Serie B: disfatta interna per l'Avellino di Biancolino. Una follia nel finale regala i tre punti alla Carrarese.
Il pomeriggio del Partenio-Lombardi si era aperto sotto una luce di speranza e commozione, con il minuto di silenzio per Rocco Commisso a unire gli spalti in un abbraccio solenne. Biancolino, confermando il blocco che aveva schiantato la Sampdoria, sembrava aver trovato nuovamente la chiave magica dopo soli 180 secondi: un lampo di Tutino per lo scavetto di Biasci e lo stadio esplode. Una partenza bruciante che faceva presagire un dominio totale, ma la Carrarese di Calabro ha saputo attendere nell’ombra, trasformando quella che doveva essere una festa in una battaglia di nervi e muscoli che avrebbe riservato un epilogo difficile da digerire.
Biancolino conferma il blocco vincente che ha schiantato la Sampdoria, affidandosi ancora al duo Biasci-Tutino per scardinare la difesa toscana. Prima del via, un silenzio irreale avvolge lo stadio per ricordare il presidente della Fiorentina Rocco Commisso, scomparso nelle scorse ore.
L’Avellino parte con il piede sull’acceleratore e dopo soli 180 secondi trova il vantaggio: Tutino inventa, Biasci si conferma cecchino implacabile e infila Fiorillo sul primo palo per il suo settimo sigillo stagionale. Sembra l’inizio di un pomeriggio trionfale, ma la Carrarese di Calabro รจ squadra ostica e non si disunisce. Al 21′, una disattenzione fatale della difesa biancoverde regala a Rubino lo spazio per il diagonale dell’1-1 che fulmina Daffara.
Tensioni, VAR e occasioni sprecate
La partita diventa una battaglia di nervi e muscoli. L’Avellino sfiora il raddoppio con una cavalcata prepotente di Missori, ma il terzino spara incredibilmente alto a tu per tu con il portiere. Il gioco si frammenta, i sanitari entrano continuamente in campo e il pubblico del Partenio inizia a rumoreggiare per l’atteggiamento dei toscani e le proteste vibranti della panchina di Calabro, che portano all’espulsione del suo vice Padovano.
Nel finale di tempo, il brivido corre lungo la schiena dei tifosi irpini: un check del VAR per un presunto tocco di mano di Palumbo in area biancoverde tiene tutti con il fiato sospeso, ma l’arbitro lascia proseguire. Daffara salva il risultato con un intervento prodigioso su Hasa poco prima del riposo. Il primo tempo si chiude in paritร , ma con la sensazione che la battaglia sia solo all’inizio.
La ripresa: imprecisione e il blackout decisivo
Tuttavia, nella ripresa l’Avellino ha smarrito la fluiditร della manovra. Biancolino ha provato a rimescolare le carte inserendo Russo, Sounas e il bomber Patierno, ma la costruzione รจ apparsa lenta e macchinosa. Nonostante i tentativi su calcio piazzato, la squadra non รจ riuscita a scalfire il muro alzato da Fiorillo, mostratosi sempre attento sulle conclusioni dal limite.
Di conseguenza, il match รจ scivolato verso un finale che nessuno si sarebbe aspettato. Al 70′ รจ calato il gelo definitivo sullo stadio a causa di un episodio che cambierร volto alla classifica biancoverde. Un rilancio sbagliato ha innescato una carambola nell’area irpina, portando a una risoluzione che ha lasciato Daffara e i compagni senza parole. Daffara sbaglia il rilancio e la sfera arriva da Zueli, che calcia dal limite e l’estremo difensore biancoverde cicca sulla respinta. Sulla ribattuta si fionda Abiuso e trafigge Daffara.
Un assalto disperato senza fortuna
Negli ultimi quindici minuti, l’Avellino si รจ gettato in avanti con la forza della disperazione, schierando contemporaneamente quattro attaccanti nel tentativo di raddrizzare una serata storta. Patierno ha avuto sul destro la palla del possibile pareggio, ma l’imprecisione ha regnato sovrana anche nell’occasione piรน ghiotta. Inoltre, i quattro minuti di recupero concessi non sono bastati per ribaltare l’inerzia di una sfida stregata.






