Motivazione giuridiche alla base di un ripescaggio che sta facendo parlare l'Italia intera
NAPOLI -
Le estati del calcio italiano sono sempre molto calde come quelle sulle spiagge che orlano la Penisola e sempre c’è modo di riempire le ore di tintarella e non solo cercando di capire le motivazioni che il Consiglio Federale di turno potrebbe addurre a proposito di ripescaggi, ammissioni e riammissioni ai campionati. E’ uno sport nello sport, un po’ come rincorrere le notizie spesso fantasiose del calcio-mercato.
Ad alimentare il chiacchiericcio ci pensa in realtà la stessa FIGC che non spiega quasi mai: l’appassionato è costretto a personali elucubrazioni, salti e voli pindarici tra NOIF, Comunicati Ufficiali, legittimazioni in (presunta) punta di diritto, una spruzzatina di TAR, qualche spolverata di Collegio di Garanzia del CONI.
Questa volta la curiosità raggiunge un paesone di circa 6.000 anime alle porte di Potenza, Picerno, la cui Società è stata ammessa in Serie C per la Stagione Sportiva 2021/22.
Fin qui tutto sembrerebbe nella norma, del resto “mors tua vita mea” recitavano i latini: se una Società non regge e fa un passo indietro o cade nel baratro, un’altra è pronta a prenderne il posto. Legge di vita e anche di sport.
Ma è proprio un’attenta lettura della norma che lascia interdetti: il Comunicato Ufficiale della FIGC numero 33/A pubblicato il 28 Luglio richiama esplicitamente il precedente numero 286/A della Stagione Sportiva 2020/21 nel quale sarebbero stati scritti i vincoli e i criteri per poter accedere alla C integrando questo torneo provenendo dalla D.
Ebbene il documento, non proprio scarno quanto invero piuttosto preciso, si articola in due punti, il primo per le Società retrocesse dalla C e il secondo per le società che hanno disputato la D. Poi però chiude, tra l’altro, con un chiarissimo “Le società che hanno subito sanzioni per illecito sportivo …, scontate nelle stagioni 2019/2020 e 2020/2021, … saranno computate ai soli fini della redazione della classifica finale, ma saranno in ogni caso escluse dalla possibilità di colmare vacanze di organico”.
Ecco, è qui che l’estate bollente diventa rovente: tutti ricordano i testi dei Comunicati di cui alla decisione numero 1 del Tribunale Federale Nazionale/Sez. Disciplinare del 4 Settembre 2020 e la successiva decisione numero 19 del 21 Settembre 2020 della Corte Federale di Appello a Sezioni Unite con le quali proprio la AZ Picerno veniva retrocessa all’ultimo posto della graduatoria del proprio Girone di D del 2019/20 perdendo quindi la promozione in C e una carriola di suoi dirigenti venivano pesantemente squalificati per aver aggiustato l’esito di una gara coinvolgendo in questo anche tesserati a la Società del Bitonto.
Fatti della Stagione Sportiva 2019/20, scontati in quella 2020/21 per la Società e che ancora pagano e pagheranno coloro che invece sono stati reputati colpevoli d’aver preso parte all’operazione.
Com’è quindi possibile che a Picerno, una Società evidentemente distratta (o chi per lei), ha ben pensato di saltare a piè pari la lettura di quelle poche righe che sembrerebbero pesare come un macigno sulla sola presentazione della domanda di ammissione in C ?
E com’è possibile che in Consiglio Federale sono in tanti altrettanto distratti da non ricordare cosa era riportato proprio all’interno di un precedente Comunicato Ufficiale che stabiliva esatte regole da rispettare per poter vantare il privilegio di ammissione alla categoria superiore ?
La C anche quest’anno ha visto “una moria delle vacche” (per dirla alla Totò nel famoso sketch cinematografico) come non mai ma puntualmente vengono ammesse alla kermesse Società sistematicamente sul filo del rasoio da un punto di vista della solidità e dell’affidabilità economico-finanziaria che la pandemia non ha poi faticato tanto a buttar giù dal palazzo. Come si spiega che poi accadano anche quelli che agli occhi dei più sembrerebbero imbarazzanti “aiutini” ?
Non possiamo che porci questa domanda invocando una risposta ed una spiegazione plausibile per un calcio (a questo punto da tavolo o scrivania, che dir si voglia) capace di stupire e profilarsi come incredibile ma soprattutto come meno credibile (che si scrive in maniera simile ma che a ben vedere hanno significato molto diverso tra loro).






