Quando si pensava che la stagione appena conclusasi avesse mostrato il peggio della disorganizzazione del campionato italiano, un altro ciclone sembra essere pronto a scagliarsi sulle serie minori del tricolore

Toccare il fondo del barile è sempre stato sinonimo di sveglia, di capovolgimento del proprio destino, poiché si inizia a comprendere che più in basso di così non si può arrivare. “Toccare il fondo” appare, tuttavia, come un verbo alquanto sconosciuto a quei geni del male che pullulano all’interno del sistema calcio italiano, che potrebbe vivere a breve un nuovo periodo di ricorsi, i quali potrebbero dar vita ad un nuovo valzer del caos in Serie B – che avrebbe ovviamente poi conseguenze anche in Serie C.

Ma chi sono stati scelti come primi protagonisti di questo eclettico ballo?

Il primo a scendere in pista non poteva che essere il Palermo. La società rosanero rappresenta la causa prima di questa serie di ricorsi che si sono susseguiti nelle ultime settimane: in particolar modo è stata la scelta di annullare la primaria decisione relativa all’estromissione diretta dei siciliani dalla serie cadetta a scatenare le ire di tre società in particolare, ovvero Salernitana (salva oramai ai play-out), Venezia (sconfitta ai play-out dai campani) e Foggia (escluso direttamente come terzo club retrocesso). I problemi, però, non sono terminati qui, poiché al Palermo, in vista della prossima iscrizione al campionato di Serie B, è stato esplicitamente chiesto alla nuova società di versare ben 8,2 milioni all’interno del capitale del club – tutto ciò ovviamente da fare in tempi anche abbastanza repentini, tenendo in considerazione il fatto che tra non molto scadrà il termine di iscrizione al prossimo campionato.

In questo pazza gara di ballo scende in campo anche una coppia, cioè quella formata dal duo Venezia – Foggia, coloro che hanno avuto la peggio dopo il capovolgimento della sentenza Palermo. I due club, a quanto pare, sembrerebbero non aver preso ottimamente quanto accaduto, descrivendolo come un vero e proprio scempio calcistico. Da qui la decisione di avanzare un ricorso al Tar del Lazio, all’interno del quale si chiedeva la riammissione delle due società in cadetteria. La situazione potrebbe, alla lunga, diventare molto spinosa, in quanto il Tar ha annunciato che l’uscita del proprio verdetto cadrà all’interno di un lasso di tempo di 30 giorni dalla promulgazione di questa comunicazione, con le scadenze per l’iscrizione al prossimo campionato che sono sempre più dietro l’angolo. Aumenta, dunque, la possibilità che si verifichi un nuovo caso Virtus Entella, con possibile ritardo dell’inizio del campionato – possibilità ad oggi comunque remota.

Quarto ed ultimo ballerino in gioco è il Trapani. La società granata, nonostante sul campo abbia raggiunto la finale playoff con il Piacenza (in attesa del match di ritorno dopo lo 0-0 dell’andata), ha mostrato gravi difficoltà dal punto di vista economico – societario, tanto che alcuni esperti avevano addirittura lanciato un allarme legato ad un possibile sciopero dei tesserati del club meridionale per via di alcuni stipendi mancanti, allarme poi subito rientrato.
Alla luce di queste difficoltà cosa potrebbe capitare? Nel caso in cui la dirigenza non riuscisse a pagare ciò che deve, il Trapani, in caso di passaggio del turno, metterebbe in difficoltà gli organi giudiziari della Serie B, che potrebbero applicare lo stesso metodo usato per il Foggia quest’anno, ma anche arrivare ad un improbabile esclusione dalla Lega di appartenenza.

Si è aperta, quasi certamente dunque, un’altra pagina buia del calcio italiano, pronto a ballare un dolce valzer tra il caos più totale che regna all’interno del sistema.

Foto credits: Tifosi Palermo