Sfumato il sogno-promozione, il tecnico sprona la squadra a non staccare la spina e a dare il meglio nelle 4 gare prima della lotteria dei play-off

 

CAVA DE’ TIRRENI (SA) – Allo “Iacovone” si è arrestata la rincorsa al Potenza. Che fosse gara da dentro o fuori lo si sapeva fin dalla vigilia: una vittoria avrebbe tenuto ancora vivo per qualche giornata la lotta per la prima piazza, una sconfitta, invece, avrebbe messo fine al sogno dei tifosi aquilotti. Si è materializzata, purtroppo, la seconda opzione, quella meno gradita ai tifosi bleufoncé.

Un k.o. che il tecnico Dino Bitetto ha commentato non senza un pizzico di rammarico.

“Il risultato finale premia il Taranto per quanto fatto nel secondo tempo – ha analizzato il tecnico metelliano – ma nel primo la mia squadra si era espressa bene, giocando a viso aperto e sfiorando più volte il gol del vantaggio. Avremmo meritato di raccogliere i frutti di quanto prodotto sul rettangolo di gioco nei primi 45 minuti, ma siamo stati poco precisi sotto porta e a volte anche poco fortunati. Il grande sforzo compiuto nella prima parte di gara lo abbiamo pagato nella ripresa. Il Taranto è apparso subito più brillante, anche se speravo in un ritorno della mia squadra dopo la sfuriata dei rossoblù. Il gol del vantaggio di Ancora, invece, è stata una mazzata, anche perché è arrivato proprio nel momento in cui stavo per effettuare due cambi”.

Archiviata la mazzata di Taranto, non senza fatica, la Cavese dovrà guardare ora solo al futuro. Al finale di stagione e ai successivi play-off. L’obiettivo è di giocarli da seconda della classe e vincerli, Bitetto non si nasconde.

“Il campionato non è finito domenica – ammonisce – la squadra dovrà innanzitutto onorare tutti gli impegni da qui al 6 maggio, per una questione di etica sportiva. Ci sono ancora 4 gare da giocare e dovremo provare a vincerle tutte, anche perché solo tenendo il piede sull’acceleratore fino alla fine potremo pensare di arrivare ai play-off in buona forma. Staccare la presa ora significherebbe rischiare solo brutte figure. Noi, invece, abbiamo ancora un obiettivo importante da raggiungere, ne siamo tutti consapevoli”.

Nunzio Siani