Play-off Frattese: "Gare secche come terno al Lotto"

Dopo molto silenzio torna a parlare in esclusiva ai nostri microfoni Adama Guarino, patron della Frattese in Eccellenza, impegnata mercoledì dei play-off con il Pomigliano, e della Puteolana, retrocessa dalla Serie D. Proprio il verdetto che ha condannato i flegrei il presidente non riesce a spiegarselo, con una squadra rinforzata ogni mese. Sul futuro mette le cose in chiaro per entrambe le piazze

Presidente, partiamo dal campionato di Eccellenza che non è stato fermato dal Covid ma dalla giustizia sportiva

“Cose che capitano… solo qua”.

Ci sono state due settimane per prepararsi per i sei giorni di fuoco.

“Quello che è servito alla Frattese è servito a tutti. Maggiore concentrazione, qualche recupero; credo che tutti si stiano preparando mentalmente perché è un partita secca, un po’ come un terno al Lotto e tutto può succedere”.

A Frattamaggiore c’era meno entusiasmo perché non si sapeva neanche cosa sarebbe successo alla squadra e al campionato. Oggi, al contrario con Pozzuoli, gli umori sono cambiati.

“A Frattamaggiore sapevano che saremmo stati competitivi e si sapeva che se il campionato fosse ricominciato, com’è successo, avremmo detto la nostra. A Pozzuoli non ci spieghiamo perché non è andata bene, neanche un buon psicologo riesce a capire cos’è successo”.

A Fratta forse avete fatto anche più del previsto considerando che avete dovuto riorganizzare tutta la rosa, in attacco, all’inzio, c’erano Celiento, Di Paolo ed Esposito.

“Su questo punto non è proprio così perché sapevamo cosa fare. In un campionato come quello di Eccellenza forse ci vogliono più calciatori giovani che corrono che nomi blasonati”.

Ha seguito ovviamente bene ogni weekend sia l’Eccellenza che la Serie D, c’è un grande divario tra le due categorie?

“Sì, tantissimo: in D c’è più diplomazia, in Eccellenza ci sono persone che più fanno in escandescenza. In Interregionale, uso questo termine, sono un po’ più chic.

Mercoledì c’è la sfida con il Pomigliano.

“È una buona squadra ma nulla bisogna essere dato per scontato perché come ho detto è una gara secca, si parte dal 50% di possibilità, ci teniamo il piccolo vantaggio di giocare in casa”.

C’è amarezza per com’è finita a Pozzuoli?

“Tanta, non poca. La rosa veniva rinforzata mese per mese e con i calciatori che c’erano era una squadra almeno da metà classifica, è davvero inspiegabile. Peccato che i tifosi guardano solo ai risultati e non a quello che è stato fatto”.

Quale sarà il futuro di Pozzuoli, la Puteolana farà ancora parte della vostra famiglia?

“Certo, non ci sono dubbi”.

Si tenterà il ripescaggio?

“Sì, perché no. Sto comunque anche cercando di organizzare un gruppo di sei o sette imprenditori”.

A Frattamaggiore che ambiente ha ritrovato?

“Come all’inizio, tranquillo. Sono ragazzi giovani che si divertono e sono motivati”.

Anche suo figlio è molto coinvolto, il più giovane.

“Lui mi assomiglia, è calmo, impara ed è molto presente”.

Il futuro del tecnico Ciaramella?

“In realtà non ci vediamo da un paio di mesi anche perché è stato positivo. In generale, su tutti i fronti, a inizio luglio avremo delle novità”.