Il Tribunale Federale Nazionale ha dichiarato inammissibile l’istanza cautelare della Reggina contro l’ACR Messina, motivando il rigetto con vizi procedurali; il merito è fissato per il 12 maggio 2026.

ROMA- L’istanza cautelare presentata dalla Reggina per chiedere la sospensione del Girone I di Serie D è stata dichiarata inammissibile e rigettata dal Tribunale Federale Nazionale con decreto monocratico depositato il 2 maggio 2026. La decisione del presidente Carlo Sica ha consentito il regolare svolgimento dell’ultima giornata, evitando rinvii che avrebbero paralizzato il calendario e creato ulteriori tensioni tra club e tifoserie. 

Nel provvedimento il Tribunale ha evidenziato plurimi profili di inammissibilità: la mancata impugnazione degli atti originari relativi all’iscrizione e ai tesseramenti presso il Dipartimento Interregionale della LND, l’assenza del contraddittorio con soggetti controinteressati e la mancata tempestiva notifica di atti che avrebbero dovuto essere impugnati. Questi rilievi hanno impedito al TFN di entrare nel merito delle contestazioni sollevate dalla Reggina, che puntavano a ottenere l’esclusione dell’ACR Messina o la perdita a tavolino delle gare disputate. 

Un passaggio chiave della motivazione sottolinea che il trasferimento del titolo sportivo e dei tesseramenti alla nuova società ACR Messina 1900 SSD arl, operato dalla Federazione, è stato interpretato come un riconoscimento implicito della validità dell’attività sportiva svolta nel corso della stagione, elemento che ha rafforzato la posizione difensiva del Messina. Sul piano pratico la decisione mantiene intatti calendario e classifica: le gare decisive si sono giocate e i verdetti sul campo restano al momento confermati.

La battaglia giudiziaria non è però conclusa. L’udienza di merito è stata fissata per il 12 maggio 2026 presso la sede federale di Roma, quando il Tribunale sarà chiamato ad approfondire le questioni sostanziali sollevate dalla Reggina e dalle altre società che avevano presentato esposti. Le parti coinvolte hanno ora tempo per integrare le difese e per preparare le memorie tecniche: il verdetto di merito potrebbe comunque ribaltare o confermare l’attuale quadro sportivo, con possibili ripercussioni sulla promozione e sui playoff.