Il club contesta tempi e modalità del blitz della Municipale: “Nessun contraddittorio possibile”.

TORRE ANNUNZIATA (NA)- Il Savoia rompe il silenzio e denuncia pubblicamente quanto avvenuto nella giornata di ieri, quando la Polizia Municipale ha effettuato un blitz all’interno del campo sportivo comunale. Un intervento definito dalla società “inspiegabile nei tempi e nelle modalità”, avvenuto – secondo il club – in un orario in cui nessun tesserato era presente, impedendo così qualsiasi forma di contraddittorio.

La denuncia del club: “Blitz programmato in un orario strategico”

La società sottolinea come sarebbe bastato posticipare l’accesso alle ore 14 per trovare l’intero gruppo presente sul campo, potendo così chiarire ogni aspetto contestato. Invece, il blitz è stato effettuato “in solitaria”, con il sequestro di alcune aree e la contestazione di presunte manomissioni e utilizzi impropri degli spazi.

Tra gli elementi segnalati dagli agenti figurano un carrello presente “da oltre vent’anni” e vecchie lavasciuga mai rimosse, oggetti che – secondo il club oplontino – non possono essere attribuiti alla gestione attuale.

Il caso della porta lasciata aperta: “Se confermato, fatto gravissimo”

Il passaggio più delicato del comunicato riguarda un presunto ordine impartito il giorno precedente da un funzionario dell’Ufficio Tecnico, sotto la direzione dell’ingegnere Ferrara, al custode del campo: lasciare la porta aperta al termine del servizio.

La società parla di “ipotesi inquietante” e annuncia che andrà fino in fondo per accertare la verità. “Se fosse vero, sarebbe gravissimo. Vorrebbe dire lasciare un impianto incustodito, creando le condizioni per ciò che è accaduto il giorno dopo”.

“Mai avute le chiavi. Mai avuta la custodia. Solo 7 ore di utilizzo al giorno”

Il Savoia ribadisce di non aver mai avuto le chiavi dell’impianto né la custodia dello stesso. La società dispone esclusivamente di una fascia oraria giornaliera di utilizzo, sempre in presenza del custode, pagando regolarmente quanto richiesto via PEC.

Nessuna area interdetta, nessun atto formale di chiusura, nessuna comunicazione preventiva: per il club, l’impianto è sempre stato utilizzato nelle modalità autorizzate.

“Perché proprio alla vigilia di una partita di vertice?”

Il comunicato solleva poi un interrogativo che pesa come un macigno: il blitz è avvenuto alla vigilia di una gara di alta classifica.

Una coincidenza che la società non definisce apertamente sospetta, ma che – alla luce di altri episodi, come la mancanza di acqua calda prima della sfida contro l’Igea Virtus – alimenta dubbi e domande.

“Il Savoia non si piega”

Il messaggio finale è un appello alla città e ai tifosi: nessuna resa, nessun passo indietro.

La società rivendica serietà, legalità e trasparenza, chiedendo che i controlli vengano effettuati “in modo giusto e corretto”, senza ombre né forzature.

Domenica, l’invito è a riempire lo stadio per dimostrare che “non ci ferma niente e nessuno”.

Il comunicato si chiude con un’affermazione identitaria che suona come una dichiarazione di intenti:

“Noi siamo Torre Annunziata. Siamo il Savoia. Avanti tutta.”

La nota completa del Savoia

OGGI LA POLIZIA MUNICIPALE HA FATTO UN BLITZ NEL CAMPO, pur sapendo che a quell’ora non vi fosse nessuno, così da poterlo effettuare senza un giusto contraddittorio. Sarebbe bastato posticipare il blitz alle ore 14 per trovare l’intera società presente sul campo e consentirci di difenderci, ma ciò non è stato voluto. Hanno preferito agire da soli.
Sono state sequestrate alcune aree, attribuendo alla nostra società la manomissione di impianti e un utilizzo improprio degli spazi.
Ci viene addirittura contestato un carrello presente nel campo da oltre 20 anni , così come alcune vecchie lavasciuga. Erano lì da sempre.
Si parla di “manomissioni” in una palazzina fatiscente, con zone che da tempo versano in condizioni di degrado e abbandono.
C’è poi un fatto inquietante sul quale andremo fino in fondo, sembrerebbe che un funzionario, sotto la direzione dell’ingegnere Ferrara dell’Ufficio Tecnico, il giorno prima del blitz, abbia ordinato al custode del campo di lasciare la porta aperta al termine del servizio.
Se fosse vero, sarebbe gravissimo.
Vorrebbe dire lasciare un campo incustodito e con la porta aperta, creando le condizioni per quanto sarebbe accaduto il giorno dopo. Chiaramente si tratta di una supposizione e lasceremo agli inquirenti ogni valutazione. Ma il dubbio è legittimo.
Noi non abbiamo mai avuto le chiavi del campo.
Non abbiamo mai avuto la custodia dell’impianto.
Abbiamo solo una disponibilità di utilizzo di 7 ore al giorno, sempre in presenza del custode, pagando e ringraziando senza mai chiedere spiegazioni sugli importi che ci venivano inviati via PEC.
Non ci sono mai state notificate zone interdette.
Non ci sono mai stati atti formali di chiusura di aree.
Abbiamo sempre avuto la piena disponibilità dello stadio, custodito e con accesso consentito in tutte le aree a noi autorizzate.
Non c’era alcuna urgenza di intervenire oggi.
Non ieri, non oggi, non domani.
Quel carrello era lì da vent’anni. Sarebbe rimasto lì anche la settimana prossima.
Eppure il blitz è avvenuto proprio alla vigilia di una partita di vertice.
Coincidenze?
Come fu una coincidenza la mancanza di acqua calda prima della partita di cartello contro l’Igea Virtus?
Noi non vogliamo credere alle coincidenze maliziose.
Ma quando gli episodi si ripetono sempre nei momenti decisivi, le domande diventano inevitabili.
Questo è ciò che accade in una città dove il Savoia non accetta compromessi.
Un’altra società forse sarebbe già andata via.
Noi no.
Siamo persone serie.
Viviamo di regole.
Non abbiamo paura dei controlli, perché viviamo di legalità, purché i controlli vengano effettuati in modo giusto e corretto.
Ma pretendiamo correttezza.
Pretendiamo trasparenza.
Pretendiamo rispetto.
E su questa vicenda andremo fino in fondo.
Perché il Savoia non si piega.
Domenica riempiamo lo stadio e facciamo capire che non ci ferma niente e nessuno.
Noi siamo Torre Annunziata.
Siamo il Savoia.
Avanti tutta.
Avanti Savoia