Il tecnico della capolista, ex vice di Campilongo: “Non mi aspettavo questa posizione, quando posso corro a vedere la mia Juve Stabia”

Passare dall’essere il vice di Sasà Campilongo, uno degli allenatori più bravi, al Campionato di Prima Categoria, forse non è proprio esaltante. Ma Giovanni Esposito, ora tecnico dello Sporting Audax San Severino per il secondo anno, capolista nel girone E di Prima Categoria con 43 punti, gli stessi dell’Honveed Coperchia, non ne fa un dramma, anzi.

È stato un atto di coraggio e umiltà”, afferma il tecnico. “Come tu sai i più grandi son passati dal basso e fidati, lavorare dal basso e vedere giocare la squadra come se fosse di categoria superiore mi inorgoglisce. Il lavoro paga sempre

Capitolo Sporting Audax, cosa ti ha portato la realtà di questi anni in cui sei alla guida?

Diciamo che ho dato tanto allo Sporting e tanto ho ricevuto, dall’ attenzione dei ragazzi alla fiducia di una società che in due anni non ma fatto mancare nulla. Una società che con la categoria non ci c’entra niente. Quest’anno avevo tante richieste ma non potevo lasciare il presidente Abate”.

Quanto ti mancano i campionati superiori? Ci pensi ogni tanto ad una categoria più importante?

Ovvio che mi mancano tanto m ripeto, non ne faccio un dramma. A volte i miei ragazzi mi chiedono cosa faccia con loro in queste categorie, però quando vedo quel rettangolo verde dimentico tutto e anche la categoria. Ovviamente resta l’ambizione, ma so che la scalata sarà dura. Ci proverò”.

Per quanto riguarda il campionato, primato condiviso al momento con il Coperchia, ti aspettavi questa situazione a questo punto della stagione?

No, avendo una squadra giovane composta da ragazzi nati nel 1997-1998 con solo tre over in un campionato difficile come quello di Prima, composto da cinque-sei squadre ben attrezzate. Ma ormai ci siamo e ce lo giocheremo fino alla fine. Ricordando che questo gruppo l’anno scorso ha perso la finale play off”.

Mi hai lanciato l’assist sulla delusione della scorsa stagione: come si è ripartiti per affrontare questa nuova avventura?

Sicuramente dopo la delusione, dopo aver ascoltato varie società anche di categoria superiore, non me la sono sentito di abbandonare la nave e i miei ragazzi ma specialmente il presidente. Sicuramente non era facile ripetersi con tanti giovani ma con un anno in più di esperienza, se prima eravamo una sorpresa adesso non più”.

Che campionato è quello salernitano di Prima Categoria, dal punto di vista tecnico, dalle strutture all’agonismo?

Dopo un anno posso dire che è un campionato abbastanza agonistico. Dal punto di vista tecnico accettabile e le strutture, salvo due o tre, il resto sono ottime”.

Stai seguendo il Savoia di Campilongo e qualche altro campionato in particolare?

Lo seguo per ovvie ragioni a parte il legame che ho al mio maestro di vita e di calcio. Ma con Torre ho un legame forte fatto di tanti amici essendo ex calciatore e avendo vinto un titolo regionale con la presidenza della famiglia Luce. Sono sicuro che il mister saprà riportare il Savoia dove merita, anche se avrei voluto vederlo in una categoria più consona a lui perché credo che sia sprecato in questa categoria. Poi seguo la mia Juve Stabia dove stanno facendo cose incredibili e faccio i complimenti all’amico Fabio Caserta, alla società e ai tifosi che hanno raggiunto una maturazione da grossa piazza. Quando posso corro sui gradoni del Menti dove da piccolo non perdevo una gara. Spero con tutto il cuore – prosegue il mister –  che trionferanno. Come mi disse Fabio in una trasmissione ‘mister a maggio festeggeremo insieme’. Risposi che per lui era più importante.

Colgo l’occasione per ringraziare il mister Macera che mi ha cresciuto calcisticamente e per me è uno dei più forti in campo. Ringrazio i soci della mia scuola calcio Accademia 10 e lode Gianni Somma e Tony Donnarumma e tutti i mie piccoli”.