Il massimo dirigente corallino insiste sulla riapertura degli stadi da parte delle autorità competenti

TORRE DEL GRECO (NA) - Antonio Colantonio, presidente della Turris non ci sta sulla chiusura degli stadi da parte del Governo Conte che nel DPCM di ieri ha confermato la chiusura degli stadi al pubblico fino ad Ottobre. Il massimo dirigente corallino, vuole esordire nei pro davanti al suo pubblico dopo che ha vinto una lunga battaglia per avere la licenza dello stadio Liguori. Il pubblico, d’altronde per una squadra neopromossa che punta a mantenere la categoria da matricola sarà fondamentale. 

IL COMUNICATO DEL CLUB

A seguito della pubblicazione del DPCM del 7 settembre 2020, che inibisce ancora ai tifosi l’accesso agli stadi in occasione delle gare di calcio professionistiche fino al prossimo 7 ottobre, la S.S. TURRIS CALCIO – favorevole, in questa fase, ad una riapertura seppur parziale degli impianti confidando anche nella maturità del pubblico – esprime, per bocca del presidente Antonio Colantonio, il proprio disappunto: “Continua, purtroppo, a perpetrarsi una discriminazione nei confronti del mondo del calcio e, per di più, quello professionistico che dovrebbe ricevere le maggiori attenzioni e garanzie. Chi governa il calcio dovrebbe assumersi maggiori responsabilità, perché in questo momento stiamo solo danneggiando lo sport più bello al mondo ed i suoi appassionati. O si riaprono gli stadi, con le dovute limitazioni e precauzioni, o tanto vale rinviare ulteriormente l’inizio dei campionati. Il calcio è, innanzitutto, passione; uno spettacolo che va visto dal vivo senza farselo raccontare dagli altri. Se è vero, poi, che inevitabilmente è anche azienda per chi si assume l’onere di portarlo avanti, continuando a privare le società degli incassi ed imponendo parallelamente rigidi protocolli sanitari, suscettibili di determinare anche stop agli allenamenti con pregiudizio per le condizioni e le prestazioni degli atleti, non intravedo grande futuro per i club italiani, specie quelli di terza serie”.
“La Turris – prosegue Colantonio – reputa, inoltre, ancora paradossale la possibilità confermata dal fresco Dpcm di consentire l’accesso di mille spettatori in occasione di eventi sportivi minori, determinazione fatta già propria dalla Lega Nazionale Dilettanti, imponendo invece ai campionati professionistici di partire senza pubblico. Premesso che il calcio è di tutti e che vanno tutelati indistintamente i tifosi, non solo gli abbonati, ribadisco – conclude il presidente – l’invito al ministro dello Sport e al governo del calcio a trarre gli opportuni spunti dalla finale-pilota di Supercoppa europea che, il prossimo 24 settembre, sarà disputata ammettendo almeno il 30% dei tifosi rispetto alla capienza dell’impianto. Si tratta, a giudizio della Turris, di un importante apripista”.