Il numero uno dei bruniani fa il punto della situazione e si dice ottimista circa l'esito del ripescaggio
NOLA (NA) - Il Nola ci riprova. I bruniani ripartono convinti e decisi a riconquistare la Serie D persa sul campo con il penultimo posto nel girone G di questa stagione, a partire dalle carte federali. I bianconeri infatti figurano nell’elenco, comunicato dalla Lnd, delle società retrocesse in Eccellenza che hanno inoltrato la domanda di ripescaggio al Dipartimento Interregionale: oltre al Nola, a provarci ci sono Borgosesia, Brindisi, Giugliano, Grassina, Marignanese, Nola, Tritium e Vado.
Un numero relativamente basso di richiedenti diritto, con i bruniani che confidano nell’esito positivo della richiesta per tornare immediatamente in quarta serie e programmare una stagione diversa e tranquilla. A proposito di ciò la nostra redazione ha contattato il numero uno del Nola, l’ex portiere professionista Alfonso De Lucia che ha fatto il punto della situazione, tra la stagione passata e quella a divenire: “La retrocessione è stato un epilogo amarissimo, poi come ho già detto pubblicamente ci sta che anche una società come il Nola possa retrocedere, nel senso che come società che disputa la Serie D io la paragono a un Benevento, a un Crotone o a uno Spezia in Serie A. Quindi ogni anno si deve guadagnare la permanenza però con la consapevolezza che si può fare anche un grande campionato come l’ha fatto lo Spezia quest’anno. Non è detto che non precluda qualche altro obiettivo ma sicuramente quello di partenza deve essere sempre quella della salvezza, poi può capitare un anno come quello appena passato che tra Covid, che ha condizionato il campionato, qualche scelta sicuramente sbagliata e tante cose vicino hanno fatto sì che comunque per un punto siamo retrocessi. Ora ci dobbiamo rimboccare le maniche, si fa tesoro degli errori commessi e si riparte”.
De Lucia ribadisce il suo impegno per il Nola con parole al miele, dettate dal cuore: “In ogni caso io sono orgoglioso e fiero, al di là della categoria, di rappresentare la squadra della mia città, una squadra che amo e che ho dentro e quindi vado oltre la categoria. Come ho detto spesso ai nostri tifosi, in qualche dibattito amichevole che abbiamo avuto anche per le strade di Nola, loro devono ritenersi fortunati per il fatto di avere una proprietà prettamente nolana perché come si può vedere in giro – ultimo caso il Savoia – si illude con promesse di campionati di vertice un popolo sportivo e poi dopo 2-3 anni si cambia registro e le proprietà vanno a fare calcio in un’altra città. E’ vero che ci sono dei problemi che abbiamo anche noi e tante altre città, ci sono delle carenze strutturali importanti ma comunque noi non abbandoniamo la nostra barca perché noi siamo innamorati della nostra città e io non penserei mai un giorno di andare a fare calcio in un’altra città. Lo faccio prettamente perché è la mia città e perché voglio coronare un sogno che è quello poi del popolo sportivo di Nola, dandogli una mano sotto questo aspetto. La retrocessione può essere un allungamento di strada per il Nola però per adesso dobbiamo tutti, compreso me, andare fieri di quello che la proprietà sta facendo per questo club tra mille difficoltà che ci sono in giro, non solo a livello campano ma anche a livello mondiale”.
Circa la domanda di ripescaggio, De Lucia è categorico e parla di “atto dovuto” per la città di Nola, che merita la permanenza in quarta serie per quanto fatto e quanto si deve ancora fare: “Questa domanda di ripescaggio è un atto dovuto. Abbiamo fatto tanti sacrifici l’anno scorso e siamo poi retrocessi, quindi è un atto dovuto prima nei nostri confronti come società e poi per tutti i tifosi che comunque in certo qual modo sono stati vicino alla squadra anche senza poter assistere alle partite, un modo di dire che noi ci siamo sempre e che vogliamo ritornare nella categoria che ci compete e che abbiamo fatto per tre anni consecutivi. Ci sentiamo in credito anche con quello che è successo l’anno scorso perché comunque – e non è una scusa – è stato un campionato anomalo e condizionato da tanti fattori, si è fermato tante volte causa Covid, un campionato che comunque secondo me andava annullato nel senso che non ci dovevano essere proprio le retrocessioni. Accettiamo il verdetto ma casomai dovessimo essere ripescati sarebbe un giusto epilogo della stagione. Con questo ci tenevo a dire che il Nola c’è, il Nola è una società che gestisce le proprie risorse in maniera equa, una società seria che in tre anni si è costruito un nome ed è ritornato alla ribalta in Campania e non solo. Questa è la cosa che più mi fa piacere, quello di sentire il nome della mia città in giro e poterne primo io andarne fiero e poi tutti gli abitanti di Nola che seguono la squadra e che quando si parla di questa città si possa sempre parlarne in bene. Speriamo bene, incrociamo le dita e ci auguriamo che questo ripescaggio ci possa far tornare in Serie D, sarebbe un bel regalo per tutta la città”.
E sull’esito della domanda di ripescaggio, al vaglio della Co.Vi.So.D, De Lucia è ottimista: “Che possibilità di ripescaggio abbiamo? Dovremmo essere nei primi posti della graduatoria secondo i calcoli fatti, con la Co.Vi.So.D siamo sereni e attendiamo una valutazione favorevole in tutto”.






