Il ds del Savoia in 10 domande della nostra redazione ripercorre un pò quello che è stato il suo percorso da dirigente al fianco dell’imprenditore e Presidente Nuzzo ma soprattutto evidenzia gli aspetti che hanno portato il Savoia a tornare protagonista nel panorama calcistico regionale

NAPOLI – Non la pronuncia la parola Serie D, Francesco Mennitto ma ci tiene ad evidenziare nella parte finale di questa lunga intervista le lettere D quando dice: “Speriamo sia un 2018 Da ricorDare”. Il dirigente e braccio destro di Nuzzo si racconta a Campania Football.

Sei l’ombra di Nuzzo nel mondo del calcio, ovunque lui ha fatto calcio (San Marco Trotti, Frattamaggiore adesso Torre Annunziata) te c’eri. Il momento più delicato che hai dovuto gestire, quale è stato?

“Certo con Nuzzo mi lega un rapporto particolare, ed il fatto che un imprenditore importante e carismatico come lui abbia da sempre mostrato fiducia incondizionata nei miei confronti per me è comunque un motivo di orgoglio. Detto questo, se guardo da dove siamo partiti ed il percorso compiuto con Nuzzo non posso che essere soddisfatto di quanto fatto finora.  Eravamo in promozione con il San Marco che era una realtà “artigianale”, abbiamo sfiorato la lega Pro a Frattamaggiore contro ogni pronostico e adesso siamo arrivati in una piazza storica come Torre Annunziata che rappresentiamo con orgoglio insieme ai nostri collaboratori e soci (Pannone, D’Errico e Ruggiero).

Un pregio e difetto di Francesco Mennitto?

“Per i difetti, tra i tanti direi la testardaggine e l’incapacità di delegare, che spesso mi porta a voler  mettere mano in ogni aspetto del nostro lavoro, sempre però rispettando i ruoli. Per i pregi se ce ne sono dovrebbero dirlo gli altri, ma credo che se pregi si possono considerare, la capacità di saper ascoltare e la passione per questo “lavoro” facciano parte del mio bagaglio”.

Cosa hai pensato quando Nuzzo ti ha detto che voleva fare calcio a Torre Annunziata?

Visto i tempi in cui si è manifestata la possibilità e visto l’organizzazione che una piazza come Torre Annunziata merita ho pensato questo è pazzo….(era quasi Luglio ndr), ma poi abbiamo perseguito la possibilità con caparbietà e per fortuna siamo riusciti a far partire la macchinaorganizzativa. Se ci guardiamo alle spalle non sembra vero il grande lavoro che con Tommaso ed Enzo abbiamo svolto per far sì che il Savoia partisse coi migliori auspici per giocarsi le proprie possibilità di vittoria in un campionato difficile come l’eccellenza campana.

Una differenza che hai riscontrato nel fare calcio tra Frattamaggiore e Torre Annunziata.

Sono due realtà che vivono il calcio in maniera differente. Frattamaggiore volendo mutuare un paragone dalla massima serie è una piccola Udine. Dove si vive il calcio senza particolari pressioni e dove c’è un ambiente ed una struttura che aiutano a fare bene. Torre Annunziata invece vive di calcio e di Savoia, si mastica calcio h24 .  Una passione che si tramanda di generazioni e che rappresenta per noi uno stimolo continuo a fare sempre di più ed a farlo meglio. Speriamo di saperci meritare sul campo il privilegio di rappresentare una piazza così storica ed importante e di contribuire a riportare in alto il nome del Savoia.

Qualcuno sostiene o ha sostenuto che con  l’avvento di Nuzzo a Torre Annunziata non gioverà alla piazza, solo dicerie o qualcosa c’è di vero?

“A questa domanda lasciamo che a rispondere sia il tempo. Quando siamo arrivati a Torre Annunziata la prima parola che ci siamo sentiti dire dai tifosi  è  stata continuità.  Il segnale tangibile del disagio e dell’instabilità  che Torre ha subito calcisticamente negli ultimi anni.  Quello che mi sento di poter garantire e’ che ci sarà sempre rispetto per questi colori ed il massimo impegno perché i tifosi si sentino degnamente rappresentati da questa società. Non escludiamo neanche in futuro che a Nuzzo possa affiancarsi qualche altro presidente mecenate, per fare un Savoia ancora più forte ed ambizioso”.

Come si fanno 40 punti su 45 disponibili?

“Uno dei segreti dei risultati che si conseguono di Domenica è sicuramente nella serietà e nell’impegno che i ragazzi profondono in settimana. Dietro le prestazioni in gara c’è il sudore degli allenamenti, di uno staff preparato ed esigente e di un gruppo di ragazzi e professionisti seri nei quali abbiamo sempre creduto e che ha dimostrato sul campo di avere la giusta fame ed il piacere di condividere un obiettivo comune”.

8 punti di vantaggio come si gestiscono ? Vi aspettavate questo distacco dopo 15 giornate ?

“Senza pensare di poterli gestire. Quello potrebbe essere il primo errore. Semplicemente guardando la classifica  meno possibile, affrontando una gara per volta, mantenendo alta la concentrazione e con la voglia smodata di andare ogni volta oltre i limiti ed alzare l’asticella. Ci vuole un Savoia che abbia sempre più voglia di lasciare un segno forte. Certamente non ci aspettavamo di arrivare a più 8 al giro di boa. Ma purtroppo se guardiamo la bacheca è ancora vuota, ci tocca quindi pedalare ancora tanto per il traguardo e dobbiamo farlo con la stessa intensità mostrata finora”.

Di tutte le squadre affrontate quale squadra ti ha impressionato di più?

“Senza nulla togliere ad Afragolese , Puteolana ed altre big del girone che comunque faranno un girone di ritorno da protagoniste e lotteranno per obiettivi importanti, ma sono rimasto favorevolmente impressionato dal Mondragone di Carannante. Società seria e piena  responsabilità al mister che ha saputo allestire una squadra sbarazzina . Ottimo mix di giovani di qualità  ( Ischero e Federico sono tra i migliori 2000 del girone, Grimaldi 99 può fare bene e Trotta 98′ ex Paganese è  da D ) e di calciatori di qualità come Cirillo e Lepre solo per citarne alcuni. Molto bene anche il Volla del preparato Mister Formicola , mentre il Casoria merita solo lodi per quanto di buono fatto finora”.

Hai mai pensato di proporre a Nuzzo di fare calcio nella tua Acerra, altra piazza blasonata.

“Ad Acerra al momento non vi sono i presupposti per fare calcio. Si è scelto di demolire lo storico Stadio Comunale per farne un polmone verde nel centro cittadino, decretando di fatto la morte di ogni velleità di rinascita calcistica. Una pagina per me amara e sulla quale preferisco stendere un velo concedimi la licenza “impietoso”.

Cosa ti aspetti dal 2018?

“Speriamo vivamente che il nuovo anno possa regalarci la gioia di condividere con questo gruppo di lavoro, questa società e questi tifosi qualche traguardo importante . Facciamo i dovuti scongiuri ed incrociamo le dita. Speriamo sia un anno Da ricorDare”.