del calcio italiano, non solo di Castellammare. Attacco, attacco, attacco, tutti quanti. Ho visto un’intervista del direttore del Pescara che ha detto << prendiamo Ibrahimovic >>; tutto il mondo è paese. Noi abbiamo Francesco Forte, che è un giocatore straordinario; abbiamo Karamoko Cissè e come terzo attaccante in B abbiamo Alessandro Rossi, che due anni fa a Salerno ancora lo rimpiangono, un ’97 di 21 anni. Io non so cosa la gente può aspettarsi, ma sappiamo che noi abbiamo un budget per fare un campionato e bisogna dividerlo. Non è che possiamo andare ad investire. Sapete quanto costano gli attaccanti in B? Lo dimostra la Cremonese, che ha speso due milioni e settecento mila euro di cartellino per due giocatori che sono Ciofani e Ceravolo. Io non recrimino niente; noi giochiamo con tre attaccanti, il centrale e gli esterni: Canotto sta facendo un campionato strepitoso, Forte anche, Cissè ha avuto qualche infortunio ma sono sicuro che alla lunga ci darà una grossa mano e abbiamo dei giovani, come Bifulco, che ancora aspettiamo, ma che sono sicuro daranno il loro contributo. Io sono contentissimo, perché non ci sono tutti questi fenomeni in giro. Noi siamo una piccola realtà e dobbiamo usare le nostre armi.”
L’intervista si conclude con un parere sul motivo per il quale la Juve Stabia sembri rendere solo in casa e non anche in trasferta:
“È normale che in casa ci sia una spinta maggiore, perché grazie al pubblico i giocatori hanno una carica diversa. E questo non si può nascondere, perché il Menti è un fortino, una piccola Bombonera veramente. Quando tutti gridiamo dalla stessa parte vi è una spinta maggiore e quindi una carica diversa. Sono anche sincero, fuori casa a Trapani facemmo un partitone; a Perugia facemmo un partitone; poi a Crotone è normale, dopo di noi il Crotone ha sfracellato tutti ed è, con tutto il rispetto, una delle squadre più forti del campionato; ad Empoli abbiamo fatto una signora gara e sappiamo tutti com’è finita; a Livorno l’ultima mezz’ora siamo crollati. Noi abbiamo una squadra che lotta giorno e notte per questa maglia, sono dei ragazzi unici. Noi adesso abbiamo un percorso lungo, con l’obiettivo di salvarci all’ultima giornata.”
Foto credits: Pianeta Serie B






