La diretta Instagram dopo il match di Prima Categoria svela la diagnosi e un messaggio contro la violenza nel calcio. Solidarietà da Torre del Greco e Pozzuoli.

POZZUOLI(NA) Gennaro Esposito, il coraggioso Presidente della Campania Academy Puteolana, ha affidato a una diretta Instagram il racconto delle concitate ore seguite all’aggressione subita a Torre del Greco, al termine del match di Prima Categoria contro il Città di Torre del Greco. Al suo fianco, l’inseparabile collaboratore Gennaro Martusciello, Esposito ha non solo rivelato le gravi conseguenze fisiche dell’attacco, ma ha lanciato un potente messaggio di perdono e di condanna senza appello alla violenza nel mondo del calcio.

La diagnosi e l’intervento chirurgico imminente

Con voce provata, ma ferma, Esposito ha svelato i risultati degli accertamenti ospedalieri, che lo vedranno presto sotto i ferri:

“Sono uscito dall’ospedale dopo ovviamente gli accertamenti e ho una frattura scomposta al setto nasale che va operata purtroppo. Ho avuto anche tre punti… mi sono organizzato per fare in modo di operarmi tra domani e dopodomani a un intervento che mi mette a posto la parte maxillofacciale.”

Nonostante il dolore e le evidenti tumefazioni, il Presidente ha sottolineato con forza: “Non odio”.

La cronaca dell’aggressione: “Immotivata e Insensata”

L’episodio, avvenuto al 90° minuto, sul risultato di 2 a 1 per l’Academy Puteolana, è descritto come completamente senza senso. Esposito ha raccontato di essere intervenuto unicamente per placare gli animi surriscaldati dei tifosi locali:

“È stato un incidente immotivato che veramente non ha senso… al 90° al nostro 2 a 1, i loro tifosi si sono scaldati tantissimo e io non ho fatto altro che ripetere le semplici parole: ‘Calma è una partita, non c’è bisogno, calma non c’è bisogno ‘ .”

Accreditato e facilmente riconoscibile, Esposito è stato purtroppo “aggredito in modo molto feroce” da “sette-otto persone”. Le immagini dell’aggressione, ha aggiunto, circolano già online e sono state pubblicate anche dal deputato Borrelli.

Il messaggio di perdono come strumento educativo

Nonostante la gravità di quanto subito, Gennaro Esposito ha ribadito la sua ferma convinzione nel potere del perdono come esempio per i giovani:

“Il mio segnale, il mio gesto [è] quello di perdonare per far preferire, far insegnare, per capire, per dare un esempio ai nostri giovani che quel calcio è un’altra cosa, non si fa questo. In nessun modo, anche quando si è provocati e non si reagisce, la violenza è sbagliata a prescindere.” Pur non volendo “rivendicare chissà che cosa”, Esposito è consapevole che “la legge deve fare il suo corso, giustamente”, un aspetto ripreso anche da Martusciello

 

La vasta onda di solidarietà e l’intervento istituzionale

L’episodio ha generato una vasta risonanza, e il Presidente ha espresso gratitudine per la solidarietà ricevuta:

“Ringrazio intanto il presidente Zigarelli e l’assessore allo sport di Torre del Greco, che mi hanno chiamato delicatamente. Il sindaco ovviamente il sindaco della nostra città [Pozzuoli, ndr].”

In particolare, il Sindaco di Pozzuoli ha “invitato il sindaco e il delegato di Torre del Greco ad andare avanti e a punire chi si è reso protagonista di questo gesto”. Anche il deputato Francesco Emilio Borrelli è stato ringraziato per aver dato “eco” alla vicenda.

Un eroe in campo: il papà che ha difeso il Presidente

Un momento toccante della diretta è stato il ringraziamento a un “eroe silenzioso”: un genitore di un allievo della Puteolana, Antonio D’Orio, che è intervenuto per difendere Esposito:

“Si, lo conosco io che è il papà di Antonio D’Orio, il nostro ragazzo, nostro allievo, e mi hanno spiegato che questo papà si è letteralmente tuffato su di me per difendermi. Grazie mille. Grazie.”

L’appello per un calcio diverso

Gennaro Martusciello ha enfatizzato la gravità dell’accaduto, definendolo “un episodio veramente spiacevolissimo” e non un semplice “scherzo tra amici”:

“Quello che è successo è un fenomeno talmente grave che non dipende più da uno stato, non è uno scherzo tra amici… quasi ammazzate… bene oltre.”

Pur condividendo il “perdono” di Esposito, Martusciello ha ribadito che la giustizia farà il suo corso autonomamente, dato l’alto clamore. Entrambi hanno concluso con un messaggio univoco:

“Noi non vogliamo punire con mezzi coercitivi, vorremmo soltanto che questo episodio serva a far capire che queste cose non devono ripetersi più. Per una partita di calcio non può succedere che si rischia di far morire una persona o un gruppo di persone.”

L’Academy Puteolana e le istituzioni locali ora si aspettano che il segnale dato da questo grave episodio serva a ristabilire i valori di sportività e rispetto, affinché la violenza, soprattutto nel calcio minore, sia estirpata alla radice.