L’ultimo turno di campionato il Cellole l’ha pareggiato 0-0 in casa con il Vitulazio ma il risultato è passato in secondo piano. La società casertana è infuriata per i rigori non concessi e per i provvedimenti del giudice sportivo.

“Abbandoniamo il calcio, così si divertono solo gli arbitri”, si legge sulla pagina Facebook della società, quest’anno promossa in Promozione.
700 euro di multa per la società. Non solo per i petardi fatti esplodere dai tifosi, ma soprattutto per quanto successo dopo la gara. “Una volta terminata la gara – si legge nel provvedimento del giudice sportivo – la terna arbitrale ha dovuto attendere del tempo prima di uscire dall’impianto, in quanto venivano loro indirizzate espressioni offensive e gravemente intimidatorie da parte dei sostenitori della Società Cellole. Tali comportamenti venivano anche perpetrati da un sostenitore riconducibile alla Società Cellole, il quale minacciava la terna arbitrale di gravi lesioni”. La terna ha lasciato lo stadio scortata dai carabinieri e secondo quanto scritto dal secondo assistente dell’arbitro, è stato “colpito da sputi e lanci di oggetti vari, da parte sempre dei sostenitori della Società Cellole; sputi che lo colpivano alla schiena ed al volto”.
Il dirigente Mario Nardella è stato inibito a svolgere ogni attività fino al 30 gennaio 2020 per aver le frasi ingiuriose verso l’arbitro e per essere andato testa a testa con lo stesso dopo l’espulsione.






