Una riforma attesa 40 anni

NAPOLI - Una rivoluzione copernicana. Giorni caldissimi per i dilettanti, con la riforma che potrebbe portare ad uno stravolgimento del ruolo del dilettante. La legge è di 40 anni fa e il ministro Spadafora sta accelerando per far approvare il nuovo testo che è già stato oggetto di discussione nel preconsiglio dei ministri. Fino ad oggi le prestazioni amatoriali sono incompatibili con qualsiasi forma di lavoro, nel nuovo testo di legge invece si classificano due figure: il lavoratore sportivo definito  “l’atleta, l’allenatore, l’istruttore, il direttore tecnico, il direttore sportivo, il preparatore atletico e il direttore di gara che, senza alcuna distinzione di genere e indipendentemente dal settore professionistico o dilettantistico, esercita l’attività sportiva verso un corrispettivo al di fuori delle prestazioni amatoriali”, l’altra figura è quella dell’amatore che può percepire solo premi o rimborsi spese. Per quel che concerne la prima figura, si cancellano le distinzioni tra professionisti e dilettanti, il dilettante potrà essere iscritto all’Inps con l’attività di lavoro sportivo che potrà costituire oggetto di un rapporto di lavoro subordinato, autonomo (anche sotto forma di collaborazione continuata e continuativa) nonché di prestazioni di lavoro occasionale e dal punto di vista previdenziale viene modificata la sezione del comparto gestita dall’Inps: si passerà dal “Fondo pensione sportivi professionisti” al «Fondo pensione dei lavoratori sportivi», a cui saranno iscritti i lavoratori sportivi subordinati “a prescindere dal settore professionistico o dilettantistico in cui prestano attività” e a tal fine saranno iscritti alla gestione separata Inps. Dunque, la rivoluzione è alle porte, un grande passo con il riconoscimento del lavoratore dilettante.