Uno degli allenatori più vincenti del calcio campano analizza la stagione appena conclusa in attesa di una nuova sfida

Sarno (SA) È uno degli allenatori più vincenti del panorama calcistico campano e detiene, a distanza di anni, ancora il record di imbattibilità in Serie D con il Gladiator, ben 31 gare senza sconfitte. Mister Gigi Squillante dopo l’ultima esperienza al Savoia è ancora in cerca di una nuova sfida. A Campania Football svela come si sta preparando in attesa che arrivi la chiamata giusta.

Stagione appena terminata e lei l’ha conclusa ai box, come ha vissuto il distacco dal rettangolo verde? Ha girato o ha preferito staccare la spina?

Ho girato parecchio vedendo tante partite di Serie C e D arricchendo parecchio il mio bagaglio di conoscenze da allenatore. Non ero più abituato ad essere esonerato, non mi capitava da parecchio, ma devo dire che ho vissuto questa situazione in maniera serena senza particolare pressione.

 

Con quali ambizioni riparte in vista del prossimo campionato?

Le ambizioni non mancano mai e non mi pongo più limiti. Ho da poco superato la prima parte del super corso di Coverciano e ora sto preparando la seconda fase per raggiungere un obiettivo personale che credo sia molto prestigioso.

Ha già ricevuto offerte? Se si solo di squadre di D o anche Eccellenza?

No, per ora non c’è stata nessuna offerta concreta anche perché il campionato di D è appena finito mentre in Eccellenza si stanno ancora disputando i playoff. Il calcio campano attraversa un momento economico delicato e oltre a qualche abboccamento (con una squadra di Serie D, ndr) non c’è stata ancora nessuna proposta ufficiale.

Stando alle ultime indiscrezioni Campilongo sembra sempre più lontano dalla panchina del Savoia. Lei può essere tra i candidati a sostituirlo?

Con la famiglia Mazzamauro ci siamo lasciati bene, infatti mi sento ancora sia con il presidente sia con il figlio Renato. Al momento però credo sia del tutto improbabile un mio ritorno a Torre Annunziata.

Campionato di D abbastanza deludente per le campane del girone H. Cos’è che non va rispetto alle realtà di altre regioni?

Quello che incide maggiormente è l’aspetto economico. Le squadre pugliesi fanno investimenti maggiori rispetto alle nostre squadre e ti ritrovi piazze agguerrite come Taranto, Cerignola e Bitonto a primeggiare nel girone. Lo stesso Picerno, che per tanti è sembrata una sorpresa, in realtà era una vera corazzata visti i nomi presenti in rosa. Gente come Esposito, Conte, Santaniello, Pitarresi, e non solo, sono dei veri fuoriclasse per la categoria.

Si aspettava di più dalle squadre campane?

In realtà no perché il mio Savoia era partito con l’obiettivo di mantenere la categoria ed è andato oltre le aspettative. Delle altre la vera delusione è stato il Pomigliano che per gli sforzi economici fatti doveva, secondo me, raggiungere una salvezza tranquilla. Spiace per il Gragnano perché nonostante un allenatore esperto (Rosario Campana, ndr), che ha comunque fatto il massimo, non è riuscito a mantenere la categoria. Per questioni campanilistiche fa piacere anche per Nola e Gelbison che hanno  evitato un’ecatombe completa per il calcio campano.

La “sua” Sarnese non è riuscita a ripetere il miracolo della scorsa stagione. Quali secondo lei le cause e crede che possa risalire subito in D?

La retrocessione della “mia” Sarnese non mi sorprende più di tanto perché la società ha sempre dichiarato che l’obiettivo era la salvezza valorizzando i giovani. È stato fatto un buon lavoro, a mancare secondo me è stata anche un po’ di fortuna come in occasione della gara casalinga contro la Fidelis Andria quando i granata colpirono un palo che divenne un contropiede vincente per gli ospiti che vinsero la gara. Quei due punti risultarono decisivi ma credo che la società abbia tutte le carte in regola per fare domanda di ripescaggio e sono sicuro che la richiesta sarà effettuata.