Tra Montecalcio e passato il tecnico non ha risparmiato poi una critica alla cultura calcistica campana, dov'è ancora presente la credenza che un allenatore giovane debba giocoforza passare dal settore giovanile
MONTE DI PROCIDA (NA) - Con una retrocessione diretta matematicamente evitata ed una zona playoff attualmente a distanza di sicurezza, non può che essere definita soddisfacente la stagione del Montecalcio del presidente Capuano.
La società napoletana ha dimostrato di avere la carte in regola per potersi giocare i tre punti sul campo contro ogni avversario del girone C di Promozione. I risultati ottenuti fin’ora passano, tra i tanti aspetti, per l’esperienza del tecnico Ivan Faustinho Canè, raggiunto nelle ultime ore dalla nostra redazione.
L’intervista al tecnico ex giovanili del Napoli si apre con un primo spaccato dedicato all’attuale momento vissuto dal Montecalcio, a pochi passi dalla salvezza matematica, e dalle difficoltà iniziali del club.
SODDISFAZIONE MONTECALCIO – “Non per usare aggettivi troppo pesanti, ma stiamo facendo un lavoro eccezionale, perché si tratta di una realtà nata da zero. Il presidente Ciro Capuano lavorava solo nel settore delle scuole calcio, poi ha voluto quest’anno buttarsi nelle categorie, anche con ambizioni di livello superiore. All’inizio la difficoltà è stata costruire la squadra. Penso al 9 agosto quando c’era qualche ragazzo prima venuto e poi allontanatosi dal campo vedendoci, non disorganizzati, ma con un organico scarno, una decina di juniores e tre/quattro over. Vedendo adesso dove siamo e il percorso che stiamo facendo dobbiamo solo essere orgogliosi tutti quanti”.
PRIME DIFFICOLTÀ E CRESCITA CONTINUA – “Abbiamo affrontato tra le tante anche problematiche logistiche, perché Monte di Procida non è dietro l’angolo e costruire una squadra da zero è stato estremamente difficile. Per questo, ed è doveroso farlo, ringrazio il Direttore Generale Franco Mango, con cui ho avuto il primo contatto e che successivamente mi ha presentato il presidente Capuano. In seguito è entrato in società l’attuale Direttore Sportivo Gigi Di Bonito, insieme al quale abbiamo costruito in fretta una squadra giovane guidata dall’highlander Marco Di Matteo, secondo in classifica capocannonieri a 41 anni (16 gol in campionato). Già dall’inizio, essendo partiti in ritardo, abbiamo sempre dimostrato di tenere bene il campo e di non sfigurare contro nessuno. Poi la squadra si è compattata verso la fine del girone d’andata e adesso sta mostrando una maturità, nonostante sia come detto prima molto giovane, che avrebbe potuto darci qualche punto in più nel girone di andata”.
OBIETTIVO SALVEZZA E PLAYOFF – “È chiaro che tutti giochiamo per vincere: il presidente è e già prima era ambizioso, però ci siamo dovuti scontrare con la realtà. Non sono amante dei numeri, ma a conti fatti risultiamo essere il sesto miglior attacco e la quarta miglior difesa. Per i gol subiti siamo in piena zona zona playoff, quelli fatti ci si avvicinano molto. Il nostro lavoro lo abbiamo fatto, i numeri dicono questo”.
PRESENTE E FUTURO AL MONTECALCIO – “Incontri ufficiali con la società ancora non ce ne sono stati, ma credo che a breve ne discuteremo. Il presidente, quando ha illustrato questo progetto, mi ha subito detto di avere come ambizione quella di raggiungere categorie superiori. Anche per questo io, dopo un periodo di isolamento volontario ed involontario, mi sono buttato in questo progetto pur sapendo delle difficoltà iniziali e della categoria. Mi sono cimentato perché ho visto l’ambizione di voler crescere ed i risultati ci stanno dando una buona spinta. Quando ci incontreremo con la società faremo quindi il punto della situazione e vedremo cosa si vorrà e potrà fare per il futuro”.
L’intervista si allontana successivamente dal centro Montecalcio per accendere un riflettore speciale sul tecnico Faustinho, dal suo allontanamento al calcio giocato (con le sue motivazioni) al ritorno in Promozione.
ALLONTANAMENTO NON VOLONTARIO – “Inizialmente non è stato volontario. Io ho terminato il mio percorso con il Napoli nel 2010 in Primavera, ma per me il settore giovanile è sempre stato una tappa di passaggio. Sono nato lì, ma non volevo sportivamente morire in quel settore: ho sempre avuto l’ambizione di allenare prime squadre. Subito dopo però, per la non cultura calcistica che esiste in Campania, ho allenato nei giovani e nei settori giovanili. Nel corso di questi anni, anche tra i professionisti della C, le rose sono costruite in base al discorso minutaggio, per non parlare delle interregionali con gli under: le rose sono composte per il 70% da under 20, under 21. È un falso motivo quello che lega l’allenatore giovane al settore giovanile. Questa è però la parte involontaria, quella che mostra un po’ le difficoltà di trovare sistemazione”.
ALLONTANAMENTO VOLONTARIO – “Dal punto di vista volontario invece, per me questo è lavoro. Per questo motivo mi sono ridedicato un po’ al mondo da dove sono partito, quello delle scuole calcio. Quando è lavoro devi guardare in faccia la realtà. L’adrenalina però che ti dà la categoria non te la dà nessuno, quella dei 90′, anche in Promozione – senza offesa, avendo fatto anche i professionisti e l’interregionale, aggiunge il tecnico del Montecalcio – è impagabile”.
ALLENARE IN PROMOZIONE E NON – “La difficoltà della nostra categoria è che i ragazzi sono tutti lavoratori: ci si deve allenare la sera, bisogna tener conto di problematiche legate al lavoro, ecc. Nel mondo giovanile devi costruire tenendo conto di dover utilizzare un approccio psicologico molto delicato, oltre che ad un approccio metodologico.”

Il tecnico Faustinho al termine della vittoria per 5-1 contro la Virtus Afragola Soccer
Spegnendo il riflettore centrale, si torna a parlare del Montecalcio, dalle prossime ultime sfide alle potenzialità della rosa a disposizione.
IL CALENDARIO – “La difficoltà iniziale non è stata solo quella di costruire una squadra, ma anche quella di un calendario nella sua prima parte estremamente difficile. Abbiamo incontrato tutte le prime, quelle che puntavano ai playoff, e lì abbiamo capito che potevamo dire la nostra. Non abbiamo sfigurato contro nessuno e strada facendo è cresciuta la consapevolezza, perdendo ovviamente qualche partita ma poche e alcune volte assurde – ad esempio a cinque minuti dalla fine, sostiene il tecnico del Montecalcio”.
PROSSIME SFIDE – “Domenica abbiamo la capolista, andremo a giocare la nostra partita sereni e dando il massimo. Ci saranno poi tutti scontri con squadre che sono dietro, contro cui cercheremo di fare bottino pieno per completare questa impresa sportiva”.
POTENZIALITÀ DEL GRUPPO – “Noi abbiamo tanti under. Spesso abbiamo giocato con cinque/sei di loro per scelta o per fattori contingenti, ma questo non ci ha scalfito. Ci sono tanti giovani interessanti e scommetto che qualcuno è già finito sui taccuini presenti in giro. Tutti lavorano all’unisono, seguendo in molte occasioni i consigli dell’highlander Marco Di Matteo. Marco è un esempio di professionalità veramente sbalorditiva: è un traino, sempre in testa al gruppo. Lo conoscevo così, anche non avendoci mai lavorato assieme, ed è stato un grande aiuto, gol e assist a parte”.
RINGRAZIAMENTO SPECIALE – “Voglio ringraziare, oltre a chi ho già nominato in precedenza, anche il mio fido collaboratore Giovanni Cerullo, un ragazzo che tuttora sto crescendo”.
In conclusione l’intervista al tecnico del Montecalcio Ivan Faustinho si chiude con un piccolo commento sulla decisione, rimanendo in tema calcistico, di UEFA e FIFA di estromettere dalle competizioni internazionali la nazionale e le compagini russe.
“Da sportivo ed uomo di campo mi dispiace, perché penso agli sportivi russi, gente che molto probabilmente credo e spero siano contro questa decisione. Mi metto nei panni dei ragazzi, che pagano le conseguenze dell’idea scellerata di questo personaggio”.
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