La squadra di Sottil cancella il ko contro la Reggiana e ritrova i 3 punti. Le parate di Chichizola decisive nel primo tempo.

MODENA- Una sconfitta pesante nel punteggio, forse meno sul piano della prestazione. La Juve Stabia, ospite del Modena capolista, torna a casa con un rotondo 3-0 che punisce oltremodo gli sforzi della squadra di Mister Abate. Il risultato finale non riflette appieno un match combattuto, in cui la Juve Stabia ha dimostrato carattere e ha creato occasioni nitide, trovando però sulla sua strada la sfortuna, la prodezza balistica dell’avversario e, soprattutto, una decisione arbitrale che ha indirizzato definitivamente la gara.

Mister Abate schiera una formazione equilibrata e le Vespe partono aggressive, cercando di imporre il proprio gioco anche su un campo difficile come il Braglia. Nonostante un avvio incerto della difesa canarina che, al 2’, regala una clamorosa occasione a Gliozzi, la Juve Stabia trova subito il modo di reagire. L’errore è subito corretto dal difensore Ruggero che si immola sulla linea, negando il vantaggio iniziale.

La gara sembra equilibrata, ma al 14’ un episodio quasi fortuito sblocca il match. Nieling, l’olandese del Modena, si inventa una traiettoria incredibile: un tiro dai trenta-quaranta metri che si infila all’incrocio, per l’1-0. Un gol che è un gioiello, ma che arriva in un momento cruciale, rompendo la fiducia della retroguardia stabiese.

Nonostante lo svantaggio, i gialloblù campani non mollano. È qui che emerge la sfortuna della Juve Stabia, unita alla grande forma del portiere avversario, Chichizola. Al 27’, Correia inventa una conclusione insidiosa da distanza ravvicinata, ma l’estremo difensore canarino vola e smanaccia in corner con una parata decisiva. L’azione si ripete al 45’ quando il tiro dalla distanza di Leone viene deviato in tuffo, negando alle Vespe il meritato pareggio di fine primo tempo. La Juve Stabia chiude i primi 45 minuti in svantaggio (1-0), con la consapevolezza di aver giocato alla pari e creato i presupposti per riequilibrare la gara.

Il sigillo del rigore e le voci di polemica

Nella ripresa, la Juve Stabia continua a pressare, costringendo il Modena a difendersi con ordine. Abate prova a cambiare l’inerzia con gli ingressi di Stabile e Burnete. Ma la partita, che poteva essere riaperta in qualsiasi momento, viene indirizzata al 69’ da un episodio controverso.

L’arbitro Dionisi de L’Aquila, dopo un contatto in area tra Sersanti e un difensore stabiese, indica il dischetto. Nonostante le proteste della panchina campana (che riceve anche un’espulsione nel primo tempo), la decisione è confermata: rigore per il Modena. Gliozzi non sbaglia e sigla il 2-0. Questa rete, nata da un rigore severo e dubbio, è una doccia fredda che spegne ogni tentativo di rimonta delle Vespe, lasciando grande amarezza in campo e fuori.

Da quel momento, il Modena controlla senza più affanni. Abate tenta l’ultima mossa con l’ingresso di Gabrielloni per Candellone, ma la stanchezza e la frustrazione si fanno sentire. La gara si chiude al 90’ con il gol del 3-0, viziato da una confusione in area  vede il tocco finale di Pedro Mendes. Un passivo troppo pesante che punisce eccessivamente una squadra che non ha sfigurato per larghi tratti.