Nel Dicembre 2020 il tecnico ha subito una condanna a due anni e tre mesi da parte del Tribunale Federale Nazionale della FIGC ma oggi siede in panchina

MARINA DI RAGUSA – Grande clamore sta suscitando nell’ambiente degli allenatori e dei cultori del diritto sportivo, la recente vicenda che nei giorni scorsi ha riguardato il tecnico Domenico Giacomarro, recentemente accasatosi al Marina di Ragusa la cui prima squadra milita nel Girone I di Serie D.

In sostanza i fatti riportano alla memoria un precedente decisamente più clamoroso che non molti anni fa riguardò l’attuale allenatore dell’Inter Antonio Conte quando, alla guida della Juve, fu condannato a 10 mesi dagli organi di giustizia federali per una vicenda inerente una omessa denuncia nell’ambito dell’inchiesta sul calcio scommesse e relativa al periodo in cui era sulla panchina del Siena in B assieme all’attuale suo vice, Stellini (squalifica poi ridotta a 4 mesi dal Tnas). Conte, anche in quel caso, continuò a lavorare pressoché indisturbato con la complicità di quella stampa e quella televisione che accortamente evitava di presenziare dinanzi ai cancelli del centro di allenamento bianconero o di riprendere gli skybox dello stadio dal quale il tecnico “osservava” i match.

Domenico Giacomarro invece, libero da vincoli, solo nello scorso Dicembre 2020 ha subito una condanna a due anni e tre mesi da parte del Tribunale Federale Nazionale della FIGC in merito ai fatti riguardanti l’alterazione di una gara tra il Picerno ed il Bitonto di Serie D, vicenda relativa alla S.S. 2018-19 e a cui Giacomarro ha anche fatto ricorso in appello alla Corte Federale dove tuttavia è stato respinto nel successivo Gennaio. Eppure il Marina di Ragusa non si è fatta il problema nel vincolarlo. I giornali di settore, all’indomani dell’esonero di Utro avvenuto alla fine del mese di Marzo scorso, riportano come notizia ufficiale da parte della società l’avvenuto tesseramento del tecnico di Marsala.

Sembra chiaro che la nostra analisi e le nostre riflessioni, come in generale quelle di tutti, non si riferiscono al Giacomarro in sé quanto all’assurdità della vicenda che sembrerebbe palesare l’ennesimo buco normativo in ambito FIGC. Ciò fino a quando le persone non decidano di dare sostanza alla forma reclamata dalle normative e dai regolamenti.

Va premesso che ad un’analisi accorta, l’art. 19 del Codice di Giustizia Sportivo FIGC recita chiaramente al Comma 3 che “dirigenti, tesserati delle società– lo sarebbero anche gli allenatori fino a prova contraria, nda – , soci e non soci … nei cui confronti siano stati adottati provvedimenti disciplinari a termine, non possono svolgere alcuna attività sportiva nell’ambito della Federazione fino a quando non sia regolarmente scontata la sanzione stessa” , tuttavia non si comprende come si possibile che il Settore Tecnico avalli un simile tesseramento ritenendo eventualmente che l’opera dell’allenatore possa unicamente relarsi al suo essere in panchina il giorno della gara e dimenticando che l’azione di un tecnico si manifesta e si realizza soprattutto durante l’arco della settimana di lavoro.

In sostanza, se secondo un organo di giustizia federale un soggetto viene riconosciuto colpevole di aver partecipato attivamente all’alterazione di un risultato di una gara e squalificato per oltre due anni, com’è possibile che gli si permetta ancora di lavorare in costanza di squalifica?

Conviene allora che gli allenatori prendano tranquillamente coscienza del fatto che anche alterando risultati di partite poi l’eventuale sanzione (dovrebbero sempre esser prima scoperti, poi giudicati e squalificati) si rivelerebbe un nulla di fatto? Possiamo parlare di una tacita autorizzazione ad agire in tal senso?

Eppure, già il fatto che Giacomarro sia stato giudicato dal TFN e non dalla Commissione Disciplinare del Settore Tecnico che sarebbe competente in ambito soggettivo (gli allenatori passano tutti di lì, dovrebbero almeno), dovrebbe far rizzare le antenne a chi ancora crede che la giustizia ma anche l’organizzazione FIGC disponga di una sua rigorosa e rigida struttura. Potremmo anche aggiungere che il Regolamento del Settore Tecnico neppure specifica di suo come le sanzioni dei tecnici trovino giusta esecuzione, altro buco molto evidente.

Manco a dirlo parrebbe che AIAC (quella nazionale ma anche quella siciliana, coinvolta direttamente) anche in questo caso sia distratta o poco attenta o semplicemente poco interessata a dirimere o chiarire una vicenda che davvero avrebbe poco a che fare con la lealtà, la probità e i sontuosi attributi che vengono di volta in volta ed in maniera pertinenziale riferiti come propri dell’attività calcistica secondo quanto anche lo Statuto federale recita all’articolo 1. E lo statuto di AIAC pure farebbe riferimento agli stessi principi.

Stranamente, per un’Associazione che sul proprio sito ufficiale dichiara pubblicamente lo stato di agitazione della categoria per sabato 3 Aprile scorso per quanto sta accadendo ai colleghi della Sambenedettese (per quanto la cosa non parrebbe aver raccolto alcuna adesione significativa o comunque un particolare interesse da parte di alcuno), non si capisce come sia possibile che da questa non venga richiesto un richiamo ad un rispetto più rigoroso e rigido delle norme o meglio una ulteriore definizione e completamento di quelle che ad oggi sembrerebbero prestare il fianco a scivolosissime interpretazioni.

Resta il fatto che comunque, se tutto fosse regolare, ci si sarebbe aspettato una nota anche da parte del Club che sui suoi canali social e di informazione ufficiali non fa invece alcun riferimento alla nuova guida tecnica. Magari nel prossimo incontro ufficiale in panchina andrà Nigro, designato come vice, e questo sarebbe un po’ come prendere in giro piazza e non solo. Ma in quel caso sarebbe anche da chiedersi la convenienza etica di tesserare un soggetto dichiarato colpevole di un reato così grave.

Tant’è, sembra ancora una volta che si voglia alimentare il culto ed il sospetto della preferenza per il malaffare piuttosto che per il rispetto delle regole con buona pace della lealtà, della probità e così via.