Buona la condizione fisica al rientro dalla sosta per i gialloblù secondo il tecnico campano, che non si sbilancia emotivamente sul suo ritorno a Foggia

CASTELLAMMARE DI STABIA - Appare leggermente irritato dalle continue domande sulla situazione mercato il tecnico delle vespe Pasquale Padalino alla vigilia del match dello Zaccheria tra il Foggia e la sua Juve Stabia, decisamente concentrato in vista di questo big match al quale sembra non essere data la giusta importanza. 

Come ha ritrovato il gruppo dopo tutti questi giorni dal punto di vista fisico?
E quanto sente questa sfida allo Zaccheria?
“Intanto buon anno a tutti.
La squadra è ovviamente rientrata dieci giorni fa, dopo le vacanze forzate per il periodo natalizio, e si sono presentati dopo aver eseguito un programma che gli è stato dato dai prof. Il rientro è stato con tutte le conseguenze che possono comportare dieci giorni di inattività, ma sono rientrati nei parametri che avevamo lasciato ancor prima delle vacanze natalizie, anche perché noi non giochiamo addirittura da sette giorni in più visto il rinvio con la Casertana.
Devo dire che il rientro è stato buono. Abbiamo lavorato seguendo e continuando a curare quelli che secondo noi sono gli aspetti, oltre che fisici, tecnico-tattici e da questo punto di vista siamo soddisfatti.
Il rientro a Foggia lo vivo ovviamente già per la terza volte. Non è più un’emozione che non ho mai provato: oramai ci si va oltre come giusto che sia; faccio l’allenatore della Juve Stabia, conta la partita. Non ci saranno neanche i tifosi, che da questo punto di vista incidono parecchio sul cuore e su quello che sono stati i miei trascorsi prima da calciatore e poi da tecnico, senza tralasciare che in quella città io ci sono nato. Per me, quindi, è un triplo salto nel passato.
Ci ritorno per la terza volta e la mia emozione sarà limitata al tempo necessario per poi pensare direttamente alla gara.”

Il Foggia, con 23 gol, è il quarto attacco del campionato dopo Ternana, Bari ed Avellino. Paradossalmente né Curcio, vice capocannoniere del torneo, né D’Andrea sono punte centrali.
Questo atto di non dare punti di riferimento in attacco nel 3-5-2 di Marchionni può essere una delle insidie maggiori per la sua difesa?
“Assolutamente si.
Lo sono stati anche per altre squadre in un sistema collaudato oramai già da un anno e mezzo a questa parte, perché anche nella precedente stagione alcuni hanno perseguito questo tema tattico, anche se oggi sono diversi per alcuni concetti. Sono quindi un’insidia per tutte le squadre e lo potrebbere essere anche per noi.
Ricordiamo che il Foggia, oltre ai gol citati, se andiamo nello storico delle ultime cinque partite a questa parte sarebbe a pari punti con la Ternana. Quindi parla da sé che, con quattro vittorie ed un pareggio, ha un trascorso ottimo, da prima della classe, e va rispettata anche per questo. A differenza nostra, che, nello stesso numero di gare, staremmo a quattro punti di distacco (a nove punti). Questo la dice lunga sul periodo di entrambe le squadre: entrambe hanno lasciato un momento positivo. L’abilità sarà quella di doversi subito mentalizzare, come se non ci fosse mai stato uno stop così lungo, tenendo conto di quelle che sono state le nostre trame di gioco a Catanzaro e anche precedentemente, per dare continuità ad un campionato che per noi ha ancora molto da dire, ne sono convinto. Questo girone di andata che si deve ancora concludere con queste due gare, più il recupero della partita contro la Casertana, può dare ancora molti risvolti positivi al nostro cammino.”

Com’è la situazione degli effettivi per Foggia?
“Non avremo tra le fila, come ben sapete, Bubas e Bentivegna. Non ci sarà a disposizione Cernigoi, che non può essere ancora parte integrante del gruppo, anche se sta riprendendo la sua attività. Non ci saranno Lia, Volpicelli, Mulè e credo di averli nominati tutti.
In totale siamo 19, necessari per affrontare questo big match.”

Le parole dell’amministratore Todaro hanno annunciato il rientro di Cernigoi. Come l’ha trovato e quando potrà essere aggregato alla squadra per scendere in campo?
“Stiamo parlando di un profilo che avrebbe dovuto farci fare la differenza e che ci avrebbe potuto dare delle alternative al livello di gruppo squadra. Non a caso abbiamo colto l’occasione di poter prendere Ripa, che in questi due mesi ha avuto modo di darci un’alternativa e allo stesso tempo di mettersi in una condizione accettabile. Al rientro di Cernigoi saranno in tre per il posto titolare da prima punta, che però si va ad incastrare in un discorso che ci ha visti penalizzati senza poterlo prevedere, quello del Covid-19.
Quindi il suo rientro, sicuramente numericamente, ci dà la possibilità di contare su un’altra freccia nel nostro arco, ma allo stesso tempo anche qualitativamente alza quel livello che noi ci aspettavamo ancora prima di prenderlo.”

Quanto può incidere il mercato per questa e nelle prossime gare nella mente dei calciatori?
Come può la Juve Stabia uscire da questa lunga sosta?
“Bisogna avere la capacità, se si può, di isolarsi, soprattutto quando ci sono le ore di lavoro e riprendere analizzando bene quelle notizie che possono arrivare direttamente, ma alle volte anche indirettamente, più o meno veritiere, e anche questa è una considerazione da fare perché alle volte vengono iniettate notizie fasulle volontariamente o involontariamente (questo poco importa).
L’abilità dei calciatori, che sono comunque dei professionisti, deve essere quella di saper gestire il momento ed è una parentesi che riguarda un po’ tutti. Chi più sarà in grado di gestire e di non farsi trascinare da situazioni vere o inventate avrà più vantaggi da un aspetto che noi tutti ci aspettiamo essere un qualcosa che porta un valore aggiunto. Mi prolungo anche per dire che nella nostra situazione, dove siamo vivi sul mercato come tutte le altre realtà, andremo a verificare quelli che sono i profili per rimpiazzare le due uscite di Bentivegna e Bubas, da definire insieme al direttore sportivo anche in base a quelli che sono gli aspetti economici da poter investire e poi in base ad altre situazioni che si possono verificare per necessità o richiesta del singolo calciatore o procuratore.”

Cosa si aspetta in entrata dopo gli addii di Bubas e Bentivegna?
“In questo momento rientra nella gestione di cui parlavo poc’anzi. Parlare di mercato lo trovo in questo momento non adatto, perché domani (oggi, ndr) abbiamo una partita importantissima e quindi la mia considerazione vorrei così spenderla per la gara, senza farci deviare. Poi dopo la partita ci saranno tempi e luoghi per affrontare certi discorsi, ma sareno comunque attenti e vigili.”

Quali sono state le motivazioni che hanno spinto all’addio Bubas e Bentivegna?
“Mi dispiace non rispondere, ma al momento la priorità è un’altra, la partita di Foggia. È quello che abbiamo preparato in questi dieci giorni, non solo per la gara ma anche per il nostro prossimo futuro.
Quindi rispondo dicendo che qualche risposta potrà arrivare dal direttore in qualche prossima conferenza non pre-gara.”

Possiamo aspettarci per fine campionato una Juve Stabia in un piazzamento playoff che consenta il passaggio diretto al secondo turno eliminatorio?
“Sarebbe straordinario. Sono convinto che questa squadra, nel girone di ritorno, avrà delle conoscenze maggiori, avrà riconosciuto meglio il valore intrinseco della squadra e dei singoli e quindi credo che da questo punto di vista faremo grandi passi in avanti. Il piazzamento diventa difficile da poterlo ipotizzare: nell’obiettivo e nella nostra idea c’è quello di arrivare più in alto possibile e perciò stiamo rispettando quelli che erano i desideri di inizio stagione per quella che era una squadra, una società ed una città retrocessa.
Ovviamente cambiando tutto l’impianto di gioco e la struttura: è una squadra completamente nuova, tranne per quattro elementi che sono rimasti. Considerando tutto questo, il nostro obiettivo resto quelle delle zone alte, senza essere eccessivamente ambiziosi, ma è l’obiettivo che vogliamo e possiamo avere. Se manteniamo un determinato comportamento, com’è stato nelle ultime cinque gare, magari migliorando i risultati fuori casa, sicuramente è di buon auspicio per il futuro.”