L'ormai ex diesse dei rossoneri sconfortato dopo il mancato ripescaggio
TERZIGNO (NA) - “Il calcio cittadino ha perso una grossa occasione”: queste le dure parole di Giovanni Casillo, direttore sportivo del Terzigno Calcio, società dilettantistica impegnata nei ranghi del passato campionato di prima categoria campana e, a quanto pare, anche in quelli del prossima stagione di prima categoria. La ricostruzione dei fatti –secondo Casillo– raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione è la seguente: il Terzigno non parteciperà al prossimo campionato di promozione per 5980,00 euro. Questa è stata la discriminante del mancato ripescaggio dei rossoneri. E il responsabile di tale mancanza? L’indice del direttore punta verso il sindaco della cittadina vesuviana, Francesco Ranieri, colpevole di aver mancato l’appuntamento preso verso la Terzigno calcistica: “Innanzitutto ci tengo a sottolineare che il mio impegno calcistico termina qui, l’amarezza è tanta e la rabbia anche. C’è stato un grosso lavoro da parte mia e delle fantastiche persone che si sono prodigate nelle ultime settimane per recuperare le risorse economiche utili al rilancio del ‘nostro amato Terzigno’. L’azionariato popolare è stato efficiente ed encomiabile nel farsi trovare pronto, non posso dire la stessa cosa di un altro attore di questa triste storia: il sindaco Ranieri. La promessa non mantenuta e poi il gioco a nascondersi delle ultime settimane mi hanno lasciato allibito. Gli accordi presi erano chiari: il sindaco aveva promesso alla città il suo contributo alla causa, coprendo con un assegno circolare del valore di 5980,00 euro, le spese utili per la domanda di ripescaggio da ratificare entro il 6 di agosto. I fatti, a oggi, depongono contro il nostro sindaco: l’assegno non è arrivato nei tempi utili, quindi non si è concretizzata la grossa opportunità che il Terzigno aveva. La mancanza di rispetto, tipica di chi fa politica –continua il direttore– avuta nei confronti della città e dei tifosi è imperdonabile. Il dispiacere più grande è vedere la delusione negli occhi dei ragazzini, già pronti per dare il loro contributo alla causa, impegnandosi a difendere i colori rossoneri nelle categorie juniores. Il nostro progetto calcistico si rivolgeva anche alle nuove leve, e avevamo già pronto un progetto per il settore giovanile. Ora il sogno di rilanciare il calco cittadino è svanito per una cifra irrisoria. Bastava, da parte del sindaco, avere maggiore trasparenza e non nascondersi. Se ci avesse messo a conoscenza di sue eventuali impossibilità a recuperare la cifra promessa, avremmo sicuramente fatto fronte noi dell’azionariato popolare. Ora ci troviamo in una condizione assurda, che fa il paio con la mancanza dello stadio cittadino. Sono due anni che il Terzigno è ospitato dal comunale di Ottaviano. A queste condizioni non è possibile fare calcio, io faccio un passo indietro ma rimarrò il primo tifoso del ‘mio’ Terzigno”.






