L'attaccante rinvia la promozione della Ternana alla prossima settimana, insaccando dagli undici metri la rete della vittoria. Bene Miceli e Illanes in difesa, da rivedere Rocchi

AVELLINO - Vince, seppur con il minimo scarto, l’Avellino di mister Braglia, ancora ancorato così a quindici lunghezze dalla Ternana capolista. Decide l’incontro il rigore perfetto di Maniero.

Avellino (3-5-2):

Forte 6 – Mai chiamato veramente alla parata determinante o semplicemente ad un intervento plastico, si fa trovare pronto sulle uscite alte.

Miceli 7 – È un muro. Tiene botta negli 1 Vs 1 con Vazquez e Ciccone, non perdendo mai una marcatura. È una garanzia in questa giornata, anche in grado di rimediare a qualche sbavatura di Rocchi.

Illanes 7 – Propositivo sin dal primo frangente di gioco, non ha paura di mettere la gamba e ribattere i tentativi avversari, anche a pochi metri dalla porta di Forte. Supporta alle volte Ciancio nella discesa sulla corsia di destra, permettendo agli irpini di avere superiorità numerica in fase di costruzione e non solo.

Rocchi 5 – Ha poco da fare nella prima frazione di gioco e quello che fa, soprattutto in fase di impostazione, lo fa anche male. Nella ripresa spende un giallo stupido, su un intervento in cui era nettamente in vantaggio, che lo estrometterà dal big match di settimana prossima con la Ternana – essendo presente nella lista dei diffidati.

Ciancio 6 – Il suo incontro non inizia nel migliore dei modi, con continui errori di misura che sembravano mostrare un giocatore in evidente difficoltà. Con il passare dei minuti trova il fondo con maggiore facilità, con cross anche dall’alto tasso di pericolo.

Rizzo 6,5 – È indomabile, non lo prendono neanche una volta. Quando ha palla tra i piedi ha una facilità di dribbling sul diretto marcatore a tratti imbarazzante. Non è fortunato nella conclusione dell’azione, con gli attaccanti non molto bravi a spedire in rete le occasioni create. (dal 90′ Dossena Sv)

Aloi 6 – Viene posto in marcatura ad uomo su Franco, ad inibirne le trame di gioco, e il suo compito lo esegue in maniera eccelsa. Esagera tuttavia in alcune circostanze, soprattutto in fase di pressing, quando i centrocampisti avversari capiscono di dover far girare velocemente palla per ingannarlo. Non sempre è preciso nelle sue aperture.

D’Angelo 6,5 – In proiezione offensiva è una spina nel fianco della difesa della Virtus Francavilla, che lo vede entrare un po’ dappertutto. È bravo, e anche un po’ furbo, nell’occasione del rigore causato da Celli, mostrando di essere sempre pronto ad accompagnare i propri compagni e di essere in grado di prendere le giuste decisioni in un fazzoletto di terreno.

Tito 6,5 – È letteralmente dappertutto, un incubo per la Virtus Francavilla che dalla sua parte non riesce proprio ad attaccare. Il suo scatto dirompente gli dà quella marcia in più per saltare l’uomo e crossare al centro. È ottimo anche nella fase di pressing ed interdizione, come in occasione del rigore guadagnato da D’Angelo. (dall’83’ Baraye Sv)

Maniero 7 – Autore di tante giocate di fino, tra tacchi e colpi di prima, ad inizio gara, pecca nella precisione delle sue conclusioni per tutto l’incontro, sprecando ottime possibilità per regalare maggiore tranquillità ai suoi. Dagli undici metri, però, è assolutamente glaciale, regalando così all’Avellino l’ultima speranza prima della tappa Ternana. (dall’83′ Adamo Sv)

Santaniello 6 – Molto fumo, ma poco arrosto per l’attaccante irpino, che ogni tanto si esibisce come il compagno di reparto in giocate di fino, ma non incide quando più necessario. Il dialogo con i compagni di squadra c’è ed è anche molto intenso, complice anche il grande sacrifico dello stesso numero nove, ma sotto porta non incide. (dal 75′ Fella Sv)

Piero Braglia 7 – Ha tante assenze, tra cui Di Francesco e Carriero ancora non guariti dal Covid, e riesce comunque a disegnare una squadra in grado di dialogare facilmente e velocemente tra i vari reparti. Spreme fino all’ultima goccia i propri ragazzi in questa uscita, ma con un risultato tutt’altro che in cassaforte non si poteva fare altrimenti.