Autore di una storica tripletta contro la Turris, l'attaccante si prende la scena e si conferma come punto di riferimento della squadra gialloblù. E i playoff non sembrano più così un miraggio
CASTELLAMMARE DI STABIA - Ci sono stati tanti giocatori che con la casacca della Juve Stabia hanno segnato, e anche tanto, ma hanno soprattutto lasciato il loro segno indelebile nella storia della società campana. Alessandro Marotta, per tutti “El Diablo”, è entrato di diritto in questo prestigioso club al minuto 55′ dello scorso derby, quando, con un gol di pregevolissima fattura, ha obbligato tutto l’ambiente calcistico presente e non a dover registrare per la terza volta consecutiva (in meno di un’ora di gioco) il proprio nome sul tabellino dei marcatori, diventando il primo calciatore a siglare una tripletta in un derby sentitissimo come quello tra Juve Stabia e Turris – con un Romeo Menti che sarebbe letteralmente esploso dinanzi a tale prodezza, ma il periodo lo conosciamo un po’ tutti. Per gli amanti delle statistiche minuziose non si potrà parlare di tripletta perfetta quella messa a segno da Marotta contro i corallini, non avendo segnato uno dei tre gol di testa (condizione imprescindibile per la tripletta perfetta è quella di mettere a segno un gol di destro, uno di sinistro e uno di testa, ovviamente non in questo ordine), ma il valore di queste reti supera di gran lunga quello che qualsiasi dato statistico potrebbe conferirgli.
Arrivato a Castellammare con la nomina di grande attaccante e con l’obiettivo di riattivare un reparto offensivo leggermente sterile – rispetto perlomeno a quanto creato dalla squadra di mister Padalino – Marotta è da subito diventato uno dei beniamini dei tifosi gialloblù, anche dinanzi a prestazioni non all’altezza del profilo che porta con sé. Da alcune uscite, però, qualcosa sembra essere scattato all’interno dei suoi meccanismi, portando la punta ex Vicenza a siglare ben 5 reti in due partite – sei in totale con la maglia della Juve Stabia – e a rilanciare in classifica le vespe, ora a pari punti con Catania e Foggia e a sole cinque lunghezze dal Catanzaro quarto.
Uno scenario, questo, che sembrava quasi irrealizzabile alla fine del girone d’andata, quando la squadra faticava a trovare continuità di risultati e rischiava di scivolare addirittura al di fuori della zona playoff – complice anche un buon periodo di forma di Virtus Francavilla e Viterbese, che non è stato poi replicato in seguito.
E ora anche sognare un buon piazzamento ai playoff non è più un sacrilegio. La Juve Stabia sembra aver trovato tutti i suoi perni fondamentali, dalla diligenza a centrocampo di Berardocco all’esplosività sulla trequarti di Orlando, passando per l’esperienza e la forza del Diablo.
Parlare, ad oggi, di risultati importanti nella fase finale dei playoff sembra ancora abbastanza prematuro, ma la certezza che traguardi importanti possano essere raggiunti oramai si sta diffondendo nell’aria, con una netta consapevolezza che l’organico in questione ha tutte le carte in tavola per giocarsela a viso aperto con chiunque. Si vola così al prossimo turno infrasettimanale, che vedrà la Juve Stabia scendere in campo in quel di Viterbo, dove un nuovo banco di prova attenderà Alessandro Marotta e soci.






