Turris e ACR Messina sono le due società che, dopo i biancorossi, si sono mossi meglio sul mercato piazzando tanti colpi importanti
ROMA - Sarà un Girone I inedito e per certi aspetti spaccato in tronconi visti i movimenti di mercato delle diciotto squadre, che hanno visto protagoniste soprattutto Bari, Turris e ACR Messina. Saranno loro le squadre che, certamente, lotteranno per la vittoria finale portento contare su giocatori di categoria superiore e su una storia e blasone che le altre non hanno.
Il Bari è, sulla carta, la squadra da battere. Vuoi per storia, vuoi per il progetto targato De Laurentiis, vuoi per la piazza il vero dodicesimo uomo in campo. Ma il Bari, oltre a questo, sta costruendo un’autentica corazzata che va pian piano rifinendosi nel blindato ritiro romano. Demiro Pozzebon e Ciccio Brienza sono gli ultimi due colpi sensazionali del Presidente De Laurentiis che, con Simone Simeri, ha regalato al Bari un attacco da 50 gol almeno. Non solo attacco però; Mattera e Cacioli comporranno un reparto difensivo granitico, oltre che d’esperienza e abituato a vincere, così come a centrocampo si valutano sempre profili di categoria superiore come Hamlili, Lora, Di Noia, Caccetta e Mazzarani. A questi, si aggiungeranno tanti under di cui molti provenienti dal serbatoio della SSC Napoli.
Un Bari spaziale, dunque, che potrebbe tranquillamente competere per la vittoria finale del campionato di Serie C ma che, in Interregionale, dovrà comunque sudare le cosiddette sette camicie per prevalere su altre 17 squadre, tutte molto ostiche. Dietro i galletti, però, ci saranno sicuramente Turris e Messina. I corallini del Presidente Colantonio hanno allestito una squadra importante con tanti nomi che, in categoria, fanno la differenza e una ciliegina, quell’Evangelista Cunzi che probabilmente avrebbe fatto comodo proprio a piazze come Avellino e Bari. Torre del Greco se lo tiene stretto il suo numero 10 e capitano che sarà affiancato davanti da Fabio Longo, nelle ultime tre stagioni ben 60 gol, e da Marzio Celiento esterno d’attacco in attesa di consacrazione. Anche l’Acr Messina non sarà da meno. La squadra biancoscudata, seppur con qualche difficoltà in più rispetto a Bari e Turris che viaggiano a vele spiegate, potrà contare sull’apporto di due attaccanti come Rabbeni e Gambino che, già in amichevole, hanno dimostrato grosso feeling tra loro. I giallorossi saranno una mina vagante che, in caso di avvio positivo, potrà risultare pericolosa in chiave vittoria avendo un seguito importante ed una piazza che sente il bisogno di calcio vero.
Alle spalle del trio di testa, si posizionano Gela e Acireale. I biancoazzurri di Mister Karel Zeman, figlio del boemo, saranno una squadra da prendere con le molle. Giovane, con idee e soprattutto con un’ossatura già rodata avendo confermato tanti giocatori come Bonanno, Alma, Montalbano e La Vardera. A questi, la società ha affiancato un mix di giovani di valore, come Sowe della Vibonese e Schisciano del Potenza, e esperti come il difensore Sicignano e l’attaccante Ragosta, in doppia cifra nella scorsa stagione a Messina. Sulla stessa lunghezza d’onda, anche l’Acireale. Dopo un avvio a rilento, i granata hanno avuto la bravura di tesserare giocatori di spessore come Savanarola, Giuseppe Russo e un campione come Madonia che, se in condizione fisica ottimale, può ancora dire la sua in questi campionati. Da non trascurare, infine, il Marsala, che ha qualità con Sekkoum, solidità con Maraucci in difesa e tanti, tanti gol con Balistreri e Maiko Candiano in attacco in un girone che, come ribadiamo, avrà tante insidie e poche certezze: tra queste, la SSC Bari che rappresenta l’elite e soprattutto la novità in un girone I da sempre composto da sole squadre calabresi, campane e siciliane.






