Felice Romano ricostruisce un anno di progetti, attese e passaggi burocratici sullo stadio Vitiello: approvazione arrivata, ma i tempi rischiano di non essere compatibili con il calcio professionistico.
SCAFATI (SA)- Il presidente della Scafatese, Felice Romano, ha scelto di parlare con chiarezza. Dopo settimane di domande, dubbi e richieste di aggiornamenti sul futuro dello stadio “Giovanni Vitiello”, il numero uno gialloblù ha ricostruito l’intero percorso che ha accompagnato la società nell’ultimo anno, mettendo in fila passaggi, ostacoli e preoccupazioni che oggi rendono il quadro tutt’altro che semplice. Il suo intervento arriva in un momento cruciale, mentre la città attende risposte e la Scafatese guarda al futuro con l’ambizione di consolidarsi nel calcio professionistico.
Romano ha ricordato come già la scorsa estate la volontà della società fosse chiara: prendere in gestione l’impianto e avviare un progetto di riqualificazione profondo. Il primo piano prevedeva interventi importanti, dalla nuova tribuna alla riqualificazione della curva. Nel frattempo il Comune ha portato avanti lavori essenziali, come il rifacimento del manto erboso e l’adeguamento dell’illuminazione a 220 lux, consegnando lo stadio alla terza giornata di campionato. Anche durante la stagione gli interventi sono proseguiti, mentre la squadra continuava a giocare.
A dicembre, però, è arrivata la comunicazione che ha cambiato tutto: per procedere con il project financing, la proposta andava presentata in una modalità diversa. Da quel momento il progetto è stato ampliato, integrato e adattato agli standard richiesti dalla Lega Pro. Sono stati inseriti nuovi spazi, dalla sala conferenze all’area hospitality, dalla sala antidoping alla sala VAR, fino al potenziamento dell’illuminazione da 220 a 800 lux. Un piano ambizioso, pensato non solo per la Scafatese ma per l’intera città.
L’Amministrazione comunale ha iniziato a lavorare sulla proposta a gennaio e solo il 28 aprile è arrivata l’approvazione. Un passaggio importante, ma non sufficiente. Romano ha spiegato che la convenzione non è ancora stata sottoscritta e che solo dopo quel passaggio sarà possibile presentare il progetto esecutivo, che dovrà essere nuovamente valutato. Un iter lungo, che rischia di non combaciare con le tempistiche del calcio professionistico.
A complicare ulteriormente il quadro c’è un altro elemento: i lavori avviati la scorsa estate dal Comune non risultano ancora formalmente chiusi dall’impresa appaltatrice. Senza la chiusura ufficiale, non è possibile procedere correttamente con il nuovo percorso progettuale. La società ha inviato una nuova PEC di sollecito, chiedendo tempi certi.
Romano non nasconde la sua preoccupazione. Dopo un anno di interlocuzioni, integrazioni e attese, il rischio è che i tempi non siano compatibili con le esigenze della categoria. Il presidente ribadisce di non voler creare polemiche, ma di voler proteggere il futuro della Scafatese. Per questo, pur continuando a confidare in segnali concreti, la società è costretta a valutare anche soluzioni alternative.
Il messaggio finale è chiaro: la volontà è restare al Vitiello, nella casa della città. Ma per farlo servono risposte rapide e definitive. Romano promette impegno, serietà e battaglia fino all’ultimo giorno, perché la Scafatese merita un futuro all’altezza della sua storia e della sua gente.
Il messaggio di Felice Romano
“In queste settimane si è parlato tanto dello stadio ‘Giovanni Vitiello’.
In tanti stanno chiedendo, giustamente, risposte e chiarezza.
E credo sia arrivato il momento di raccontare con trasparenza tutto il percorso fatto fino ad oggi.
Per questo sento il dovere, da Presidente della Scafatese, ma soprattutto da uomo che ama questa città, di spiegare come stanno realmente le cose.
La scorsa estate la nostra volontà era già chiara: prendere in gestione lo stadio e iniziare un percorso concreto di crescita e ammodernamento dell’impianto.
Era stato presentato un primo progetto che prevedeva importanti interventi, tra cui la riqualificazione della curva e la realizzazione della nuova tribuna.
Nel frattempo il Comune ha eseguito lavori fondamentali, come il rifacimento del manto erboso e l’adeguamento dell’impianto di illuminazione fino a 220 lux, consegnando lo stadio durante la terza giornata di campionato. Anche durante la stagione, mentre la squadra continuava a giocare, i lavori sono andati avanti.
A dicembre abbiamo ricevuto comunicazione che, per procedere verso la gestione dell’impianto attraverso il project financing, la modalità di presentazione della proposta doveva essere diversa.
Da quel momento, anche a seguito di confronti con la Lega Pro, abbiamo dovuto ampliare ulteriormente il progetto iniziale, prevedendo nuovi adeguamenti e servizi indispensabili per il calcio professionistico:
– adeguamento della tribuna e degli spogliatoi
– nuova sala conferenze
– area hospitality e accoglienza
– sala antidoping
– sala VAR
– ulteriori servizi richiesti dalla categoria
– potenziamento dell’impianto di illuminazione da 220 a 800 lux
Un progetto importante, ambizioso, pensato non solo per la Scafatese, ma per tutta la città.
Da gennaio l’Amministrazione comunale ha iniziato a lavorare sulla proposta e solo il 28 aprile si è espressa positivamente approvandola.
Questo rappresenta un passaggio importante, ma non ancora conclusivo.
Infatti, solo dopo la sottoscrizione della convenzione sarà possibile procedere con la presentazione del progetto esecutivo, che dovrà successivamente essere nuovamente valutato, allungando inevitabilmente i tempi dell’iter.
A questo si aggiunge un ulteriore aspetto fondamentale: i lavori avviati la scorsa estate da parte dell’Ente Comunale, relativi al rifacimento del manto erboso e all’adeguamento dell’impianto di illuminazione, ad oggi non risultano ancora formalmente chiusi dall’impresa appaltatrice.
Per questo motivo si rende necessario il completamento e la chiusura ufficiale degli interventi già avviati, passaggio indispensabile per poter proseguire correttamente con il nuovo percorso progettuale e con gli ulteriori adeguamenti previsti.
Giovedì scorso, come società, abbiamo inviato una nuova PEC di sollecito al Comune chiedendo ufficialmente tempi certi per la sottoscrizione della convenzione e per l’avvio del percorso operativo.
E oggi, con grande sincerità e senso di responsabilità, devo dire che la preoccupazione cresce.
Perché dopo quasi un anno di interlocuzioni, progetti, integrazioni e passaggi burocratici, la sensazione è che i tempi necessari per completare tutto rischino seriamente di non essere compatibili con le esigenze del calcio professionistico.
Ed è un pensiero che mi addolora profondamente.
Perché il mio desiderio è sempre stato uno soltanto:
vedere la Scafatese continuare a giocare nella sua casa, davanti alla sua gente.
Ma allo stesso tempo ho il dovere di proteggere il futuro della società e il lavoro straordinario fatto in questi anni.
Per questo motivo, pur continuando ad attendere segnali concreti e definitivi, siamo costretti anche a valutare eventuali soluzioni alternative.
Non perché lo vogliamo.
Ma perché non possiamo permetterci il rischio di restare fermi.
E fa male pensare che, dopo un anno di lavoro e sacrifici, oggi ci si possa ritrovare ancora in una situazione di attesa.
Voglio essere molto chiaro:
la Scafatese non cerca polemiche, né scontri istituzionali.
Noi vogliamo soltanto costruire qualcosa di importante per Scafati.
Il nostro obiettivo è trasformare il “Vitiello” in un vero gioiello per questa città:
uno stadio moderno, sicuro, accogliente, pensato per le famiglie, per i bambini, per i tifosi e per le future generazioni.
Una casa di cui tutta Scafati possa andare orgogliosa.
Io continuerò a lavorare con serietà, rispetto e senso di responsabilità, perché questa maglia e questa città meritano il massimo.
E fino all’ultimo giorno lotterò affinché la Scafatese possa continuare a vivere il proprio futuro nella sua casa, davanti alla sua gente.”






