Il bomber napoletano racconta come è nata l'occasione di indossare la maglia corallina e le emozioni che suscita la prossima gara che vivrà da grande ex

TORRE DEL GRECO (NA) - È reduce da due stagioni da oltre 30 goal con la maglia del Cassino, da pochi giorni ha lasciato i laziali approdando alla Turris diventando il fiore all’occhiello del mercato della società corallina, andando a rinforzare un reparto già “spaventosamente” forte. Umberto Prisco (’87), a Campania Football, racconta come è nata l’occasione Turris e le sensazioni che suscita indossare quella maglia senza dimenticare il suo recente passato.

Ritorni in Campania dopo un’esperienza di due anni nel Lazio, in cui hai fatto benissimo. Cosa ti ha spinto a tornare?

Il motivo principale è stato il progetto ambizioso della Turris, era da tempo che sognavo di indossare questa maglia. A Cassino sono stato benissimo ma  vincere il campionato con questa maglia equivale ad uno scudetto vinto dal Napoli.

 

Come e quando è nata l’ipotesi Turris?

La scorsa estate ci furono i primi contatti con la società poi però per rispetto di presidente e tifoseria decisi di rimanere. Sono rimasto con piacere finché è stato possibile poi per vari motivi ho deciso di lasciare ed accettare la proposta della Turris. 

 

La rosa corallina vanta un parco attaccanti che comprende tra gli altri, Longo, Alma, Sowe e Celiento come si fa ad inserirsi in un reparto già così competitivo?

Longo e Celiento li conoscevo già, gli altri li ho conosciuto arrivando qui. Sono tutti attaccanti che fanno la differenza con qualità importanti, inserirsi non è stato facile ma sto lavorando sodo per mettere in difficoltà il mister. Solo attraverso il lavoro e la costanza potrò sperare di ritagliarmi uno spazio in un reparto così forte.


Tu e Longo credi possiate giocare insieme o rischiereste di “pestarvi i piedi”?

Con Fabio ho giocato insieme ad Aversa e mi sono trovato benissimo, è un attaccante straordinario che non scopriamo oggi. Abbiamo caratteristiche completamente diverse e quindi potremmo anche coesistere ma sarà il mister a scegliere e chissà forse più avanti potremo vedere la coppia Prisco-Longo.

 

L’unica avversaria che sembra tenere il passo della Turris è l’Ostiamare che è lontana quattro punti. Avere un margine ampio può rischiare di diventare un motivo di rilassamento?

Sono due anni che gioco in questo girone e posso assicurare che tutte le gare sono difficili e non ti permettono di rilassarti. Quattro punti di vantaggio non sono tantissimi, noi dobbiamo pensare di partita in partita senza guardare oltre, restando estremamente concentrati nel raggiungere il nostro obiettivo.

 

Domenica arriva il Cassino squadra in cui forse hai vissuto il tuo periodo migliore, che gara sarà per te?

È stata un’esperienza che mi ha lasciato ricordi bellissimi dentro e fuori dal campo. Lì ho segnato più di 30 goal in due anni, vivendo i momenti migliori della mia carriera. Ancora oggi ho un ottimo rapporto con il presidente e con i tifosi, i quali mi contattano ancora per salutarmi ma una volta in campo penserò alla Turris con l’obiettivo di vincere la gara.

 

Tu conosci bene i tuoi ex compagni, se dovessi togliere qualcuno in vista di domenica chi escluderesti?

Ricamato sicuramente, anche se mi pare sia infortunato e non ci sarebbe stato comunque e poi Carcione, un calciatore che nonostante non sia più giovanissimo fa ancora la differenza come pochi.

 

La tua ultima esperienza in Campania, all’Ercolanese, non fu felice nonostante venissi da un buon campionato alla Vastese, cosa non funzionò in granata?

All’Ercolanese avevo davanti a me un grande attaccante come El Ouazni che disputò una grandissima stagione e io facevo fatica a trovare spazio. Per questo motivo, di comune accordo con la società, chiesi di andare a giocare ma non ci sono altri motivi. Ancora oggi sono in ottimi rapporti sia con mister Squillante sia con la famiglia Mazzamauro con i quali non ho mai avuto alcun tipo di problema.

 

Dovessi segnare domenica esulteresti?

Questa domanda è un po’ cattiva (ride, ndr). Sicuramente dovessi segnare non potrei esultare, per rispetto ad una piazza ed una tifoseria che mi ha dato tanto e che mi vuole ancora bene. Sarò sincero, spero comunque di vincere ma se dovessi segnare non esulterò.