Il riepilogo della grande stagione degli azzurri

PORTICI (NA) Alzi la mano chi ci credeva. Se ad inizio anno si fosse pronosticato che il Portici non solo si sarebbe agevolmente salvato, ma che avrebbe anche centrato la qualificazione ai playoff, sicuramente si sarebbe faticato ad immaginare una cosa del genere.  Il Patron Ragosta, insieme ai suoi soci decise di cambiare dopo un annata di transizione un pò tribolante, ma che aveva comunque coinciso con il mantenimento della categoria. Un progetto giovane, un nuovo allenatore e un direttore sportivo, a volte, sono sinonimi di campionati abbastanza complessi dal punto di vista dei risultati. Il Portici 1906 ha invece dimostrato che con i giovani si può fare bene, schierando anche più dei soliti 4 under obbligatori, lanciando giovani prospetti come Atteo e Onda, a dimostrazione del fatto di credere nelle proprie filosofie ed in ciò che si fa. I due nomi chiave per questa cavalcata sono senz’altro loro: Mauro Chianese ed Alessandro Amarante, Il primo, che proveniva da una stagione come allenatore dell’under 17 del Napoli, ha sempre lavorato con i giovani e aveva già fatto molto bene in Serie D ai tempi dell’Aversa Normanna. I ragazzi sono il suo credo e non ha paura di schierarli in virtù del fatto che “L’età non conta sei hai fame”. Il Secondo, neofita nel ruolo di direttore sportivo, aveva alle spalle tante esperienze nei settori giovanili (tra cui Pisa e Cesena ndr) e si è cimentato in questa nuova avventura con grandi risultati. Ma non è stato sempre tutto rosa e fiori. La stagione cominciò a rilento per gli azzurri che dopo il pareggio all’esordio casalingo con il Castrovillari incapparono in una brutta sconfitta subita contro il Locri per 4-1. Al ritorno al San Ciro la sorte non fu migliore visto che fu il Gela ad imporsi, mettendo in risalto una prova davvero opaca degli azzurri che dopo 3 giornate si ritrovavano ultimi in classifica. La svolta arrivò dalla quarta giornata in poi quando Chianese e i guoi, guidati da un eccezzionale Sorrentino, andarono a vincere in sicilia al “Franco Scoglio” contro il Città di Messina. Da lì in poi fu la risalita per la compagine vesuviana che inanellò una serie di 9 risultati utili consecutivi fino alla sconfitta in trasferta contro la Cittanovese. Quel momento in poi segnò un’altro punto cruciale della stagione dei campani, che a pochi giorni dal match clou contro il Bari capolista persero Gennaro Sorrentino, il giocatore più prolifico del campionato fino a quel momento. Con l’avvento del mercato di dicembre il tecnico e la dirigenza decisero di porre rimedio a questa perdita con l’acquisto di due pedine che si riveleranno fondamentali: Giancarlo Improta e Michele Di Prisco. Per far capire l’impatto di questi due calciatori sul Portici e viceversa basti pensare che prima del loro approdo nella squadra della città della reggia non avevano segnato neppure un goal, e chiuderanno invece la stagione rispettivamente a 11 e a 9 segnature. Dopo una piccola flessione sul finire del girone d’andata, culminato con il 5-0 incassato a Torre del Greco la squadra comincio letteralmente a volare dal girone di ritorno in poi. Altri 9 risultati utili consecutivi all’interno del quale vi sono ben 5 vittorie consecutive. I punti arrivano e l’ambizione cresce sempre di più, i ragazzi di Chianese cominciano a credere alla qualificazione alla post season e danno inizio ad un rush finale che dopo qualche passo incerto culmina con la vittoria all’ultima giornata al San Ciro contro la Turris a sancire la qualificazione ai playoff di serie D. Avventura in post season subito terminata con la sconfitta subita a Marsala, ma resta una grande cavalcata quella messa a segno dal Portici. Una stagione che rimarrà negli annali come la migliore della storia del Portici dopo il secndo dopoguerra. Una società solida, che con la fiducia nei propri mezzi e il coraggio di lanciare ragazzi talentuosi si aggiudica il premio “Giovani D Valore” a testimonianza del fatto che una squadra di vertice può essere anche quella con l’età medio più bassa del campionato.